Arrivare fino a settecento metri sotto terra per capire se l'isola di Vulcano può diventare una fonte di energia geotermica. È l'obiettivo della società lombarda Geolog, con sede a San Giuliano Milanese, che ha presentato alla Regione Siciliana un permesso di ricerca nel 2023 e ha ora depositato la documentazione integrativa richiesta dalla commissione tecnico-specialistica dell'assessorato all'Ambiente. Gli atti saranno esaminati nelle prossime settimane.
Il progetto: un pozzo esplorativo nel settore nord-occidentale dell'isola
Il pozzo esplorativo previsto da Geolog verrà realizzato nel settore nord-occidentale di Vulcano, in una piana costiera alla base del versante occidentale del cono vulcanico Gran Cratere La Fossa. L'obiettivo è confermare le potenzialità geotermali di quell'area, già ipotizzabili dalle anomalie di temperatura rilevate nei pozzi superficiali presenti nella zona e dalle particolari caratteristiche chimico-fisiche e isotopiche delle acque.
Lo scavo avverrebbe con un impianto capace di raggiungere anche oltre duemila metri di profondità, ben oltre i 700 previsti per la fase esplorativa. Qualora si individuasse un orizzonte produttivo, si potrebbe procedere — previo ulteriore studio di impatto ambientale — alla produzione di energia rinnovabile da immettere in rete.
Le ricerche del passato: dagli anni Cinquanta alla joint-venture Agip-Enel
Le potenzialità geotermiche di Vulcano non sono una scoperta recente. Già negli anni Cinquanta vennero scavati i primi pozzi esplorativi nelle vicinanze delle manifestazioni geotermali della zona costiera del Faraglione di Levante, che portarono all'individuazione di tre livelli produttivi a vapore a diverse profondità. Negli anni Ottanta le ricerche si spostarono in mare, con due pozzi esplorativi scavati da una joint-venture tra Agip, Enel ed EMS. Pur registrando significativi incrementi di temperatura, quei pozzi furono ritenuti non sfruttabili economicamente con le tecnologie disponibili all'epoca.
Oggi, secondo i tecnici di Geolog, le condizioni sono cambiate. «Le potenzialità geotermali del settore di interesse risultano confermate da peculiari anomalie termiche, caratteristiche chimico-isotopiche e picchi di metalli in traccia riscontrati nelle acque dei pozzi superficiali», si legge nella documentazione presentata.
La valutazione ambientale e il nodo delle rotte migratorie
Nel 2024 la commissione tecnico-specialistica aveva emesso un parere istruttorio intermedio con una serie di prescrizioni, tra cui la necessità di integrare la documentazione sui possibili impatti che le operazioni di ricerca avrebbero potuto avere sull'ecosistema dell'isola, che ospita una delle Important Bird Area (IBA) presenti in Sicilia. In particolare, era stato richiesto uno studio specifico sulle eventuali rotte migratorie presenti nell'area interessata dal progetto.
Geolog ha ora caricato i documenti richiesti, che saranno esaminati dalla commissione prima di procedere con le fasi successive.
Geotermia e Piano energetico regionale: Vulcano tra le aree strategiche
Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di politica energetica. Il Piano energetico regionale (PEARS) indica esplicitamente Vulcano — insieme a Pantelleria — tra le aree potenzialmente idonee per lo sfruttamento della risorsa geotermica a fini produttivi. «L'impiego della risorsa geotermica per scopi indiretti, in alcune aree potenzialmente idonee, è senza dubbio auspicabile, grazie alla disponibilità di tecnologie sempre più efficienti nella produzione», si legge nel documento. Un'opportunità per ridurre la dipendenza energetica dall'estero e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili nell'Isola.
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