Dopo il sequestro disposto a febbraio nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Catania, Etnaland prepara il rilancio. La società ha presentato alla Regione Siciliana un progetto che prevede interventi per oltre 4,6 milioni di euro, con l'obiettivo di adeguare gli impianti alle prescrizioni ambientali e creare una nuova area dedicata ai più piccoli.
Il piano comprende quasi 700 mila euro destinati alla regolarizzazione del ciclo di gestione delle acque, compresi i reflui, e oltre 4 milioni di euro per la realizzazione di una piscina per bambini di oltre 800 metri quadrati. Un passaggio ritenuto fondamentale per ottenere il via libera alla riapertura del parco divertimenti.
Riapertura Etnaland, il progetto al vaglio della Regione
L'intervento è stato depositato alla fine di maggio e sarà ora esaminato dalla Commissione tecnico-specialistica della Regione Siciliana, chiamata a stabilire se le opere dovranno essere sottoposte alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via). L'adeguamento degli impianti rappresenta uno dei requisiti principali per consentire la ripresa delle attività della struttura, che punta a tornare protagonista nel settore dei parchi tematici dopo mesi di stop.
Lo studio ambientale e le prescrizioni dopo il sequestro
Tra gli elaborati trasmessi alla Regione figura anche lo studio preliminare ambientale redatto dal Centro Studi Ingegneria Sanitaria Ambientale (Sisa). La documentazione resterà consultabile fino al 7 agosto, periodo entro il quale cittadini e associazioni potranno presentare eventuali osservazioni.
Nella relazione si ricorda che il sequestro preventivo disposto nel febbraio 2026 ha imposto precise prescrizioni per il dissequestro e la successiva riapertura. Tra queste figurano la realizzazione di un impianto completo di depurazione delle acque, il trattamento dei reflui provenienti dai servizi e l'ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie sotto il profilo amministrativo, ambientale e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
A chiedere che il progetto fosse sottoposto alla verifica di assoggettabilità alla Via è stata, lo scorso giugno, la Città Metropolitana di Catania, nonostante in una fase iniziale tale procedura fosse stata considerata non indispensabile, anche in virtù del periodo in cui il parco fu realizzato.
Nuova piscina per bambini e adeguamento degli impianti
Il progetto riguarda un'area complessiva di 62 ettari nel territorio di Belpasso. Oltre agli interventi sugli impianti di trattamento delle acque reflue, delle piscine e delle acque meteoriche di prima pioggia, è prevista la realizzazione della nuova zona acquatica "Area Piccoli Pirati", destinata esclusivamente ai bambini. L'investimento rappresenta uno degli elementi principali del piano di rilancio con cui la società intende rilanciare l'offerta del parco.
Il nodo dei consumi idrici
Uno degli aspetti affrontati nello studio riguarda i consumi idrici, tema particolarmente sensibile alla luce della crisi idrica che interessa la Sicilia. Secondo la documentazione tecnica, durante il periodo di apertura del parco acquatico la fornitura d'acqua potabile garantita da Sogea è pari a 10-12 litri al secondo, per un volume complessivo compreso tra 800 e 1.000 metri cubi al giorno. La disponibilità annua contrattualizzata ammonta invece a 150 mila metri cubi. L'acqua destinata alle attrazioni viene sottoposta a trattamento con raggi ultravioletti, mentre il fabbisogno giornaliero stimato è di circa 300 metri cubi per il ricambio delle piscine, 200 metri cubi per servizi igienici e attività di ristorazione e 100 metri cubi per compensare evaporazione e dispersioni dovute all'utilizzo degli impianti.
L'inchiesta della Procura di Catania
L'inchiesta coordinata dalla Procura di Catania, guidata da Francesco Curcio, aveva portato al sequestro della struttura ipotizzando violazioni della normativa ambientale. Secondo gli investigatori, nel corso degli anni il parco sarebbe stato privo di adeguati impianti di depurazione e si sarebbero verificati episodi di smaltimento illecito di rifiuti tramite combustione nelle aree limitrofe alle attrazioni.
Adesso il progetto presentato alla Regione rappresenta il primo passo concreto verso la riapertura di Etnaland, subordinata però al completamento degli interventi richiesti e all'ottenimento di tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente.
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