Termovalorizzatori in Sicilia, nuovi rilievi sui progetti di Palermo e Catania

Termovalorizzatori in Sicilia, nuovi rilievi sui progetti di Palermo e Catania

Termovalorizzatori in Sicilia, nuovi rilievi sui progetti di Palermo e Catania

Proseguono le richieste di integrazioni, chiarimenti e sopralluoghi da parte degli enti chiamati, a vario titolo, a esprimersi sui progetti dei termovalorizzatori in Sicilia che il governo Schifani intende realizzare a Palermo e Catania.

Nei giorni scorsi, il fascicolo elettronico che raccoglie la documentazione progettuale e gli atti amministrativi relativi alla procedura si è arricchito di nuove istanze. Tra queste figurano anche diverse osservazioni provenienti dalla società civile, con associazioni e sindacati che hanno espresso perplessità sui progetti e chiesto maggiori chiarimenti sulle modalità di realizzazione dei due impianti.

In prima linea ci sono gli ambientalisti, che mettono in discussione non soltanto le dimensioni dei termovalorizzatori, ma anche il livello di completezza della documentazione. Secondo le associazioni, allo stato attuale non sarebbero disponibili elementi sufficienti per valutare con precisione tutti i rischi legati allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e, in particolare, alla gestione delle ceneri prodotte dalla combustione.

Termovalorizzatore di Catania, Snam chiede un nuovo sopralluogo

Il 5 agosto, da Giardini Naxos, dove ha sede il distretto Sicilia, Snam ha inviato una comunicazione alla Regione e alle società incaricate, dopo una gara d’appalto, della progettazione dei termovalorizzatori. La questione riguarda in particolare il futuro impianto previsto nella zona industriale di Catania e la possibile interferenza con la rete dei gasdotti presente nell'area. Si tratta dell'ultimo passaggio di un confronto avviato già nei mesi scorsi tra Snam, Regione e progettisti.

La risposta della società che gestisce la rete del gas è chiara: sulla base della documentazione esaminata, il progetto interferisce con alcune infrastrutture già esistenti. “Vi confermiamo che, sulla base della documentazione progettuale trasmessa, il progetto interferisce con i nostri preesistenti gasdotti ricadenti nel Comune di Catania”, si legge nella nota visionata dal Quotidiano di Sicilia. I gasdotti indicati nella comunicazione sono complessivamente sei. Snam sottolinea inoltre che non è ancora possibile formulare una valutazione definitiva sull'intervento. La documentazione tecnica esaminata, infatti, non sarebbe sufficientemente esaustiva per consentire alla società di esprimere determinazioni e prescrizioni sulla realizzazione dell'opera.

Da qui la richiesta di un sopralluogo congiunto tra i tecnici di Snam, la Regione e i progettisti, con l'obiettivo di individuare con precisione le interferenze tra le rispettive infrastrutture. Non sarebbe, però, il primo sopralluogo effettuato sul posto. Lo conferma una precedente comunicazione di Snam, inviata all'inizio di luglio, nella quale la società richiamava quanto emerso durante il tavolo tecnico del 19 maggio e durante gli ulteriori sopralluoghi effettuati insieme ai progettisti. Per risolvere le interferenze individuate, Snam aveva già evidenziato la necessità di realizzare, a cura della stessa società ma con oneri a carico del soggetto aggiudicatore, alcune varianti e opere di protezione dei gasdotti interessati.

Termovalorizzatore di Palermo, i rilievi dei vigili del fuoco

Anche sul fronte del termovalorizzatore di Palermo, previsto nell'area di Bellolampo, sono arrivate nuove richieste di chiarimento. Nei giorni scorsi il Comando provinciale dei vigili del fuoco ha trasmesso una nota di sei pagine nella quale vengono evidenziate alcune lacune presenti nella documentazione progettuale. Particolare attenzione è stata riservata agli elaborati grafici. Secondo i vigili del fuoco, pur rappresentando le principali opere impiantistiche e parte delle misure previste per la prevenzione degli incendi, la documentazione non consentirebbe ancora una verifica completa delle strategie antincendio. Gli elaborati, viene evidenziato, non rappresenterebbero con sufficiente dettaglio gli elementi edilizi, costruttivi e dimensionali necessari per una valutazione complessiva del progetto.

Il Comando ha quindi chiesto di riesaminare diversi aspetti, dall'inquadramento della rete di distribuzione del gas metano ai depositi di liquidi combustibili, passando per il compartimento avanfossa e la fossa destinata ai rifiuti. Tra le richieste figura anche l'integrazione della relazione tecnica sulle modalità di gestione del fango disidratato, sull'eventuale produzione di pellet e sull'ubicazione, la capacità e le modalità di utilizzo dei relativi sili o depositi.

Un altro elemento evidenziato riguarda il compartimento forno-caldaia. Secondo quanto riportato nella nota, la documentazione trasmessa non conterrebbe una specifica verifica relativa a questa parte dell'impianto, concentrandosi invece sui compartimenti fossa, avanfossa e uffici.

Termovalorizzatori in Sicilia, gli ambientalisti contestano la gestione delle ceneri

Sul fronte delle associazioni ambientaliste, le critiche ai due progetti erano già state annunciate da tempo. Le organizzazioni contrarie alla realizzazione degli impianti ritengono infatti che la termovalorizzazione non rappresenti la risposta ai problemi dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia, dove continua anche il ricorso al trasferimento fuori dall'Isola della parte di rifiuti che non trova collocazione nelle discariche regionali. Alla fine di luglio sono state depositate alla Regione le osservazioni di Rifiuti Zero Sicilia, Zero Waste Italy, Rinascimento Green e Movimento Ecologista. Tra i firmatari figura anche Aurelio Angelini, professore che durante il governo Musumeci ha presieduto la Cts, oggi guidata da Gaetano Armao, organismo chiamato a valutare gli impatti ambientali dei due progetti. Tra le numerose contestazioni sollevate dalle associazioni c'è quella relativa alla gestione delle ceneri prodotte dai termovalorizzatori.

Secondo le osservazioni depositate alla Cts, la valutazione dei progetti dovrebbe prendere in considerazione l'intero ciclo di gestione dei rifiuti generati dagli impianti e non soltanto la fase di combustione. Il funzionamento dei termovalorizzatori comporterebbe infatti la produzione di ceneri pesanti, ceneri leggere, residui derivanti dai sistemi di abbattimento degli inquinanti e reagenti esausti.

Il punto contestato riguarda soprattutto la destinazione finale di questi materiali. Nel documento viene evidenziato che il piano di monitoraggio e controllo indica che l'elenco degli impianti destinati alla gestione finale dei residui non sarebbe ancora disponibile e che la relativa comunicazione sarebbe rinviata al primo rapporto annuale successivo all'avvio degli impianti.

Gli ambientalisti chiedono quindi maggiori informazioni sull'individuazione degli impianti destinatari delle ceneri, sulla disponibilità della loro capacità residua, sugli eventuali accordi con i gestori e sugli impatti ambientali legati al trasporto dei residui. Viene inoltre chiesta una valutazione degli scenari alternativi nel caso in cui gli impianti individuati non fossero disponibili. Per i firmatari delle osservazioni, la semplice indicazione secondo cui le ceneri saranno conferite presso impianti autorizzati non sarebbe sufficiente a dimostrare la sostenibilità ambientale dell'intervento. La questione, sostengono, assume particolare rilievo per le ceneri leggere e i residui derivanti dall'abbattimento dei fumi, che possono essere classificati come rifiuti pericolosi.

Progetti ancora al centro del confronto

Il quadro che emerge dalle ultime osservazioni è quindi quello di una procedura ancora accompagnata da richieste di integrazione e approfondimento. Da una parte gli enti tecnici chiamati a verificare gli aspetti infrastrutturali e di sicurezza, dall'altra associazioni e organizzazioni della società civile che contestano diversi elementi dei progetti.

Per i termovalorizzatori di Palermo e Catania, dunque, il percorso autorizzativo prosegue tra sopralluoghi, verifiche tecniche e richieste di chiarimento, mentre resta aperto il confronto sulla gestione complessiva del ciclo dei rifiuti e sulla sostenibilità degli impianti che il governo regionale intende realizzare.

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