Libri scolastici in Sicilia, la spesa sfiora 600 euro: il caso dei testi consigliati

Libri scolastici in Sicilia, la spesa sfiora 600 euro: il caso dei testi consigliati

Libri scolastici in Sicilia, la spesa sfiora 600 euro: il caso dei testi consigliati

A settembre il conto per tornare sui banchi non si ferma al prezzo indicato sulla copertina. In Sicilia la spesa per i libri scolastici può infatti arrivare a sfiorare i 600 euro anche quando i testi obbligatori restano ampiamente sotto il tetto fissato per la classe. È il paradosso messo in evidenza dall’Unione nazionale consumatori (Unc) nell’analisi fornita al Quotidiano di Sicilia, che accende i riflettori soprattutto sul peso dei volumi classificati come “consigliati”.

Il caso più significativo riguarda una prima classe di liceo classico in Sicilia. Per i libri obbligatori la famiglia dovrebbe spendere 304,25 euro, a fronte di un tetto di 415,20 euro. Il quadro cambia però quando nel carrello finiscono anche i testi consigliati: il totale arriva a 588,35 euro. Tra questi compare persino un vocabolario dal costo superiore ai 120 euro.

Una differenza di oltre 280 euro che riporta al centro il problema del caro scuola e della distanza che può crearsi tra il limite formalmente previsto e la spesa realmente sostenuta dalle famiglie.

Libri scolastici, il costo reale supera quello dei testi obbligatori

Il nodo sollevato dall’Unc riguarda proprio questa differenza. I libri consigliati non sono obbligatori e, almeno formalmente, le famiglie non sono tenute ad acquistarli. Nella pratica, però, la situazione può essere molto diversa, soprattutto quando quei testi vengono indicati dagli insegnanti come strumenti utili per affrontare il programma didattico.

Il risultato è che una famiglia può trovarsi davanti a una spesa molto superiore al tetto ministeriale pur partendo da un elenco di libri obbligatori che rispetta pienamente il limite previsto. È quanto accade nell’esempio siciliano analizzato dall’Unc: dai 304,25 euro dei soli testi obbligatori si passa a 588,35 euro includendo quelli consigliati. Una cifra che diventa ancora più significativa per i nuclei familiari con due o più figli che frequentano contemporaneamente la scuola secondaria.

Liceo scientifico, anche i testi consigliati fanno salire il conto

Un secondo esempio riguarda una terza classe di liceo scientifico. In questo caso i libri obbligatori hanno un costo complessivo di 328,15 euro, quindi inferiore al tetto di 397,20 euro considerato nell’analisi. La situazione cambia ancora una volta aggiungendo i volumi consigliati. Il totale arriva a 402,65 euro, superando così la soglia. Il caso dimostra come il rispetto del tetto possa essere verificato correttamente sul piano formale, ma non fotografare necessariamente la spesa affrontata dalle famiglie per tutto il materiale indicato dalla scuola.

In Sicilia, inoltre, i testi consigliati risultano generalmente meno numerosi rispetto ad altre regioni, come la Lombardia. Questo non impedisce però che il conto finale possa aumentare sensibilmente quando vengono aggiunti alcuni volumi particolarmente costosi.

Tetti di spesa per i libri, l’Unc critica la nuova soglia di tolleranza

A rendere ancora più acceso il confronto è la modifica dei margini di tolleranza sui tetti di spesa dei libri scolastici. Per l’anno scolastico 2026/2027, secondo quanto denunciato dall’Unc, la possibilità per gli istituti di superare il limite è stata portata dal 15 al 20% per i libri della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Per l’associazione dei consumatori, l'effetto complessivo può tradursi in un incremento potenziale del 5,85% rispetto agli importi dell’anno precedente: una parte deriva dall'aumento dell'inflazione programmata, mentre il resto è legato all'ampliamento del margine di tolleranza. Una scelta che l’Unc considera particolarmente discutibile in una fase nella quale le famiglie devono già affrontare una lunga serie di spese legate alla scuola, dai libri al materiale didattico, passando per trasporti e attività extrascolastiche.

Libri scolastici, l’Unc: “Rincarano del 2,3%”

Il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona mette l’accento proprio sulla differenza tra l’aumento dei prezzi dei libri e quello della spesa effettivamente sostenuta dalle famiglie. “I libri scolastici rincarano del 2,3% rispetto al 2025, non più del solito. Ma è la spesa dei libri che devono pagare le famiglie a decollare”, afferma Dona. Il dato, secondo l’associazione, rende evidente che il problema non può essere valutato esclusivamente osservando il prezzo dei singoli libri o il rispetto dei tetti ministeriali. Bisogna considerare anche quali testi vengono indicati e quanto incidono quelli consigliati sul conto finale.

Testi consigliati, il confine tra facoltativo e necessario

È questo il punto più delicato dell’intera questione. Un libro consigliato, per definizione, non dovrebbe essere indispensabile. Ma quando viene inserito nell’elenco della classe e indicato come utile per lo studio, il confine tra facoltativo e necessario può diventare molto sottile. Il caso del liceo classico siciliano è emblematico. I libri obbligatori costano 304,25 euro, ma con i testi consigliati la spesa arriva a 588,35 euro. La differenza supera quindi i 284 euro.

Per una famiglia non si tratta di una voce marginale, soprattutto in presenza di più studenti. Ed è proprio su questo meccanismo che l’Unc chiede di concentrare l’attenzione, affinché i tetti di spesa rappresentino realmente un limite alla spesa scolastica e non soltanto un parametro applicato ai testi formalmente obbligatori.

Nuovi tetti di spesa, quanto possono spendere le famiglie

Gli importi rivalutati rendono evidente l’ampiezza dei margini concessi agli istituti. Per una terza classe di liceo scientifico, ad esempio, il tetto passa dall’importo originario di 331 euro a 397,20 euro considerando la tolleranza del 20%. Per il terzo anno del liceo classico, invece, il limite arriva a 474 euro rispetto ai 395 euro di riferimento. L’Unc contesta soprattutto la progressiva crescita della soglia di tolleranza: prima dal 10 al 15% e ora dal 15 al 20%. “In pratica, in due anni ha raddoppiato il limite di tolleranza”, sostiene Dona, definendo la situazione una “vergogna”.

Caro scuola in Sicilia, la domanda sui libri consigliati

Il tema va quindi oltre il semplice rincaro dei libri. La questione riguarda il costo complessivo dell’istruzione e la capacità delle famiglie di sostenere una spesa che torna ogni anno, proprio alla vigilia della ripresa delle lezioni.

In Sicilia gli esempi analizzati dall’Unc mostrano che il rispetto del tetto per i testi obbligatori non garantisce necessariamente una spesa contenuta. Il conto può crescere rapidamente quando entrano in gioco i volumi consigliati, fino ad arrivare, come nel caso del liceo classico, a quasi 600 euro per una sola classe. E così, alla vigilia del nuovo anno scolastico, resta una domanda tutt’altro che secondaria: quanto è davvero facoltativo un libro che la scuola consiglia di acquistare?

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy