Legge elettorale, la riforma arriva in Aula: scontro sulle preferenze e voto decisivo alla Camera

Legge elettorale, la riforma arriva in Aula: scontro sulle preferenze e voto decisivo alla Camera

Legge elettorale, la riforma arriva in Aula: scontro sulle preferenze e voto decisivo alla Camera

La riforma della legge elettorale entra nel vivo. Dopo il via libera della Commissione, il provvedimento è approdato oggi all'Aula della Camera, dove si apre una delle fasi più delicate dell'iter parlamentare. Al centro del confronto restano le preferenze, tema che continua a dividere la stessa maggioranza di centrodestra, mentre opposizioni e governo si preparano a una lunga battaglia parlamentare.

Il testo prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza, l'indicazione del presidente del Consiglio e le liste bloccate, ma proprio quest'ultimo punto è destinato a essere oggetto del confronto più acceso durante l'esame degli emendamenti.

Il nodo delle preferenze divide il centrodestra

La proposta sostenuta da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc punta a introdurre un sistema misto: un capolista bloccato e una lista composta da sei candidati, tra i quali gli elettori potrebbero esprimere fino a tre preferenze, nel rispetto dell'alternanza di genere. Una soluzione che, nelle intenzioni della premier Giorgia Meloni, consentirebbe di rafforzare il rapporto tra eletti ed elettori e di superare le perplessità sulla costituzionalità delle liste bloccate. Tuttavia, Forza Italia e Lega continuano a mostrare posizioni differenti e non è ancora emersa una linea condivisa all'interno della coalizione. L'esito del voto sugli emendamenti potrebbe quindi rappresentare uno dei passaggi politici più significativi dell'intera riforma.

Le proposte delle opposizioni e gli altri emendamenti

Anche le opposizioni si preparano alla discussione in Aula. Il Movimento 5 Stelle ha depositato un testo alternativo che propone preferenze, premio di maggioranza ridotto, l'eliminazione del cosiddetto listone e dell'indicazione del premier. Tra gli emendamenti presentati figura anche quello di Futuro Nazionale, che sostiene l'introduzione delle preferenze.

Nel complesso sono oltre 200 le proposte di modifica da esaminare, molte delle quali potrebbero essere oggetto di voto segreto, soprattutto quelle riferite all'articolo 1 del provvedimento.

Le altre modifiche previste dalla riforma

Oltre alla questione delle preferenze, la maggioranza ha presentato alcuni emendamenti condivisi che introducono ulteriori novità. Tra queste figura il voto per i fuori sede, riservato agli elettori domiciliati da almeno nove mesi lontano dal Comune di residenza per motivi di lavoro, studio o salute, previa registrazione entro il 31 dicembre nell'apposito elenco. Prevista inoltre la riduzione delle circoscrizioni Estero, che diventerebbero due alla Camera e una al Senato.

Sul tavolo resta anche una proposta alternativa all'introduzione delle preferenze: l'obbligo per i candidati inseriti nel listone collegato al premio di maggioranza di presentarsi come capilista nei collegi plurinominali, soluzione studiata anche in vista di un eventuale esame della Corte Costituzionale.

Calendario dei lavori alla Camera

L'Aula della Camera proseguirà l'esame della legge elettorale anche nelle prossime ore con sedute prolungate, comprese quelle serali. I tempi del dibattito sono contingentati per 22 ore complessive e l'obiettivo della maggioranza è arrivare al voto finale entro la settimana.

Per il governo è stata chiesta la presenza di tutti i deputati della coalizione, compresi i ministri, in vista dei passaggi considerati più delicati dell'esame parlamentare.

 (askanews)

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