Una traversata oceanica trasformata in emergenza sanitaria. A bordo della MV Hondius, piccola nave da crociera battente bandiera olandese, si teme un focolaio di hantavirus: tre i decessi accertati, altrettanti i casi diagnosticati tra passeggeri ed equipaggio. La compagnia armatoriale Oceanwide Expeditions ha confermato di trovarsi a gestire una "grave situazione medica", senza però fornire dettagli sullo stato di salute delle altre persone a bordo.
Cosa è successo sulla MV Hondius
La nave era partita da Ushuaia, la città più a sud del mondo, il 20 marzo scorso con destinazione Capo Verde, dove avrebbe dovuto approdare il 4 maggio. A bordo circa 200 persone: 149 passeggeri provenienti da oltre 20 Paesi e più di 50 membri dell'equipaggio.
Le vittime accertate sono tre: una coppia di coniugi olandesi e un cittadino tedesco. L'uomo olandese, 70 anni, ha manifestato febbre, mal di testa, dolori addominali e diarrea. È morto mentre la nave si trovava al largo dell'isola di Sant'Elena. La moglie, 69 anni, è stata trasferita in Sudafrica, dove è collassata all'aeroporto di Johannesburg per poi morire in ospedale. Tra i positivi al virus figura anche un cittadino britannico, ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Johannesburg, e due componenti dell'equipaggio rimasti a bordo. Dopo il diniego dello scalo a Capo Verde, la nave è attualmente diretta verso le Isole Canarie.
Cos'è l'hantavirus e come si trasmette
L'hantavirus è un'infezione di origine animale trasmessa all'uomo principalmente dai roditori, attraverso il contatto diretto con feci, saliva e urine di topi infetti, oppure per inalazione dei loro escrementi. La trasmissione da uomo a uomo è considerata rara.
I sintomi possono interessare l'apparato respiratorio, con quadri di polmonite interstiziale, o provocare una grave insufficienza renale. Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), ha invitato a mantenere alta l'attenzione senza cedere ad "allarmismi ingiustificati", ricordando che si tratta di un'infezione nota da anni, diffusa soprattutto nei Balcani.
Il periodo di incubazione e l'ipotesi del contagio prima dell'imbarco
Un elemento chiave per ricostruire la catena dei contagi è il periodo di incubazione dell'hantavirus, che varia tra i 2 e i 20 giorni. Secondo Mussini, è plausibile che uno o più passeggeri fossero già positivi al momento dell'imbarco. Una tesi condivisa anche dall'epidemiologo neozelandese Michael Baker, interpellato dalla BBC, secondo cui i viaggiatori sarebbero stati infettati prima di salire a bordo, proprio a causa della lunga finestra di incubazione del virus. L'esito dell'indagine epidemiologica in corso sarà decisivo per ricostruire l'origine e la dinamica del focolaio.
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