Manovra Sicilia da 221 milioni, è scontro tra maggioranza, opposizioni e sindacati

Manovra Sicilia da 221 milioni, è scontro tra maggioranza, opposizioni e sindacati

Manovra Sicilia da 221 milioni, è scontro tra maggioranza, opposizioni e sindacati

L’annuncio del varo in Giunta della manovra in variazione di bilancio da 221 milioni di euro non sembra aver prodotto reazioni positive fuori da Palazzo d’Orléans. Anzi, il provvedimento ha riacceso lo scontro politico e alimentato tensioni che attraversano anche la maggioranza che sostiene il governo di Renato Schifani.

Le prime contestazioni erano arrivate dalla Democrazia cristiana, con i deputati Carmelo Pace e Ignazio Abbate, che avevano criticato la composizione delle misure previste dal disegno di legge, puntando poi direttamente contro il presidente della Regione. Al centro della polemica anche la nomina di Sabrina Cillia alla guida del Cefpas, considerata dai due esponenti democristiani una scelta riconducibile all’area Mpa. Secondo Pace e Abbate, Schifani avrebbe affidato l’incarico a un dirigente in quota Mpa che, nonostante voti «più con l’opposizione che con la maggioranza», riuscirebbe, attraverso «la sapiente arma del ricatto politico», a ottenere il proprio spazio all’interno della coalizione.

La DC attacca la manovra e chiede un vertice del centrodestra

La Democrazia cristiana ha espresso una valutazione particolarmente critica anche sui contenuti della manovra, giudicando insufficienti le risorse destinate alla disabilità e al lavoro e contestando gli interventi previsti per il comparto agricolo. La replica del coordinamento regionale di Mpa Grande Sicilia era arrivata quasi immediatamente, con toni altrettanto duri nei confronti dei due esponenti della Dc, definiti «reduci» del partito. Nel frattempo, però, la tensione è arrivata fino alle segreterie regionali del centrodestra. La Dc ha chiesto infatti la convocazione urgente del tavolo della coalizione, ritenendola necessaria per affrontare le questioni che, secondo il partito, stanno spingendo governo e maggioranza «verso una direzione di non ritorno».

La nomina di Sabrina Cillia al Cefpas, che avrebbe potuto contribuire a riequilibrare i rapporti tra le diverse componenti della maggioranza, non sembra dunque aver prodotto l’effetto sperato. La vicenda si intreccia anche con il confronto interno al centrodestra sul terzo mandato del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, e con i rapporti sempre più delicati tra Mpa Grande Sicilia, Lega e Democrazia cristiana. Il vero banco di prova sarà però il passaggio parlamentare della variazione di bilancio. Quando il disegno di legge arriverà all’Ars, i deputati saranno chiamati a esaminare la parte restante della manovra e potranno intervenire sulle destinazioni delle risorse.

Cgil Sicilia: «Non c’è nulla per le vere emergenze dell’Isola»

A contestare duramente la manovra è stata anche la Cgil Sicilia. Il segretario regionale Alfio Mannino ha affidato a un lungo documento la propria valutazione negativa sulle scelte del governo regionale, chiedendo ai deputati dell’Ars di modificare profondamente il provvedimento. Mannino ha invitato il Parlamento siciliano a produrre «un cambiamento di rotta», avvertendo che in caso contrario il sindacato è pronto alla mobilitazione. Il giudizio sulla manovra è stato particolarmente severo. Per il segretario della Cgil Sicilia si tratterebbe del «solito mercato delle mance elettorali», mentre mancherebbero interventi capaci di affrontare le vere emergenze della Sicilia. Tra le questioni sollevate anche il bonus caro-voli. Secondo Mannino, senza interventi strutturali il provvedimento rischierebbe di trasformarsi per molti giovani siciliani «in un biglietto di sola andata».

La maggioranza replica alla Cgil

Le dichiarazioni del segretario regionale della Cgil hanno provocato la reazione dei capigruppo all’Ars di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, Stefano Pellegrino, Giorgio Assenza e Salvo Geraci. I tre esponenti della maggioranza hanno contestato l’analisi di Mannino, ricordando il ruolo dell’Assemblea regionale siciliana nel processo legislativo. Secondo i capigruppo, il Parlamento «non è un ufficio di ratifica», ma il luogo della rappresentanza e del confronto. Le critiche della Cgil sono state inoltre definite «propaganda politica mascherata da analisi sindacale». Mannino ha però respinto le accuse, sostenendo che la maggioranza stia cercando di spostare l’attenzione dai problemi reali dell’Isola. «Se denunciare che un disegno di legge chiamato Coesione e crescita non crea occupazione stabile ma si limita a gestire il consenso significa fare opposizione – ha replicato – allora la faremo sempre, in nome e per conto del popolo lavoratore».

Pd: «Non si faccia campagna elettorale con i soldi dei siciliani»

Sul fronte dell’opposizione si schiera anche il capogruppo del Partito democratico all’Ars, Michele Catanzaro, secondo cui la variazione di bilancio dovrà contenere misure realmente utili alla Sicilia. «Nessuno nel centrodestra pensi di fare la campagna elettorale con i soldi dei siciliani», ha affermato Catanzaro, annunciando che il gruppo Pd, insieme alle altre forze di opposizione, esaminerà punto per punto il disegno di legge. Il confronto politico sulla manovra si prepara quindi a entrare nel vivo proprio mentre la legislatura si avvia verso la fase finale. Variazione di bilancio e legge di stabilità saranno probabilmente tra i principali terreni di confronto nei prossimi mesi, con ingenti risorse economiche da distribuire sul territorio e le elezioni regionali sempre più vicine.

Ex Pip, la battaglia sulle risorse entra nella manovra

Tra le questioni destinate a pesare sul dibattito parlamentare c’è anche quella degli ex Pip. Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati, oggi al Gruppo misto, ha già annunciato di essere pronta a battersi per l’aumento delle ore degli ex Pip attraverso le risorse della variazione di bilancio. Sulla stessa questione è intervenuto anche il deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia, che ha assicurato il proprio sostegno a ogni iniziativa finalizzata a individuare le risorse necessarie. Sono dunque diversi i fronti sui quali la maggioranza sarà chiamata a trovare un punto di equilibrio. E con l’avvicinarsi della campagna elettorale, la distribuzione delle risorse regionali rischia di diventare uno dei principali terreni di confronto tra partiti.

Anci Sicilia: «Apprezzamento per i 20 milioni ai Comuni»

In questo quadro di crescente tensione politica arriva invece una valutazione positiva, seppur prudente, da parte di Anci Sicilia. Il presidente e il segretario generale dell’associazione dei Comuni siciliani, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, hanno espresso «apprezzamento per la scelta del Governo regionale» di aumentare di 20 milioni di euro il Fondo dei trasferimenti ordinari destinato ai Comuni siciliani. Una posizione che si distingue dalle numerose critiche arrivate nelle ultime ore e che mette in evidenza uno degli aspetti della manovra considerati positivi dagli enti locali.

Il confronto, intanto, è destinato a spostarsi all’Ars. Sarà lì che i 221 milioni della variazione di bilancio dovranno superare il vaglio dei deputati e dove, con ogni probabilità, si misureranno anche gli equilibri politici della maggioranza in vista dell’ultima parte della legislatura.

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