Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Palermo, ha chiesto di accedere al giudizio immediato, rinunciando così all’udienza preliminare prevista inizialmente per il 21 gennaio. La richiesta riguarda il procedimento in cui è indagato per corruzione, peculato e falso ideologico.
Le accuse a carico del presidente dell’Ars Galvagno
Secondo l’impianto accusatorio, i fatti contestati risalgono al 2023. Galvagno avrebbe favorito l’assegnazione di fondi pubblici a due imprenditori in cambio di incarichi e benefici per alcuni suoi collaboratori. Tra le contestazioni figura anche un presunto utilizzo improprio dell’auto di servizio.
Oltre al presidente dell’Ars, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Sabrina De Capitani, ex portavoce di Galvagno, per l’imprenditrice Caterina Cannariato e per l’autista del presidente, Roberto Marino.
Giudizio immediato: cosa cambia per il processo Galvagno
Con la richiesta di giudizio immediato, Galvagno ha scelto un rito che consente di saltare l’udienza preliminare e andare direttamente a dibattimento. Il processo inizierà il 4 maggio, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo.
La decisione è stata presa di concerto con il collegio difensivo composto dagli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti. Anche l’autista Roberto Marino ha optato per lo stesso rito e comparirà in aula nella medesima data.
Restano invece davanti al Gup l’ex portavoce Sabrina De Capitani e l’imprenditrice Marcella Cannariato, per le quali prosegue l’iter ordinario.
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