La Sicilia prova a cambiare passo nella gestione dei rifiuti, ma Bellolampo continua ad avere un ruolo centrale nel sistema di smaltimento di Palermo. Mentre procede l’iter per il nuovo termovalorizzatore destinato a sorgere proprio nell’area della piattaforma impiantistica palermitana, la discarica si prepara infatti a guadagnare nuovi spazi.
È la vasca VII-bis il prossimo tassello dell’impianto di Bellolampo. Dopo il via libera ambientale arrivato dalla Regione nell’aprile scorso, RAP ha approvato il progetto esecutivo e avviato le procedure per affidare i lavori. L’intervento ha un valore complessivo che si aggira sui 17,5 milioni di euro, con una base d’asta superiore ai 13 milioni.
L’operazione racconta una fase di transizione tutt’altro che lineare: da una parte la Regione spinge sulla nuova infrastruttura per il recupero energetico dei rifiuti, dall’altra è ancora necessario aumentare la capacità delle discariche per garantire continuità al sistema.
Vasca VII-bis, un milione e mezzo di metri cubi di capacità
Il progetto della vasca VII-bis di Bellolampo prevede un volume utile di circa 1,5 milioni di metri cubi. La nuova struttura sarà realizzata in un unico lotto, con il conferimento dei rifiuti organizzato per strati successivi.
Secondo le previsioni progettuali, la capacità dovrebbe garantire una vita utile di circa 4 anni e mezzo, considerando un conferimento medio di circa 750 tonnellate di rifiuti al giorno. I rifiuti destinati alla nuova vasca proverranno principalmente dalla Città di Palermo, dal Comune di Ustica e dall’aeroporto Falcone e Borsellino di Punta Raisi.
Il progetto ha ottenuto il Provvedimento autorizzatorio unico regionale. Il Paur comprende le autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’opera, dopo una Valutazione di impatto ambientale positiva rilasciata nel settembre 2025 e un’Autorizzazione integrata ambientale favorevole arrivata nel febbraio 2026.
Gara d’appalto, oltre 13 milioni la base di partenza
La procedura di affidamento punta a selezionare l’offerta economicamente più vantaggiosa. Una parte consistente della valutazione sarà quindi legata alla qualità tecnica delle proposte, oltre che al ribasso economico. Tra gli elementi presi in considerazione figurano l’organizzazione e l’esperienza del personale impegnato nel cantiere, le modalità di realizzazione delle opere, le tecnologie per contenere le emissioni durante i lavori e i sistemi digitali destinati a monitorare le diverse fasi di costruzione.
Particolare attenzione è prevista anche per i sistemi di captazione e gestione del percolato, uno degli aspetti più delicati nella realizzazione e nella gestione di una discarica. La decisione di procedere con la nuova vasca era stata formalizzata da RAP già nei mesi scorsi, con l’approvazione del progetto e l’autorizzazione alla predisposizione degli atti di gara. A maggio, inoltre, il commissario straordinario regionale aveva adottato un’ordinanza per consentire l’esercizio di poteri derogatori rispetto ad alcune disposizioni del Codice dei contratti pubblici.
Bellolampo, la discarica convive con il nuovo termovalorizzatore
La costruzione della VII-bis si inserisce in un quadro più ampio. Bellolampo è infatti anche il luogo individuato per il termovalorizzatore di Palermo, uno dei due grandi impianti previsti dal piano regionale per la gestione dei rifiuti. I progetti dei termovalorizzatori di Palermo e Catania sono stati consegnati alla struttura commissariale nell’aprile 2026. Complessivamente si tratta di oltre 700 elaborati progettuali, destinati a essere esaminati nell’ambito delle complesse procedure autorizzative. Per Palermo, l’iter è entrato nella fase della Conferenza dei servizi. La Regione ha convocato la prima riunione per il 28 agosto nell’ambito della procedura per il rilascio del Paur, comprensiva di Via, Aia, valutazione di incidenza e delle altre autorizzazioni necessarie alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto. Il dato più significativo è quindi la coesistenza di due infrastrutture apparentemente destinate a fasi diverse del ciclo dei rifiuti: la discarica, che aumenta la propria capacità, e il termovalorizzatore, progettato per ridurre il ricorso allo smaltimento in discarica attraverso il recupero energetico.
Termovalorizzatore Palermo, resta il confronto con gli ambientalisti
È proprio sul progetto del termovalorizzatore che nelle ultime settimane si è concentrata una parte importante del confronto politico e ambientale. Le associazioni ambientaliste hanno contestato soprattutto i tempi concessi per l’analisi della documentazione e hanno chiesto maggiore spazio per l’esame degli elaborati progettuali. Il confronto si è quindi spostato anche sulle modalità con cui la Regione sta portando avanti l’iter autorizzativo. La struttura regionale, dal canto suo, ha avviato formalmente la Conferenza dei servizi, dando seguito alla procedura prevista dalla normativa.
La questione non riguarda soltanto i tempi amministrativi. Al centro del dibattito ci sono infatti le dimensioni dell’impianto, le caratteristiche tecniche, gli effetti ambientali e il rapporto tra il nuovo sistema di recupero energetico e le infrastrutture già esistenti.
La nuova vasca e la transizione dei rifiuti in Sicilia
La VII-bis rappresenta dunque una soluzione necessaria nel breve periodo per assicurare nuova capacità di smaltimento a Palermo. Ma la sua realizzazione si intreccia inevitabilmente con la strategia regionale che punta sui termovalorizzatori come uno dei principali strumenti per modificare il sistema di gestione dei rifiuti.
La sfida sarà capire quanto durerà questa fase di sovrapposizione. La nuova vasca potrà garantire diversi anni di autonomia, mentre il termovalorizzatore di Palermo dovrà ancora completare il lungo percorso autorizzativo prima di arrivare alla costruzione e, successivamente, all’entrata in funzione.
Nel frattempo, Bellolampo resta al centro di una partita decisiva per la Sicilia occidentale: più capacità per la discarica oggi, recupero energetico domani. Il passaggio dall’uno all’altro modello, però, non sarà immediato e richiederà ancora investimenti, autorizzazioni e soprattutto una crescita della raccolta differenziata.
di Simone Olivelli
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