Frodi creditizie, Sicilia seconda in Italia: aumentano i casi e i rischi per i cittadini

Frodi creditizie, Sicilia seconda in Italia: aumentano i casi e i rischi per i cittadini

Frodi creditizie, Sicilia seconda in Italia: aumentano i casi e i rischi per i cittadini

La digitalizzazione ha reso più semplici e veloci molte operazioni finanziarie, ma ha aperto anche nuove opportunità per chi utilizza i dati personali in modo illecito. È in questo scenario che si inserisce il dato sulla Sicilia, seconda regione italiana per numero di frodi creditizie rilevate nel 2025.

A fotografare il fenomeno è l’analisi dell’Osservatorio CRIF-Mister Credit, che prende in esame i casi legati al furto d’identità, alle richieste fraudolente di prestiti e finanziamenti e all’utilizzo illecito dei dati personali, compresi quelli che possono essere esposti sul dark web.

La Lombardia resta al primo posto della graduatoria, con il 15,3% dei casi complessivamente rilevati. Subito dopo si trova la Sicilia, con il 13%, in aumento rispetto al 12,7% registrato nel 2024. Al terzo posto c’è la Campania, con il 12,9%, in lieve calo rispetto al 13% dell’anno precedente.

Il dato siciliano desta particolare attenzione anche per la sua evoluzione: nell’Isola si registra infatti una variazione positiva del 2% rispetto al 2024. Un andamento che conferma la necessità di rafforzare la protezione dei dati personali e i sistemi di controllo nell’accesso al credito.

Urzì (Fabi): “Frodi creditizie, lato negativo della digitalizzazione”

A spiegare le ragioni di questo fenomeno è Gabriele Urzì, dirigente nazionale del sindacato bancario Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo, che evidenzia come le frodi riguardino soprattutto finanziamenti e servizi di pagamento rateale, i cosiddetti “buy now pay later”. “Le frodi creditizie vengono effettuate soprattutto su finanziamenti e sui cosiddetti ‘buy now pay later’ attraverso il furto dei dati personali – spiega Urzì -. Sui telefoni e sulle mail arrivano improvvisamente proposte di finanziamento. Buona parte sono reali, altre invece sono truffe”.

Il meccanismo, secondo il dirigente Fabi, può essere particolarmente insidioso. I truffatori utilizzano infatti i dati di clienti ignari per ottenere finanziamenti che vengono poi intestati alle vittime, le quali possono ritrovarsi a dover pagare rate per operazioni mai effettuate.

Frodi creditizie, le vittime più colpite sono tra i 18 e i 40 anni

A essere maggiormente esposti non sarebbero, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli anziani. “Le vittime più colpite sono le persone tra i 18 e i 40 anni, non gli anziani a discapito degli stereotipi odierni”, sottolinea Urzì. I truffatori, inoltre, tenderebbero a concentrarsi su operazioni di importo relativamente contenuto. “L’aumento delle frodi del 14% in Sicilia è stato registrato principalmente sui prestiti tra 1.500 e 3.000 euro, perché la soglia di attenzione è minore”.

La diffusione delle procedure online rende più rapide le operazioni, ma può allo stesso tempo ridurre i passaggi attraverso i quali verificare l’identità del richiedente. Un aspetto che, secondo Urzì, favorisce il lavoro dei truffatori. “Prima per effettuare un finanziamento bisognava andare in banca, presentare documenti e superare step infiniti. Per importi piccoli le verifiche sono molto più rapide: tutto viene effettuato online o tramite smartphone”.

Sicilia prima in Italia nel rapporto tra frodi e credito erogato

Il problema, secondo il rappresentante della Fabi, non riguarda soltanto il numero assoluto dei casi. Particolarmente significativo sarebbe infatti il rapporto tra frodi e credito erogato, parametro nel quale la Sicilia arriverebbe addirittura davanti alla Lombardia. “Nel rapporto tra truffe e credito erogato siamo al primo posto, addirittura ci troviamo prima della Lombardia”, afferma Urzì, collegando il fenomeno anche alla presenza di una certa fragilità economica.

Per contrastare le frodi, secondo il dirigente sindacale, servirebbe innanzitutto aumentare il livello di attenzione dei cittadini, ma anche rafforzare i controlli digitali e le procedure di verifica dell'identità. “Occorre investire sui controlli digitali, parlo di verifiche dell’identità, nonché migliorare anche il dialogo con i clienti. Questo è il lato oscuro della digitalizzazione, ossia il poter fare tutto online”.

Un ulteriore rischio è rappresentato dalle tecniche utilizzate per rendere le telefonate apparentemente riconducibili agli istituti di credito. “Alcuni operatori fittizi chiamano con numeri che sembrano essere quelli della propria banca”, spiega Urzì, sottolineando la capacità dei truffatori di ingannare anche utenti attenti.

Frodi creditizie, in Italia danni per 165 milioni di euro

Il quadro complessivo restituito dal rapporto CRIF evidenzia una dimensione economica rilevante. “Le frodi creditizie, secondo il report Crif, si attestano in tutt’Italia sui 165 milioni di euro”, conclude Urzì. In questo scenario la Sicilia rappresenta il 13% del dato nazionale relativo al 2025. Una percentuale particolarmente significativa se rapportata alla dimensione economica dell’Isola rispetto alla Lombardia.

Fragilità economica ed esposizione digitale rappresentano, secondo Urzì, due degli elementi che possono contribuire alla diffusione del fenomeno. E proprio la crescente possibilità di ottenere finanziamenti attraverso procedure completamente online rende ancora più importante verificare con attenzione l’utilizzo dei propri dati personali e intervenire tempestivamente quando si sospetta un uso fraudolento della propria identità.

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy