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Allarme in Sicilia per donazioni del sangue

Allarme in Sicilia per donazioni del sangue

Allarme in Sicilia per donazioni del sangue

Un grido di allarme si solleva da Palazzo dei Normanni durante la Giornata delle donazioni: bisogna aumentare lo sforzo e sopperire a un’assenza di plasma che si fa sempre più pressante settimana dopo settimana. A ciò si aggiungono due ulteriori preoccupazioni: la prima riguarda una certa indifferenza dalla fascia d’età 18-25, con conseguente necessità di incrementare le campagne di sensibilizzazione; la seconda verte su una fisiologica diminuzione delle donazioni nel periodo estivo, con conseguente pericolo per la salute del paziente.
L’evento, articolato in due giorni, è stato introdotto da un messaggio scritto del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il quale sottolinea come “donare non è solo salvare vite immediatamente, ma anche garantire la salute futura di molti pazienti: la Regione garantisce un sistema di donazione efficace per tutti i cittadini ed è fondamentale che tutti, a cominciare dai giovani, riconoscano quanto è importante questa pratica. Donare sangue non è solo un beneficio per il ricevente, ma qualcosa che migliora il benessere psicofisico del donatore”.
Ad aprire i lavori è il direttore generale del Dasoe Salvatore Requirez: “I dati della Sicilia sulle donazioni ci dicono che come in tutte le stagioni estive stiamo attraversando un momento di sofferenza: mancano diverse unità di sangue per raggiungere i livelli di autosufficienza, ma soprattutto manca il plasma. Eventi come questo servono a rafforzare la coscienza collettiva, perchè sulle donazioni sia di sangue che di organi è necessario un impegno forte: è importante coinvolgere tutte le istituzioni per condividere il concetto che in questo momento la disponibilità di sangue è in crisi”. In particolare, spiega Requirez, “c’è bisogno di una donazione ad ampio spettro: serve che associazioni e mondo scolastico si riferiscano a tutti quegli elementi di informazione e formazione che aiutino a smuovere le coscienze. Il donatore oggi deve rispondere a un criterio di utilità collettiva, che è espressione fondante della solidarietà civile”.
A raccontare una delle iniziative attuate in Sicilia il direttore del Centro regionale sangue Giacomo Scalzo: “Quando nel luglio 2022 il Centro nazionale sangue ha lanciato l’allarme perché mancavano i farmaci salvavita derivanti dal plasma abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con assessorato regionale alla Salute, assessorato regionale all’Istruzione e Ufficio del dirigente scolastico regionale, per coinvolgere attivamente le scuole in giornate di sensibilizzazione: anche il 118 ci ha dato una grande mano. Più donatori ci sono in una comunità, più questa è sotto controllo rispetto a problemi epidemiologici seri”. Le preoccupazioni sull’assenza di plasma sono serie e Scalzo le certifica con numeri drammatici: “In Sicilia mancano all’appello 18 mila chili, che si possono raggiungere con 30-35mila donazioni”.
Un ruolo importante in direzione della sensibilizzazione e dell’aiuto ai pazienti lo giocano le associazioni di donatori: tra queste Civis Sicilia, presente a Palazzo dei Normanni con il presidente Salvatore Caruso. “Una delle nostre principali finalità è promuovere sul territorio la cultura della donazione e quindi creare le condizioni perchè i cittadini si avvicinino a questo gesto: in Sicilia il ruolo delle associazioni è fondamentale, perchè circa il 95% della raccolta di sangue avviene attraverso i loro sforzi non solo seguendo i donatori lungo il loro percorso, ma anche raccogliendo nel territorio le quantità di sangue necessarie e contribuendo all’autosufficienza della Sicilia”. I problemi, aggiunge Caruso, riguardano soprattutto “il ricambio generazionale, perché i giovani difficilmente si avvicinano a questo scenario: serve uno sforzo intenso da parte di tutte le realtà associative per recuperare questo senso di bellezza del dono e trasferirlo alle nuove generazioni”.
Nel tracciare un quadro sulle donazioni nel territorio italiano, il direttore del Centro nazionale sangue Vincenzo De Angelis evidenzia come “1,7 milioni di donatori in Italia ci garantiscono, con 3 milioni di donazioni tra sangue e plasma, l’autosufficienza a livello nazionale, la trasfusione di globuli rossi concentrati e circa il 70% della copertura della domanda di farmaci che derivano dalla lavorazione di plasma. La situazione è buona, ma non abbiamo ancora raggiunto l’autosufficienza: ci sono ancora sforzi da fare, soprattutto adesso che sta iniziando la stagione estiva che tradizionalmente si associa a una riduzione del numero di donazioni. I donatori possono andare in ferie, i pazienti no”.
Per Fabio Candura, direttore dell’Area plasma per il Centro nazionale sangue, “negli ultimi anni la Sicilia ha garantito la terapia trasfusionale per un importante numero di pazienti anemici cronici: ci sono ampi margini di miglioramento, soprattutto nella raccolta di plasma destinato alla produzione di farmaci salvavita, ma servono campagne di informazione opportune per raggiungere l’autosufficienza e non ricorrere a un mercato che dragherebbe moltissime risorse finanziarie del Servizio sanitario nazionale”.
(ITALPRESS)

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