Con la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa per le elezioni amministrative, l’Assemblea Regionale Siciliana torna ad affrontare numerosi dossier strategici. Al centro del dibattito ci sono agricoltura, fondi europei, gestione delle risorse idriche, fonti rinnovabili e la futura manovra estiva da 400 milioni di euro.
Il ritorno in Aula arriva all’indomani delle tensioni emerse all’interno della stessa maggioranza di governo, mentre le commissioni parlamentari riprendono a pieno ritmo la loro attività.
Agricoltura, scontro sulle risorse del Piano Strategico 2023-2027
Uno dei temi più caldi riguarda l’assessorato regionale all’Agricoltura guidato da Luca Sammartino. In Aula approdano infatti le mozioni presentate dai deputati del Partito Democratico Michele Catanzaro e Antonello Cracolici, che puntano a rivedere alcune misure legate alla programmazione agricola.
Al centro del confronto ci sono i nuovi bandi previsti dal Piano Strategico della Pac 2023-2027 e la graduatoria definitiva dell’avviso da 11,3 milioni di euro destinato alla creazione e valorizzazione di agriturismi, agricoltura sociale e attività educative nelle aree rurali. L’opposizione chiede inoltre la revisione delle disposizioni dipartimentali relative a 76,5 milioni di euro della programmazione Psp 2023-2027 e una modifica della soglia minima di spesa ammissibile.
Commissioni al lavoro tra enti locali e alloggi popolari
L’attività delle commissioni parlamentari coinvolge diversi temi strategici per la Sicilia. Tra gli argomenti all’ordine del giorno figurano le misure finanziarie a favore degli enti locali, il contrasto alla compravendita illegale degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e il dibattito sulla riforma del regolamento interno dell’Ars.
Quest’ultimo tema, sostenuto dal presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno, sembra tuttavia destinato a rallentare a causa delle tensioni politiche interne alla maggioranza. Sullo sfondo resta il tema del voto segreto, che continua a rappresentare uno degli strumenti più discussi all’interno del Parlamento siciliano.
Fonti rinnovabili e Autorità idrica siciliana
Tra i disegni di legge già assegnati alle commissioni spiccano alcune proposte considerate fondamentali per il futuro della Regione. In commissione Attività produttive approda il progetto per l’istituzione di un Istituto regionale delle fonti di energia rinnovabili, mentre il Governo regionale propone la creazione di una nuova Autorità idrica siciliana, con l’obiettivo di garantire una gestione unitaria del Servizio Idrico Integrato. Si tratta di un tema particolarmente delicato, soprattutto alla luce delle recenti difficoltà registrate nella riforma dei Consorzi di bonifica e delle criticità legate all’emergenza idrica che interessa diverse aree dell’Isola.
Reddito regionale, tre proposte in esame
La commissione Cultura sarà chiamata a valutare tre differenti proposte legislative dedicate al sostegno economico delle fasce più fragili della popolazione. I testi prevedono l’introduzione di forme di reddito regionale, declinate come reddito di dignità, reddito di cittadinanza o reddito di inclusione, con l’obiettivo di contrastare povertà ed esclusione sociale.
Manovra estiva da 400 milioni di euro
Grande attenzione è rivolta anche alla prossima variazione di bilancio regionale, alla quale sta lavorando l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. La cosiddetta "manovrina estiva" dovrebbe avere una dotazione complessiva di circa 400 milioni di euro. Durante le audizioni in commissione Bilancio, l’Anci Sicilia ha ribadito la necessità di destinare una quota significativa delle risorse agli enti locali. L’associazione dei Comuni siciliani ha chiesto che almeno il 20% della manovra venga utilizzato per sostenere servizi essenziali come l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità (Asacom) e le spese legate ai disabili psichici.
Pnrr e asili nido, resta il nodo del personale
Tra le questioni ancora aperte figura anche la gestione degli asili nido finanziati con le risorse del Pnrr. Molti Comuni siciliani segnalano infatti difficoltà nel reperire le risorse necessarie per assumere il personale destinato alle nuove strutture. Il rischio, evidenziato dagli amministratori locali, è che gli investimenti realizzati possano trasformarsi in cattedrali nel deserto, senza la possibilità di garantire servizi effettivi alle famiglie e ai bambini.
di Mauro Seminara
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