Termovalorizzatore di Bellolampo, sì della Città metropolitana di Palermo con 47 prescrizioni

Termovalorizzatore di Bellolampo, sì della Città metropolitana di Palermo con 47 prescrizioni

Termovalorizzatore di Bellolampo, sì della Città metropolitana di Palermo con 47 prescrizioni

Il progetto del termovalorizzatore di Bellolampo, a Palermo, procede nella fase di valutazione ambientale, ma il percorso resta vincolato a una serie di condizioni tecniche. La Città metropolitana di Palermo ha espresso parere favorevole con 47 prescrizioni, indicando gli accorgimenti da rispettare per la gestione dei rifiuti, il contenimento delle emissioni e la tutela del suolo e delle acque.

Il documento è stato inserito nella procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) affidata alla Commissione tecnica specialistica. Il parere non equivale, quindi, all’autorizzazione definitiva alla costruzione e all’esercizio dell’impianto: l’iter deve proseguire con gli altri passaggi previsti.

Il termovalorizzatore di Bellolampo è uno dei due impianti, insieme a quello previsto nell’area industriale di Catania, sui quali il governo regionale punta per affrontare le criticità nella gestione dei rifiuti in Sicilia. Entrambi sono progettati per trattare 300mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno. L’investimento complessivo previsto per i due impianti è di circa 800 milioni di euro.

Il progetto è stato sottoposto a osservazioni da parte di diversi soggetti, comprese le organizzazioni ambientaliste, che contestano la scelta di puntare sulla combustione dei rifiuti e chiedono attenzione agli impatti sul territorio. Nel frattempo, la valutazione tecnica prosegue anche alla luce delle procedure accelerate legate ai poteri straordinari attribuiti al presidente della Regione Renato Schifani.

Termovalorizzatore di Palermo, le condizioni per rifiuti ed emissioni

L’istruttoria della Città metropolitana è ripartita dopo il deposito, a metà settembre, di documentazione integrativa da parte dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica, struttura che affianca il commissario straordinario. L’esame degli atti ha portato a un parere favorevole, accompagnato da 47 prescrizioni da rispettare nella progettazione e nella gestione dell’impianto.

Tra le indicazioni figura l’obbligo di scaricare i rifiuti in un ambiente confinato e mantenuto in depressione. Questa soluzione dovrà contribuire a limitare la diffusione di polveri ed emissioni maleodoranti durante le operazioni di conferimento.

I rifiuti in ingresso dovranno inoltre essere sottoposti a controlli di sorveglianza radiometrica. Lo stoccaggio dovrà avvenire in aree dotate di sistemi per la raccolta delle acque meteoriche e per l’abbattimento delle polveri prodotte durante la movimentazione. In caso di eventi meteorici eccezionali, dovranno essere disponibili anche appositi teli amovibili.

Il documento richiama più volte il rispetto dei quantitativi massimi di rifiuti conferibili e la necessità di prevenire ogni forma di contaminazione. Un aspetto particolarmente rilevante per Bellolampo, dove si trova la grande discarica pubblica che serve Palermo e parte dell’hinterland, in un contesto già segnato da criticità ambientali.

Le operazioni di movimentazione e stoccaggio dovranno evitare contaminazioni del terreno e delle acque superficiali e sotterranee. Saranno inoltre necessarie misure per prevenire la formazione di sostanze infiammabili e accumuli di calore che possano mettere a rischio l’impianto, le strutture e i lavoratori.

Un’altra condizione riguarda i tempi di permanenza dei rifiuti: la giacenza non potrà superare le 48 ore prima dell’avvio di una delle operazioni autorizzate.

Rifiuti non pericolosi e controlli sui materiali in ingresso

Il termovalorizzatore di Bellolampo dovrà trattare esclusivamente rifiuti non pericolosi. Per questo, il gestore sarà tenuto a verificare la natura dei materiali in ingresso e a documentarne la caratterizzazione attraverso apposite schede descrittive. La documentazione dovrà attestare la presenza o l’assenza di sostanze pericolose sulla base della provenienza dei rifiuti e del ciclo produttivo da cui derivano. I controlli dovranno quindi garantire che nell’impianto non arrivino materiali incompatibili con le autorizzazioni.

Un’ulteriore prescrizione riguarda il trattamento preliminare. I rifiuti dovranno aver seguito i passaggi previsti dalla normativa, compreso quello negli impianti di trattamento meccanico-biologico, quando richiesto. In caso di materiali non conformi individuati all’interno dell’impianto, il gestore dovrà applicare una procedura specifica per evitare rischi e danni ambientali e assicurare il corretto smaltimento.

Report annuali su rifiuti, energia e impatto ambientale

Tra le prescrizioni della Città metropolitana c’è anche l’obbligo di predisporre una relazione annuale sulle prestazioni dell’impianto. Il documento dovrà raccogliere informazioni sui rifiuti conferiti, sulla loro composizione e sui quantitativi trattati, distinguendo i dati per codice EER e bacino di provenienza.

Il rapporto dovrà inoltre consentire di verificare il rispetto dei limiti di conferimento e descrivere le modalità di gestione dei rifiuti prodotti durante le attività dell’impianto. Tra gli elementi da riportare figurano anche l’energia elettrica generata, i consumi di materie prime e le prestazioni ambientali complessive.

Una sezione specifica sarà dedicata alla gestione del percolato, uno degli aspetti che richiedono particolare attenzione nei siti destinati al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti.

Le 47 prescrizioni definiscono così una serie di condizioni tecniche da integrare nel percorso autorizzativo. Il loro rispetto sarà centrale per valutare come il progetto potrà procedere e quali garanzie saranno previste per limitare gli impatti sull’ambiente e sul territorio di Bellolampo.

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