Senato, Unimpresa presenta le sue proposte su Fisco e Giustizia

Senato, Unimpresa presenta le sue proposte su Fisco e Giustizia

Senato, Unimpresa presenta le sue proposte su Fisco e Giustizia

Successo per il convegno organizzato da Unimpresa venerdì scorso nel Palazzo della Minerva del Senato della Repubblica per presentare una serie di proposte di riforme strutturali indispensabili alla ripresa e riguardanti fisco, giustizia civile, credito bancario e digitalizzazione della pubblica amministrazione. Durante il dibattito davanti ai senatori, si sono confrontati sui principali temi di politica-economica i vicepresidenti di Unimpresa, Salvo Politino e Giuseppe Spadafora e i consiglieri nazionali Marco Salustri e Giacomo Spada, mentre a chiudere i lavori è stato il segretario generale Raffaele Lauro. Particolarmente seguiti gli interventi sul fisco e sulla giustizia. Salustri ha spiegato che, con il modello fiscale tedesco, indicato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri come sistema da imitare, non risulterebbe risolta, in Italia, la disparità di tassazione tra i contribuenti: rimarrebbe un’evidente sproporzione tra l’aliquota del 42%, applicata su redditi fino a 260.532 euro, e quella del 45%, applicata su redditi oltre 260.533 euro. Ciò perché le percentuali delle aliquote troppo ravvicinate rispetto a redditi piuttosto omogenei. Secondo Salustri "per essere incisiva per l’intero sistema economico, una riforma fiscale dovrà essere globale, tanto per le imposte dirette sia per quelle indirette, al fine di evitare continui e inutili aggiustamenti tributari, che ne distorcerebbero gli effetti macroeconomici, confonderebbero imprese e lavoratori autonomi, oltre ad aggravare, inevitabilmente, i costi di gestione delle imprese". Unimpresa ha chiesto, dunque, anche in un documento, una riforma fiscale organica, equa, trasparente e chiara, senza più il rosario infinito delle interpretazioni normative. "Né si potrà prescindere - ha concluso Salustri - dalla considerazione che, maggiore sarà il potere di spesa dei contribuenti, quali le pmi, lavoratori autonomi e dipendenti, migliori saranno l’andamento dell’economia reale e la ripresa". Dei mali che affliggono la nostra Giustizia civile, una delle più lente della Comunità Europea, ha parlato invece l'avvocato catanese Giacomo Spada, spiegando che "vanno ricercati in via prioritaria in due fattori: uno organico e l’altro strutturale". Il primo è l’esiguo numero dei magistrati e del personale di cancelleria: "E’ un dato di fatto - ha spiegato Spada - che in Germania un giudice civile tratta in media cento cause l’anno e in Italia, a Catania, fino a millecinquecento". E ha sottolineato però come nel Paese gli indici variino nelle varie regioni, con un Sud "estremamente penalizzato". Secondo Unimpresa un organico numericamente adeguato dei giudici civili e del personale di cancelleria "eviterebbe la anomala esistenza dei Got (Giudici Onorari Temporanei)" e restituirebbe al cittadino "il rispetto della magistratura, la giusta durata del giudizio, la certezza del diritto e dell’equo risultato, che influiscono in modo determinante sull’economia nazionale". Per Spada il secondo motivo va ricercato nella "carenza strutturale dei Tribunali e delle Corti, con uffici piccoli e inadeguati", un caos dei fascicoli e un numero esiguo di aule. E questo è risultato disastroso in tempi di coronavirus. "Se non si sopperisce a queste carenze di organico e strutturali - ha concluso Spada - tutto il resto non potrà mai avere una soluzione".

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