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Partito Astensionista, Partito degli Schifati

Partito Astensionista, Partito degli Schifati

Partito Astensionista, Partito degli Schifati

Nella tornata delle elezioni amministrative di quest’anno, non vi è stato nessun partito che abbia ammesso di aver perso, come sempre accade.
Tutti hanno vinto, per un verso o per l’altro, tutti espongono le loro tesi, più o meno improbabili, tutti pensano alle prossime elezioni politiche, e ai riflessi che queste potranno avere in quella circostanza.
Ma nessuno ha detto la verità e cioè che il Partito di maggioranza relativa nella prima tornata e di maggioranza assoluta nella domenica dei ballottaggi è stato quello Astensionista. Infatti, la prima volta non è andato a votare il 41,1% degli elettori aventi diritto di voto. Domenica scorsa ben il 54%.
Qualche cosiddetto intellettuale, nei rituali incontri televisivi ormai stucchevoli, ha sentenziato che il basso numero di votanti fa rientrare l’Italia nella media delle nazioni più evolute nelle quali, secondo quel trombone, la maggior parte dei cittadini si disinteressa della politica, cioè della Cosa pubblica, cioè dell’interesse generale.

Ma non è così, nel nostro Paese vi è una parte di cittadini che è disinteressato alla Casa comune, ma ve n’è un’altra cospicua, forse un quarto del corpo elettorale, che non va a votare in segno di biasimo verso una Classe politica disdicevole, che brilla per la sua pochezza e per l’incapacità di risolvere i veri problemi, per la lentezza con cui procede a prendere decisioni.
Una Classe politica frazionata, piena di cespugli, che è il vero contrario della Democrazia, cioè l’esercizio del potere-dovere, che obbliga chi ha responsabilità istituzionali a prendere decisioni ponderate ed in qualche caso impopolari.
Qualcuno dice che il potere elettorale è nella classe media, forse quella più numerosa; può darsi che sia vero. Certo è che tutti si accreditano di essere i rappresentanti della classe media con una collocazione nella geografia politica che riguarda il Centro.Tutti costoro dimenticano, però, che ormai non esistono più centro, destra o Sinistra, bensì i bravi politici o i cattivi politici, i bravi cittadini o i cattivi cittadini.
Che c’entra questa inutile diatriba ideologica, storicamente superata, che colloca le soluzioni ai problemi a Destra o a Sinistra a seconda della convenienza? Una soluzione è buona oppure non lo è, in rapporto agli effetti che produce.

Dunque, in questa tornata elettorale ha vinto il Partito Astensionista composto dai Cittadini Schifati. Ma i partitocrati di ogni genere hanno una faccia di bronzo, di inaudita impenetrabilità. Con la conseguenza che restano sordi a questa vasta protesta contro chi non prende le giuste decisioni nell’interesse di tutti.
Ora, quando la campagna elettorale sembrava chiusa in effetti si è aperta quella per le elezioni politiche 2018 che vedono tutta l’area che va da Alfano a Fratoianni dilaniata in mille rivoli, il Pd con un terzo dei suoi aderenti che fanno riferimento a Orlando ed Emiliano contro.
Non stanno meglio Fi e Lega che si contendono la leadership di quell’area. Insomma, c’è marasma nel teatrino politico italiano, ma anche in quello siciliano, dal momento che il 5 novembre si voterà il nuovo Presidente della Regione.
Nelle more, il governo Gentiloni sta tentando di far approvare cinque leggi importanti (cannabis, ius soli, legge elettorale, vaccini e abolizione vitalizi) e poi deve affrontare quella enorme montagna di problemi connessi alla Legge di Bilancio 2018, che si porta dietro il fardello di venti miliardi occorsi, almeno come garanzia,per il salvataggio di sette banche (Mps, Veneto Banca, Banco popolare di Vicenza, Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti.)

Nella Legge di Bilancio 2018 bisogna trovare le risorse per evitare aumento di Iva e di accise, oltre quelle indispensabili per aumentare gli investimenti pubblici e, secondo gli impegni precedentemente assunti dal Pd, l’abbassamento delle imposte a carico dei privati. L’Ires (Imposta sul reddito delle società) è stata ridotta già dal 27,5 % al 24,5%.
Tenuto conto che il debito pubblico dal 2016 al 2017 aumenterà di almeno 50 miliardi, non si capisce come si potranno far quadrare i conti. Eppure, entro il 15 ottobre la legge dovrà essere inviata all’Ue che ne controllerà i parametri.
Tornando ai partiti impegnati in questa lunga campagna elettorale (forse 8-9 mesi), essi faranno ogni sforzo per far ritornare alle urne gli Astensionisti piuttosto che togliere voti ai concorrenti. Ma per ottenere questo risultato, è indispensabile che l’attuale maggioranza approvi provvedimenti efficaci e che l’opposizione dia credibilità alle sue promesse.
Difficile fare quadrare il cerchio.

Carlo Alberto Tregua

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