È polemica a Catania per il finanziamento di 776.000 euro che la Regione Siciliana ha destinato alla messa in sicurezza del Porto Rossi, struttura privata danneggiata dal ciclone Harry lo scorso 19 gennaio. L'opera — assegnata con procedura di somma urgenza dal Genio civile di Catania all'impresa Idresia Infrastrutture di Isernia, con 150 giorni di tempo per completarla — ha scatenato le opposizioni in Consiglio comunale, sollevando una questione che va ben oltre il cantiere: fondi pubblici a un privato mentre il litorale resta inaccessibile ai cittadini.
M5S all'attacco: "Per il privato i fondi ci sono, per il pubblico no"
Ad alzare la voce sono stati i consiglieri del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, che in Consiglio comunale hanno chiesto spiegazioni sull'iter che ha portato a finanziare in tempi record un porticciolo privato. "Sono anni che chiediamo un intervento di messa in sicurezza della strada, per restituire ai catanesi quella parte di costa, ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Solo rimpalli di responsabilità", ha tuonato Ciancio, ricordando che l'unica soluzione adottata fino ad oggi era stata l'installazione di un cancello per limitare l'accesso ai soli fruitori del porto.
La consigliera ha interrogato l'assessore all'Urbanistica Luca Sangiorgio chiedendo se il Comune intenda avocare a sé le competenze sul demanio marittimo, approvare il PUDM e dichiarare libera e fruibile l'area del Caito, incluse le spiaggette naturali formatesi dopo il passaggio del ciclone.
Il Comune di Catania: "Nessuno ci ha informato, vogliamo salvaguardare le spiagge"
La risposta di Sangiorgio ha sorpreso l'aula: "Oggi abbiamo appreso di questo intervento finanziario sul porticciolo Rossi in tempi record che ha stupito anche noi. Non siamo stati interpellati e nessuno ci ha informato." L'assessore aveva già dichiarato pubblicamente, in una precedente intervista al Quotidiano di Sicilia, che l'area è "di competenza demaniale" e che la volontà dell'amministrazione è quella di naturalizzare la zona e salvaguardare le spiaggette spuntate spontaneamente dopo il ciclone. Dai rilievi del Comune, la ricostruzione della strada sarebbe compatibile con il mantenimento delle spiagge. Il nodo da sciogliere resta capire, interloquendo con la Regione, che tipo di intervento verrà effettivamente realizzato.
Bonaccorsi: "Perché questo intervento è stato considerato prioritario?"
Il secondo fronte della polemica riguarda le priorità nella gestione dei fondi post-ciclone. "Molti imprenditori e attività colpite dallo stesso ciclone hanno subito danni gravissimi, spesso ricevendo indennizzi minimi o ancora in attesa di ristori", ha sottolineato Bonaccorsi. "È quindi legittimo chiedersi perché proprio questo intervento sia stato considerato prioritario. Si tratta di un intervento di sicurezza pubblica o del ripristino di un'infrastruttura privata?"
Nella nota della Regione si legge che l'intervento serve anche a rimuovere imbarcazioni rovinate o affondate per evitare rischi ambientali, mentre il dirigente generale del dipartimento regionale Tecnico Duilio Alongi ha parlato di struttura "importante ai fini turistici". Il presidente Schifani, in visita al sito, ha difeso la rapidità dell'intervento sottolineando i rischi ambientali legati alla presenza di relitti e sostanze inquinanti. Ma le domande dell'opposizione restano, per ora, senza risposta.
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