Con l’avvicinarsi della prima scadenza del 16 giugno, torna al centro dell’attenzione il tema del cosiddetto bonus Imu 2026. Anche quest’anno, però, è necessario fare chiarezza: non esiste un vero bonus generalizzato, ma una serie di agevolazioni fiscali e riduzioni dell’imposta riservate a specifiche categorie di contribuenti.
Tra esenzioni, sconti e riduzioni, diverse famiglie potranno comunque beneficiare di importanti alleggerimenti sul pagamento dell’Imu.
Cos’è l’Imu e quando si paga nel 2026
L’Imu è l’imposta municipale propria dovuta sul possesso di immobili diversi dall’abitazione principale.
La tassa riguarda principalmente:
- seconde case;
- uffici;
- negozi;
- terreni agricoli;
- immobili di lusso.
L’abitazione principale resta esclusa dal pagamento, tranne nel caso di immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Le scadenze da ricordare per il 2026 sono:
- 16 giugno per l’acconto;
- 16 dicembre per il saldo.
È comunque possibile versare l’intera imposta in un’unica soluzione entro il 16 giugno.
Bonus Imu case occupate: chi può ottenere l’esenzione
Tra le misure confermate anche nel 2026 c’è l’agevolazione per i proprietari di immobili occupati abusivamente. Il cosiddetto bonus Imu case occupate, introdotto dal 2023, prevede l’esenzione dal pagamento dell’imposta per gli immobili non disponibili perché occupati da terzi. La misura riguarda però soltanto situazioni specifiche e documentate.
Sconto Imu per immobili storici o inagibili
La normativa prevede inoltre una riduzione del 50% dell’Imu per:
- fabbricati di interesse storico o artistico;
- immobili dichiarati inagibili o inabitabili.
L’agevolazione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, resta valida anche nel 2026. In alcuni casi particolari, stabiliti dai singoli Comuni, l’imposta può essere ulteriormente ridotta fino al 25%.
Imu ridotta con affitto a canone concordato
Confermata anche l’agevolazione per chi concede un immobile in locazione con contratto a canone concordato.
In questo caso il proprietario beneficia di uno sconto del 25% sull’Imu dovuta, pagando quindi soltanto il 75% dell’imposta ordinaria.
La misura continua a rappresentare uno degli strumenti fiscali più utilizzati per incentivare gli affitti calmierati.
Ex casa coniugale: quando si può evitare il pagamento
Tra le situazioni particolari previste dalla normativa rientra anche quella dell’ex casa coniugale assegnata a uno dei due coniugi dopo separazione o divorzio. Secondo quanto stabilito dalla sentenza 2747/2023 della Corte di Cassazione, il coniuge costretto a lasciare l’abitazione e a trasferire la propria residenza può beneficiare dell’esenzione Imu. L’immobile, infatti, viene assimilato all’abitazione principale.
Esenzione Imu per anziani e disabili ricoverati
Resta in vigore anche l’esenzione dedicata ad anziani e disabili ricoverati stabilmente in strutture assistenziali.
Per ottenere il beneficio devono essere rispettati alcuni requisiti:
- ricovero permanente in casa di riposo o struttura sanitaria;
- immobile assimilato all’abitazione principale tramite delibera comunale;
- casa non concessa in affitto o comodato.
Se l’immobile viene locato, l’agevolazione decade automaticamente.
Riduzione Imu per case vacanza: possibile novità nel 2026
Tra le ipotesi al vaglio dei Comuni c’è anche una possibile riduzione Imu per le case vacanza situate in località turistiche. Si tratta però di una misura ancora non strutturale e lasciata alla discrezionalità delle amministrazioni comunali. L’eventuale sconto riguarderebbe immobili tenuti a disposizione dei proprietari e non concessi in locazione o comodato d’uso gratuito.
Dove verificare le agevolazioni Imu
Molte riduzioni Imu dipendono dalle delibere approvate dai singoli Comuni. Per questo motivo è sempre consigliabile consultare:
- il sito istituzionale del proprio Comune;
- il regolamento Imu aggiornato;
- eventuali comunicazioni dell’ufficio tributi.
Verificare in anticipo i requisiti consente di evitare errori e pagamenti non dovuti.
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