La maggior parte delle province siciliane registra una diminuzione delle denunce, ma il quadro della sicurezza non è uniforme in tutta l’Isola. L’ultima rilevazione dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, basata sui dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, evidenzia un calo dei reati denunciati in otto province su nove. Fa eccezione Siracusa, dove si osserva un aumento degli episodi segnalati.
Il dato si inserisce in una tendenza che interessa anche il resto d’Italia, dove le denunce complessive risultano in diminuzione dopo quattro anni di crescita. Per interpretare correttamente questi numeri, però, è importante distinguere tra il volume delle denunce, il rapporto con la popolazione residente e la reale percezione della sicurezza nei territori.
Criminalità in Sicilia, la situazione nelle province
Tra le province siciliane, Enna si distingue per la riduzione delle denunce, superiore all’11%. Il territorio occupa il 104° posto su 106 nella graduatoria nazionale, collocandosi tra quelli con la minore incidenza di reati denunciati. Anche i due principali centri metropolitani dell’Isola registrano una flessione. Catania segna un calo del 10,5%, con 3.570 episodi ogni 100mila abitanti e il 35° posto nella classifica italiana. Palermo registra invece una diminuzione del 9,2%: con 3.594 denunce ogni 100mila residenti e quasi 43mila episodi complessivi, si colloca al 33° posto.
Nelle posizioni più basse della graduatoria nazionale per incidenza dei reati figurano anche Agrigento, al 101° posto con 2.395,1 denunce ogni 100mila abitanti, Ragusa, al 98° con 2.511,9, e Messina, al 92° con 2.650,5. A metà classifica si trovano Caltanissetta, all’84° posto con 2.721,1 episodi ogni 100mila residenti, e Trapani, al 62° posto con 3.054. I dati mostrano quindi differenze significative tra i territori, sia per numero di denunce sia per incidenza sulla popolazione.
Siracusa in controtendenza: aumentano le denunce
L’unica provincia siciliana a registrare un aumento è Siracusa, dove si contano 106 episodi denunciati in più rispetto al periodo di confronto. Il territorio raggiunge il 27° posto nella graduatoria nazionale, con una media di 3.907,2 denunce ogni 100mila abitanti.
Il dato si discosta dall’andamento prevalente nell’Isola e richiama l’attenzione sulle differenze tra le singole aree. L’aumento delle denunce, tuttavia, non consente da solo di stabilire se sia cresciuto nella stessa misura il numero effettivo dei reati: anche la propensione a denunciare può influire sulle statistiche.
Italia, calano i furti ma crescono truffe digitali e reati informatici
A livello nazionale, secondo i dati riportati nell’analisi, le denunce diminuiscono complessivamente dell’1,8%. A incidere sul calo sono soprattutto i furti, scesi complessivamente sotto la soglia del milione di casi. Restano invece sotto osservazione le truffe digitali e i reati informatici, fenomeni che continuano a rappresentare una criticità per cittadini e imprese. Un altro elemento evidenziato dalla rilevazione è l’aumento del 34% dei provvedimenti e dei fermi a carico di minorenni. Nella parte alta della graduatoria nazionale per incidenza dei reati si confermano Milano, Firenze e Roma, mentre la provincia di Oristano figura tra quelle con i valori più contenuti.
Nel complesso, i numeri descrivono una diminuzione delle denunce in gran parte della Sicilia, ma non cancellano le differenze territoriali né le nuove criticità legate ai reati online. La lettura dell’Indice della criminalità richiede quindi di considerare sia l’andamento generale sia le specificità di ciascuna provincia.
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