Farmacie siciliane: accordo Regione-Federfarma sui servizi

Farmacie siciliane: accordo Regione-Federfarma sui servizi

Farmacie siciliane: accordo Regione-Federfarma sui servizi

Si consolida il rapporto tra Regione Siciliana e Federfarma per portare prestazioni sanitarie, diagnostiche e informative più vicine ai cittadini, soprattutto nelle aree interne e montane dell'Isola. Un incontro a Palazzo d'Orleans ha fatto il punto sugli accordi avviati negli ultimi mesi: presenti il presidente Renato Schifani, l'assessore alla Salute Daniela Faraoni e una delegazione di Federfarma Sicilia guidata dal presidente Gioacchino Nicolosi. Le farmacie, sempre più presidio di prossimità sul territorio, sono al centro di un modello sanitario che la Regione vuole rafforzare.

I risultati degli accordi: medicinali A-PHT, vaccini e screening oncologici

Tre le intese già operative che stanno producendo risultati concreti. Il primo riguarda la distribuzione dei medicinali classificati A-PHT (Prontuario della continuità ospedale-territorio) in distribuzione per conto, uno strumento fondamentale per garantire la continuità terapeutica tra ospedale e territorio. Il secondo accordo riguarda la somministrazione di vaccini antinfluenzali e anti-Covid19 nelle farmacie private convenzionate, un canale ormai consolidato per ampliare la copertura vaccinale. Il terzo, forse il più innovativo nel medio periodo, coinvolge le farmacie nel programma regionale di screening oncologici, trasformando le farmacie di quartiere in punti di accesso alla prevenzione.

Accordo integrativo regionale e farmacia dei servizi: i prossimi passi

Sul tavolo c'è anche la sottoscrizione dell'Accordo integrativo regionale (AIR), su cui gli uffici stanno lavorando per chiudere in tempi brevi. Federfarma ha chiesto di poter utilizzare i fondi residui già stanziati per avviare in via sperimentale il modello della "farmacia dei servizi", un approccio che punta a integrare la farmacia nel sistema sanitario regionale con servizi di telemedicina e prestazioni di primo livello.

Per rendere operativo questo modello si attendono ancora i provvedimenti dei Ministeri dell'Economia e della Salute, rispettivamente per la ripartizione dei fondi alle Regioni e per le linee di indirizzo sui servizi di telemedicina. Una volta definito il quadro nazionale, la Sicilia sarà pronta a partire.

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