PIL pro capite Sicilia: penultima in Italia con 23.300 euro, solo Calabria fa peggio

PIL pro capite Sicilia: penultima in Italia con 23.300 euro, solo Calabria fa peggio

PIL pro capite Sicilia: penultima in Italia con 23.300 euro, solo Calabria fa peggio

Il presunto boom economico della Sicilia non ha lasciato traccia nei numeri. L'Istat ha aggiornato al 2024 le tabelle sul Prodotto interno lordo, e i dati pro capite restituiscono un quadro immutato: l'Isola si conferma penultima nella classifica delle regioni italiane, con un valore di 23.300 euro per abitante. Peggio fa solo la Calabria, ferma a 21.700 euro. Si tratta della prima rilevazione per il 2024, aggiornata con il monitoraggio di dicembre 2025, e i dati potrebbero subire variazioni nei report successivi. Ma il quadro di fondo è già sufficientemente chiaro.

Il boom del 2023 era un'illusione statistica

Un anno prima, nel 2023, il PIL siciliano cresceva in volume del 2,1%, un dato celebrato dalla politica come segnale di una svolta. Un incremento percentuale che si è rivelato privo di basi concrete: a distanza di dodici mesi, la Sicilia si ritrova nella stessa posizione di sempre. Lo stesso report Istat lo certifica esplicitamente, evidenziando come i divari territoriali siano rimasti sostanzialmente stabili. Il rialzo, insomma, non ha prodotto alcun cambiamento strutturale nella condizione economica dell'Isola.

Nord-Ovest a 46.100 euro, Mezzogiorno a 24.800: il divario non si riduce

A livello macroterritoriale il quadro non offre segnali incoraggianti. Il Nord-Ovest guida la classifica con un PIL pro capite di 46.100 euro, seguito dal Nord-Est a 43.600 euro e dal Centro a 40.000 euro. Il Mezzogiorno chiude con 24.800 euro. Nel 2024 la ricchezza per abitante del Centro-Nord è risultata 1,75 volte superiore a quella del Sud, contro 1,78 dell'anno precedente: una variazione marginale che di fatto equivale a un pareggio. I divari non si sono ridotti.

In cima alla classifica regionale si conferma il Trentino Alto Adige con 54.600 euro pro capite, valore gonfiato dalla popolazione ridotta — poco più di un milione di abitanti. Prima de facto è la Lombardia, seconda a 50.400 euro ma con dieci milioni di residenti.

Sicilia penultima: 20mila euro di svantaggio rispetto a Veneto ed Emilia-Romagna

Il confronto con regioni di dimensioni demografiche simili è impietoso. Rispetto a Veneto ed Emilia-Romagna, la Sicilia accusa uno svantaggio nell'ordine dei 20.000 euro pro capite: la ricchezza media per abitante di quelle regioni è, di fatto, il doppio di quella siciliana. Un divario che non dipende solo dalla quantità di ricchezza prodotta, ma anche da come questa si distribuisce sulla popolazione.

Vale la pena notare che, in teoria, il calo demografico che interessa il Sud dovrebbe spingere verso l'alto il PIL pro capite — dividendo la ricchezza tra un numero minore di abitanti. Questo effetto si registra chiaramente al Nord: la Valle d'Aosta, con appena 123mila abitanti, è terza in Italia con 47.700 euro pro capite. Nel Mezzogiorno, invece, le condizioni di sottosviluppo sono talmente marcate che neppure il fattore demografico riesce a migliorare le stime. Basilicata e Molise, pur scarsamente popolate, restano nelle posizioni di coda.

Agrigento ed Enna, le province più povere d'Italia

Il quadro peggiora ulteriormente scendendo al livello provinciale. Secondo i dati Istat relativi al 2023 — i più recenti disponibili su base provinciale — le due province con il PIL pro capite più basso d'Italia sono entrambe siciliane: Agrigento con 19.000 euro ed Enna con 19.300 euro. All'estremo opposto della classifica c'è Milano, con 71.300 euro per abitante.

Il report Istat analizza anche il contributo dei singoli settori produttivi alla formazione del valore aggiunto provinciale. In nessun comparto emerge una crescita significativa per le province siciliane. Anzi, nei settori del commercio, dei trasporti, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici, i valori più bassi in assoluto si registrano proprio a Enna (3.000 euro), Caltanissetta e Agrigento (3.500 euro ciascuna).

 

Pil pro capite, il finto exploit economico si sgonfia. La Sicilia al penultimo posto tra le regioni italiane

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