Il caso della piccola Anna Rosa Bartolotta, la bambina di appena 4 anni morta nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto all’Ospedale dei Bambini di Palermo, continua a destare preoccupazione. Gli accertamenti avviati dall’Asp di Palermo hanno infatti evidenziato una decina di tamponi positivi alla difterite tra i familiari della bambina.
L’indagine epidemiologica si allarga dunque al nucleo familiare della piccola, mentre proseguono gli accertamenti sanitari per ricostruire la catena dei contatti e verificare le circostanze che hanno portato alla diffusione dell’infezione.
Difterite, familiari della bambina in buone condizioni
Le persone risultate positive, secondo quanto emerso finora, sarebbero in gran parte minori e si troverebbero in buone condizioni di salute. Un elemento che, secondo le prime informazioni, sarebbe legato anche alla copertura vaccinale: i soggetti avrebbero ricevuto almeno una dose del vaccino oppure completato il previsto ciclo di vaccinazione. Nonostante le condizioni non destino al momento particolare preoccupazione, per i positivi è previsto l’isolamento, come indicato dalle autorità sanitarie nell’ambito delle procedure di gestione del caso.
Profilassi antibiotica per i contatti stretti
L’attenzione degli operatori sanitari si concentra ora anche sulla profilassi prevista per i contatti stretti della bambina. Per le persone esposte al rischio di contagio è infatti prevista una terapia antibiotica, accompagnata dagli accertamenti necessari per verificare l’eventuale presenza dell’infezione. Proprio su questo punto dovranno essere chiariti alcuni aspetti della vicenda. Tra i familiari della bambina sono emerse infatti positività nonostante la profilassi antibiotica avrebbe dovuto essere già avviata. Sarà quindi necessario comprendere se la terapia sia stata effettuata correttamente e portata avanti secondo le indicazioni ricevute oppure se, in alcuni casi, non sia stata eseguita o sia stata interrotta.
L’Asp prosegue intanto il monitoraggio dei familiari e dei contatti della piccola, con l’obiettivo di circoscrivere il focolaio e prevenire ulteriori casi di difterite.
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