Anthony Barbagallo: “Il Pd pronto a proporre un candidato per la Sicilia”

Anthony Barbagallo: “Il Pd pronto a proporre un candidato per la Sicilia”

Anthony Barbagallo: “Il Pd pronto a proporre un candidato per la Sicilia”

La crisi politica che attraversa la Regione Siciliana entra in una fase nuova. Renato Schifani non ha presentato le dimissioni, ma il suo futuro politico resta al centro del confronto interno a Forza Italia, dopo lo scontro con il commissario regionale Nino Minardo e le tensioni con il segretario nazionale Antonio Tajani.

Oggi, 8 ottobre, il presidente ha riunito la Giunta a Palazzo d'Orleans per esaminare 13 punti all'ordine del giorno. La crisi resta sullo sfondo, mentre il confronto politico dovrebbe spostarsi a Roma la prossima settimana, con un incontro tra Schifani, Tajani e Minardo.

Nel frattempo il centrosinistra prova ad accelerare il proprio percorso. Il segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, intervistato dal QdS, considera il caso Gaetano Armao uno degli elementi più gravi emersi durante la legislatura e ribadisce che il Pd intende arrivare preparato a qualsiasi scenario.

Barbagallo: “Il caso Armao è l'ultimo e gravissimo”

“Il caso Armao è solo l'ultimo e gravissimo che riguarda questo governo”, afferma Barbagallo, sottolineando in particolare il ruolo ricoperto dall'ex consigliere giuridico della Presidenza della Regione, incarico fiduciario direttamente collegato al governatore. La posizione del segretario regionale del Pd è netta anche sul futuro di Schifani. Secondo Barbagallo, il presidente avrebbe dovuto lasciare l'incarico già in precedenza, richiamando le vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti e persone vicine alla maggioranza.

Il riferimento al caso Armao arriva in una fase particolarmente delicata. La Procura di Palermo ha chiesto una misura cautelare nei confronti dell'ex vicepresidente della Regione nell'ambito di un'indagine per corruzione. Si tratta di accuse ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria e per gli indagati vale la presunzione di innocenza.

La crisi di Forza Italia e il futuro di Schifani

Il caso giudiziario che coinvolge Armao si è intrecciato con la discussione interna a Forza Italia sulla ricandidatura di Schifani alle elezioni regionali del 2027. Nino Minardo ha parlato della necessità di una “proposta politica completamente nuova” per la Sicilia. Parole che hanno provocato una forte reazione del governatore e aperto un confronto ai vertici del partito. Schifani aveva fatto sapere di essere impegnato a valutare le decisioni da assumere, alimentando le ipotesi di dimissioni.

Nelle ore successive, però, la situazione è cambiata. I vertici di Forza Italia hanno lavorato per ricomporre la frattura e Minardo ha proposto un incontro a Roma con Tajani e Schifani per definire il percorso politico. Le dimissioni, al momento, non sono state formalizzate.

Il centrosinistra accelera il proprio percorso

In questo scenario, il centrosinistra siciliano prova a organizzarsi in vista dei prossimi passaggi. Barbagallo annuncia che la coalizione ha deciso di accelerare il confronto per arrivare a un programma condiviso. Il percorso prevede il coinvolgimento dei territori e delle forze sociali, prima di affrontare il tema della candidatura alla Presidenza della Regione. “Abbiamo concordato di accelerare le procedure per raggiungere un programma condiviso. Poi discuteremo dei nomi”, spiega Barbagallo.

Il Pd, dunque, vuole definire prima una piattaforma politica comune e soltanto successivamente affrontare la scelta del candidato. Una strategia che potrebbe diventare particolarmente importante nel caso in cui la legislatura dovesse concludersi anticipatamente.

Il Pd punta su un proprio candidato o sulle primarie

Sul metodo per scegliere il candidato alla Presidenza della Regione, Barbagallo indica due possibilità. Il Partito democratico, dopo avere consultato i propri organismi interni, intende proporre un proprio nome. Se sarà possibile trovare una convergenza all'interno della coalizione, quella candidatura potrà diventare il punto di riferimento del centrosinistra. In caso contrario, il Pd è pronto a ricorrere alle primarie. “Il Pd ha le primarie nel proprio Dna”, afferma Barbagallo, spiegando che il partito, in quanto forza con il maggiore consenso all'interno della coalizione, intende avanzare una propria proposta. La scelta dei tempi dipenderà anche dall'evoluzione della crisi politica regionale. Il centrosinistra vuole quindi arrivare preparato, sia nel caso di una normale scadenza della legislatura sia nel caso di un ritorno anticipato alle urne.

Dal caso Armao a Giuseppe Geremia Lombardo

Sul fronte delle vicende giudiziarie, l'attenzione dell'opposizione si concentra anche sul deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo, esponente dell'Mpa e nipote dell'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. Lombardo è tra gli indagati nell'inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge anche Armao. Secondo quanto riportato da Ansa, nei confronti di Lombardo è stata richiesta una misura cautelare e la sua posizione è ora al vaglio del gip. Anche in questo caso si tratta di un procedimento ancora in corso, senza alcuna condanna.

Il Movimento 5 Stelle all'Ars ha posto l'attenzione sul ruolo di Lombardo come componente del collegio dei questori dell'Assemblea regionale siciliana, chiedendo una riflessione sulla permanenza nell'incarico alla luce dell'indagine.

M5S: attenzione anche alla Commissione Bilancio

I Cinque Stelle hanno inoltre criticato la sostituzione di Lombardo nella Commissione Bilancio con Alessandro Di Mauro, anch'egli indicato dal gruppo M5S come persona coinvolta in un procedimento giudiziario. Si tratta di una contestazione politica dell'opposizione, che chiede maggiore attenzione nella scelta dei componenti degli organismi parlamentari e degli incarichi all'interno dell'Ars.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio, nel quale le vicende giudiziarie stanno avendo un peso crescente nel dibattito politico siciliano. La stessa Commissione regionale Antimafia ha avviato un'indagine conoscitiva sui recenti casi di corruzione nella pubblica amministrazione regionale e ha indicato Schifani come primo soggetto da ascoltare.

Schifani, il confronto con Tajani diventa decisivo

Il prossimo passaggio politico sarà quindi il confronto tra Schifani, Tajani e Minardo. Il vertice dovrebbe servire a chiarire il futuro del rapporto tra il governatore e il partito, soprattutto sul tema della ricandidatura alle regionali del 2027. Nel frattempo, Schifani continua a guidare la Regione e oggi ha riunito regolarmente la Giunta. Il quadro, dunque, resta aperto: nessuna dimissione è stata formalizzata, ma la discussione sul futuro del governo regionale e sulla candidatura del centrodestra è ormai entrata nel vivo.

Dall'altra parte, il Pd e il campo progressista hanno iniziato ad accelerare il proprio percorso. Programma, alleanze e candidato saranno i prossimi nodi da sciogliere, mentre la Sicilia attende di capire se la crisi interna a Forza Italia resterà confinata al confronto politico o finirà per modificare la durata stessa della legislatura.

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