Legge elettorale, scontro alla Camera: proteste delle opposizioni e nodo preferenze ancora aperto

Legge elettorale, scontro alla Camera: proteste delle opposizioni e nodo preferenze ancora aperto

Legge elettorale, scontro alla Camera: proteste delle opposizioni e nodo preferenze ancora aperto

È iniziato alla Camera l’esame della nuova legge elettorale, approdata in Aula dopo il via libera della Commissione Affari Costituzionali. Il dibattito si è aperto in un clima di forte tensione politica, con le opposizioni che contestano il provvedimento e il centrodestra chiamato a sciogliere il nodo delle preferenze, uno dei temi più discussi della riforma.

L’iter parlamentare arriva dopo la conclusione dei lavori in Commissione, dove la cosiddetta “tagliola” ha impedito l’esame della maggior parte degli emendamenti, compresi quelli relativi al sistema delle preferenze.

Legge elettorale alla Camera, tensioni fin dall’avvio del dibattito

L’apertura della discussione generale è stata segnata dalla protesta del segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che ha mostrato e successivamente strappato una riproduzione gigante della scheda elettorale con la scritta “Il tuo voto non conta”. L’iniziativa ha portato all’espulsione dall’Aula del parlamentare, dopo diversi richiami da parte della presidenza. Magi ha poi annunciato una mobilitazione “dentro e fuori dal Parlamento” contro quella che ha definito una legge “antidemocratica”.

Casellati difende la riforma: “Garantisce stabilità e rappresentanza”

Nel corso della seduta, la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati ha ribadito il sostegno del Governo al testo approvato dalla Commissione. Secondo la ministra, la riforma è stata costruita per coniugare stabilità di governo e rappresentatività democratica, respingendo le accuse delle opposizioni secondo cui il provvedimento introdurrebbe una forma di premierato senza modificare la Costituzione. Casellati ha sottolineato come il testo sia stato rafforzato da una serie di correttivi e garanzie ritenuti coerenti con la giurisprudenza costituzionale.

Le opposizioni attaccano: “Riforma incostituzionale”

Di tutt’altro avviso le forze di minoranza. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva hanno presentato quattro pregiudiziali di costituzionalità, sostenendo che la riforma alteri l’equilibrio della Repubblica parlamentare.

Per il deputato del Pd Federico Fornaro, il testo sarebbe stato elaborato per rispondere al timore di una possibile sconfitta elettorale del centrodestra. Critiche analoghe sono arrivate da Gianni Cuperlo e dalla capogruppo dem Chiara Braga, che hanno definito il provvedimento un “premierato di fatto”.

Anche Nicola Fratoianni di Avs ha accusato il Governo di voler introdurre il premierato attraverso la legge elettorale anziché tramite una riforma costituzionale.

Il nodo preferenze divide ancora la maggioranza

Uno dei temi più delicati resta quello delle preferenze, rimasto irrisolto durante l’esame in Commissione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha spiegato che la maggioranza sta lavorando a un possibile emendamento condiviso per consentire agli elettori di esprimere preferenze sui candidati. La questione continua però a dividere il centrodestra, con posizioni differenti tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Sul tema è intervenuto anche Roberto Vannacci, che ha chiesto ai leader della coalizione di assumere una posizione chiara e pubblica, evitando decisioni prese attraverso votazioni segrete o accordi interni.

Raccolta firme e polemiche politiche

Tra i punti più contestati della riforma c’è anche la norma relativa alla raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Secondo le opposizioni, il nuovo sistema favorirebbe alcuni partiti e ne penalizzerebbe altri. Sul tema si è acceso anche uno scontro politico tra Roberto Vannacci e il leader di Azione Carlo Calenda, con reciproche accuse e polemiche sui social.

I prossimi passaggi della riforma elettorale

Dopo la conclusione della discussione generale, la legge elettorale proseguirà il suo iter alla Camera con l’esame degli emendamenti e delle pregiudiziali di costituzionalità. L’attenzione resta concentrata sul tema delle preferenze, che potrebbe rappresentare uno dei principali punti di confronto sia all’interno della maggioranza sia tra i diversi gruppi parlamentari. La riforma si avvia così verso una fase decisiva, destinata a incidere sul futuro sistema di voto e sugli equilibri politici in vista delle prossime elezioni nazionali.

(askanews)

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