La lotta all’evasione fiscale in Sicilia produce risultati marginali. Nel 2024 appena 13 Comuni dell’Isola hanno beneficiato del riparto delle somme recuperate, per un totale complessivo di 6.791 euro. I dati, incrociati tra quelli dell’Agenzia delle Entrate e le elaborazioni del Centro Studi Enti Locali, fotografano una situazione critica: la partecipazione dei municipi al contrasto dell’evasione resta residuale, soprattutto nel Mezzogiorno.
Agrigento simbolo del crollo: incassati solo 7 euro
Il dato più emblematico riguarda Agrigento, che nel 2024 ha incassato appena sette euro dalle segnalazioni qualificate inviate al Fisco. Non si tratta di un caso isolato: tutti i capoluoghi siciliani occupano le ultime posizioni nella classifica nazionale. Un risultato che evidenzia una difficoltà strutturale nella gestione del contrasto all’evasione a livello locale.
Divario Nord-Sud nella lotta all’evasione fiscale
Il confronto con il Nord è netto:
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Lombardia: oltre 1 milione di euro recuperati, 97 Comuni coinvolti;
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Emilia-Romagna: oltre 360 mila euro;
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Toscana: più di 300 mila euro;
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Liguria: oltre 440 mila euro, trainata da Genova.
In Sicilia, invece, il totale regionale si ferma a poco più di seimila euro. Peggio fanno solo poche regioni come Abruzzo, Marche, Molise e Puglia.
Segnalazioni qualificate: come funziona il meccanismo
Dal 2009 i Comuni possono collaborare con l’Agenzia delle Entrate inviando segnalazioni qualificate su possibili basi imponibili non dichiarate.
Se l’accertamento va a buon fine, una quota del gettito recuperato torna all’ente locale:
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Inizialmente 30%;
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Poi 33% e 50%;
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Tra 2012 e 2021: 100% delle somme recuperate;
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Dal 2022: ritorno al 50%.
I dati storici mostrano che la partecipazione cresce quando l’incentivo economico è più alto. Nel quinquennio 2012-2016 si superarono 87 milioni di euro recuperati; tra 2020 e 2024 il totale scende a poco più di 30 milioni. Nel solo 2024 il recupero complessivo nazionale si è fermato a circa 5 milioni di euro, il livello più basso dell’ultimo decennio.
Le cause: carenza di personale e uffici sottodimensionati
Il problema della lotta all’evasione fiscale in Sicilia non è solo politico, ma organizzativo.
Molti uffici tributi comunali sono:
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Sottodimensionati;
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Privi di personale formato;
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Sovraccarichi di adempimenti ordinari;
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Vincolati da limiti di bilancio e turn over ridotto.
Secondo i dati del Ministero dell'Interno e della Corte dei Conti, i Comuni siciliani presentano tra le più alte carenze di organico rispetto alla popolazione residente.
Incentivi economici: possibile revisione
Dal Governo filtra l’ipotesi di rivedere gli incentivi, riportando temporaneamente al 100% la quota spettante ai Comuni per rilanciare la partecipazione. Tuttavia, senza investimenti in formazione e risorse umane, il solo incentivo economico rischia di non essere sufficiente. Nel 2024 meno del 4% dei circa 7.900 Comuni italiani ha partecipato attivamente al sistema delle segnalazioni qualificate. In Sicilia, oltre il 96% degli enti locali non ha registrato alcun recupero riconosciuto.
La lotta all’evasione fiscale in Sicilia, dunque, resta una sfida aperta che incide direttamente sulle risorse disponibili per servizi pubblici, infrastrutture e sicurezza.
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