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Marco Sarracino: “Nella Legge di Bilancio non si è fatto nulla per il Sud”

Marco Sarracino: “Nella Legge di Bilancio non si è fatto nulla per il Sud”

Marco Sarracino: “Nella Legge di Bilancio non si è fatto nulla per il Sud”

ROMA - La Legge di Bilancio e la conferenza stampa di Giorgia Meloni hanno lasciato qualche strascico polemico. Servono investimenti in infrastrutture, grandi opere e una chiara programmazione per un sistema economico caratterizzato da grandi potenzialità ed enormi ritardi.A questi si aggiungono i due progetti che da qualche mese caratterizzano il dibattito politico: l’Autonomia differenziata e la Zes unica. Ne parliamo con Marco Sarracino, Deputato e Responsabile Coesione territoriale, Sud e Aree interne della Segreteria guidata da Elly Schlein.

Le priorità per il Sud sono: occupazione, ripresa economica e infrastrutture. La coperta è corta e la legge di bilancio non poteva occuparsi di tutto. Si è fatto abbastanza?

“La verità è che non si è fatto nulla. In questo anno di governo Meloni diminuiscono gli investimenti per la sanità pubblica, il cui diritto al Sud molte volte viene messo in discussione; viene cancellato il Reddito di cittadinanza che sicuramente andava modificato, ma ha svolto un ruolo di tenuta sociale importante soprattutto durante la pandemia; si affossa il salario minimo che sarebbe stato utilissimo per combattere il lavoro povero. Si punta invece a reintrodurre le gabbie salariali ed è stato svuotato il fondo di perequazione infrastrutturale fondamentale per superare alcune disuguaglianze Nord-Sud”.

Altra questione è il Pnrr. Ci sono delle priorità e si sceglie su cosa spendere. Il problema è che con la revisione saltano diversi progetti che sarebbero vitali per diverse aree del Meridione.

“Il Ministro Fitto ha già comunicato che alcuni progetti Pnrr cambieranno fonte di finanziamento: si utilizzeranno Fondi di Sviluppo e Coesione utili per altri progetti che ora andranno perduti. Non finisce qui, perché i Comuni delle Città Metropolitane, hanno già fatto partire i cantieri dei progetti Pnrr e non sanno se avranno le coperture necessarie. Hanno trasformato una grande opportunità in una grande incertezza. Oltre al fatto che hanno cancellato le risorse per le nostre periferie, per combattere il dissesto idrogeologico, per il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia.

Per il governo, la creazione di una Zes unica e l’Autonomia differenziata contribuiscono a creare un sistema sostenibile e attrattivo per gli investimenti. La vostra è opposizione totale o esiste un campo di confronto?

“Sulla Zes unica abbiamo provato un confronto in Parlamento, ma nessuno dei nostri emendamenti è stato approvato. Le risorse per la Zes unica sono insufficienti, visto che sono praticamente uguali a quelle con cui si finanziavano le otto Zes precedenti. Peccato che il perimetro della nuova Zes unica sia cinquecento volte più grande delle precedenti. Va aggiunta l’assurdità per cui un’impresa che vuole usufruire dei vantaggi Zes deve realizzare un investimento minimo di 200mila euro. Al Sud, il tessuto economico è fatto soprattutto di Pmi, chi può investire questa cifra? Infine, hanno creato un imbuto burocratico, centralizzando tutto a Roma, il che sa tanto di mania di controllo. Commissariano il Sud e danno autonomia al Nord. Contrasteremo duramente in aula il ddl Calderoli, che spacca l’Italia e mette in discussione l’unità nazionale.

Nei prossimi mesi ci saranno elezioni europee, regionali, amministrative, e il potenziale ritorno delle Province. Crede che questi temi possano rientrare nel dibattito politico o ci si limiterà a uno scontro sui massimi sistemi come troppo spesso è accaduto?

“Elly Schlein ha avuto il grande merito di tornare a rendere la questione meridionale, una questione nazionale. La difesa del Sud, un territorio che per noi merita protezione e opportunità, è un punto identitario della battaglia politica del Pd. Lo faremo contro una destra che ha scelto politicamente di consegnare il Mezzogiorno all’irrilevanza economica e politica. Per questo continueremo a fare proposte per combattere le disuguaglianze, per aumentare i salari, per una sanità pubblica efficiente”.

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