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Raccolta differenziata oltre il 70%? Si puo fare! Ecco gli esempi virtuosi in Sicilia. 

Raccolta differenziata oltre il 70%? Si puo fare! Ecco gli esempi virtuosi in Sicilia. 

Raccolta differenziata oltre il 70%? Si puo fare! Ecco gli esempi virtuosi in Sicilia. 

La settimana scorsa avevamo parlato dei bassissimi livelli di raccolta differenziata in Sicilia, che nel 2015 è arrivata a malapena all’11%. Un risultato che viene fuori dal sostanziale immobilismo delle istituzioni, incapaci di mettere in atto delle misure efficaci per una vera e propria inversione di rotta.

Per fortuna, però, esiste nell’Isola qualche felice eccezione. Stando all’ordinanza sui rifiuti firmata dal presidente Crocetta lo scorso 27 luglio, ci sono Comuni siciliani che già nel 2014 avevano raggiunto livelli di raccolta differenziata superiori al 65%. Parliamo in particolare di Zafferana Etnea  (68,7%), Licodia Eubea (69,6%) e San Michele di Ganzaria (72,8%). A questi si aggiungono oggi altri Comuni che toccano percentuali superiori al 70%, come Santa Teresa di Riva, nel messinese, e Belpasso, in provincia di Catania.

Abbiamo intervistato proprio il sindaco del Comune etneo, Carlo Caputo, perché pensiamo che il suo esempio possa servire da monito ai sindaci degli altri Enti siciliani che sono molto lontani da questi risultati.

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Il Comune di Belpasso

Il Comune di Belpasso è tra i pochi in Sicilia a gestire i rifiuti in maniera efficiente. Lo scorso ottobre, la raccolta differenziata è arrivata al 71,68%. Quali misure sono state attuate per raggiungere questo risultato?

Dal 2002 in poi ci siamo ritrovati ad avere un capitolato d’appalto redatto dalle cosiddette Ato. Si trattava di un capitolato inadeguato e vecchio, non funzionale a raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata. Così noi abbiamo deciso di fare un nostro Aro e un nuovo capitolato d’appalto. In altre parole abbiamo fatto un nuovo bando, con delle nuove regole. Forse siamo stati il primo Comune in provincia di Catania a bandire una gara per 7 anni, così come prevede la legge, perché la maggior parte dei Comuni siciliani opera ancora oggi in regime di proroga, portandosi dietro i vecchi capitolati d’appalto.

Nell’introdurre queste novità in materia di gestione dei rifiuti, quali sono state le maggiori difficoltà da affrontare?

La sfida più grande è stata fare un buon capitolato d’appalto, mirato a ottenere un’alta percentuale di differenziata. Se manca questo, mancano gli strumenti per operare, perchè gli operatori vanno in giro, raccolgono, ma se il metodo non è quello giusto, non si ottiene il risultato sperato.

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Carlo Caputo, sindaco di Belpasso

Non è stato neanche facile educare i cittadini alle nuove regole della raccolta differenziata. Ora va sicuramente meglio, ma quando si introduce un nuovo regime all’inizio è dura. Però, informando e poi anche sanzionando, i risultati si raggiungono. Oggi a Belpasso ogni famiglia ha a disposizione cinque biopattumiere per fare la differenziata (di carta e cartone, secco residuale, vetro, multimateriale, plastica) e un calendario da rispettare per conferire i rifiuti, con degli orari ben precisi. Se le regole vengono infrante, subentrano le sanzioni. All’inizio i sacchetti restavano davanti alla porta delle persone, sacchetti che non venivano ritirati dagli operatori. Ogni operatore lasciava, e lascia tuttora nei casi necessari, un bollino rosso con la dicitura di quello che non andava (si è conferito male, si è conferito nell’orario sbagliato, si sono mischiati erroneamente diversi materiali, ecc). È importante spiegare alle persone quale sia stato il tipo di irregolarità, perché questo è un modo per educare, così che le persone possano adeguarsi e non ripetere più quell’errore. La gente all’inizio non la prendeva bene, ma una volta entrati a regime, hai la soddisfazione di avere un centro urbano più organizzato e più pulito. Io, la sera, quando attraverso la mia città e vedo le biopattumiere in plastica davanti ai portoni delle abitazioni, tutte dello stesso colore, vedo un senso di ordine e di civiltà.

Quali sono i vantaggi della differenziata, oltre a quello di avere la città pulita e ordinata?

Sicuramente c’è un vantaggio di costo. In soli cinque mesi si sono già ottenuti dei risparmi importanti. I cittadini avranno nel 2017 una bolletta più leggera. Non è ancora possibile quantificare di quanto sarà questo risparmio, ma di certo sarà significativo.

La Regione ha attuato una gestione dei rifiuti fallimentare, ma nonostante questo il Comune di Belpasso è la dimostrazione che si possono raggiungere risultati importanti. La colpa, quindi, secondo lei è anche dei Comuni?

Sia la Regione che i Comuni hanno delle responsabilità. I Comuni non possono avere alibi. Se a Belpasso la differenziata è al 71% e negli altri Comuni è al 10%, ma la Regione è la stessa, è chiaro che c’è una responsabilità del Comune. Ovviamente, gli Enti locali più grossi hanno maggiori difficoltà nella gestione del servizio. In un piccolo centro urbano, di quattro-cinquemila abitanti, è facile far funzionare bene un servizio. Se invece ci si deve misurare con una città di 28 mila abitanti, con delle frazioni, come nel caso di Belpasso, diventa più complicato. Noi ci siamo riusciti perchè ci mettiamo a seguire ogni giorno i singoli problemi. Tramite i social network riceviamo le istanze dei cittadini su quello che non funziona e le risolviamo subito, mandando un operatore che spieghi ai cittadini, per esempio, perchè i sacchetti non sono stati ritirati. Ci andiamo dietro, li educhiamo.

Che sistemi utilizzate per controllare e sanzionare chi non rispetta le regole?

Per quanto riguarda le singole utenze, c’è un controllo faccia a faccia: l’operatore suona al citofono e spiega al cittadino eventuali inesattezze. In questo caso non abbiamo sanzionato mai nessuno, perché quando hai la biopattumiera davanti casa, già sai chi è il trasgressore e puoi rivolgerti direttamente a lui, correggendolo.

Le sanzioni invece le facciamo per contrastare il fenomeno delle microdiscariche che si creano in giro, soprattutto nelle periferie e nelle strade provinciali, a causa degli incivili che non fanno la differenziata, ma mettono tutto in un unico sacchetto e fanno il getto della busta. Li riprendiamo con delle fotocamere, con delle attività investigative che facciamo con i vigili urbani. Abbiamo sette telecamere fisse, utilizziamo quattro fototrappole in prossimità delle microdiscariche e così riusciamo a scovare gli incivili. Ovviamente il territorio è vastissimo, quindi per avere dei risultati ci vuole tempo, ma noi in due anni abbiamo fatto 287 verbali per reato ambientale, e devo dire che queste misure hanno portato a una riduzione del fenomeno. Molte zone dove prima c’erano le microdiscariche adesso sono pulite.

Quali sono gli obiettivi futuri per il Comune di Belpasso in merito alla gestione dei rifiuti?

Far vedere ai cittadini già nel 2017 il vantaggio economico del fare la differenziata. È mio obiettivo dimostrare che,  al di là della buona pratica e anche al di là dell’impatto ambientale, che è sicuramente un aspetto importante, la differenziata conviene, perchè si abbassa la Tari. Con l’incremento della differenziata che abbiamo ottenuto a Belpasso, ho già evitato ai miei cittadini il pagamento di circa 70 euro di ecotassa regionale per utente, introdotta lo scorso maggio con una legge della Regione, che prevede l’applicazione di questo balzello nei Comuni inadempienti.

Oriana Sipala

LEGGI ANCHE: Raccolta differenziata: i numeri del fallimento. La Sicilia lontana anni luce dagli obiettivi UE

 

oriana sipala

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