Italia, rinnovabili in rallentamento: il nodo infrastrutture e obiettivi 2030

Italia, rinnovabili in rallentamento: il nodo infrastrutture e obiettivi 2030

Italia, rinnovabili in rallentamento: il nodo infrastrutture e obiettivi 2030

Nel 2025 le installazioni di impianti da energie rinnovabili in Italia hanno registrato la prima flessione del triennio post-crisi russo-ucraina: 7,2 GW installati contro i 7,6 GW del 2024. Un segnale preoccupante che arriva mentre l'Italia deve ancora colmare un divario di 49 GW rispetto all'obiettivo di 131 GW fissato nel Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) per il 2030. A fotografare il quadro è il report dell'Osservatorio Renewable Energy del Politecnico di Milano.

La Sicilia hub del fotovoltaico: il 45% degli incentivi nazionali sull'Isola

La Sicilia occupa un posto centrale nella transizione energetica italiana. Secondo i ricercatori del Politecnico, nell'Isola è localizzato circa il 45% dei 7,7 GW di fotovoltaico incentivato vincitori della procedura competitiva FER X Transitorio: una concentrazione senza precedenti nel panorama energetico nazionale.

Le proiezioni al 2030 mostrano però un rovescio della medaglia: il prezzo medio zonale in Sicilia, che nel 2025 si attestava a 116 €/MWh, potrebbe scendere tra i 70 e gli 85 €/MWh, con una riduzione tra il 25% e il 40%, particolarmente marcata nelle ore centrali della giornata quando la produzione fotovoltaica è massima. «Il modello di business merchant diventerà sempre meno appetibile», avvertono i ricercatori, rendendo sempre più strategici strumenti come i PPA (Power Purchase Agreement) e i CfD (Contratti per Differenza) sostenuti dallo Stato.

Tyrrhenian Link e Bolano-Annunziata: le infrastrutture per esportare energia verde

La sfida principale è completare le infrastrutture energetiche che consentano alla Sicilia di esportare il surplus di energia pulita verso il Continente. Il progetto più importante è il Tyrrhenian Link, l'elettrodotto sottomarino che collegherà Sicilia, Sardegna e Campania. Negli ultimi dodici mesi sono stati posati i due cavi del ramo est tra Fiumetorto (Termini Imerese) e Battipaglia (Salerno), mentre sul lato ovest il primo cavo verso Terra Mala (Cagliari) è stato completato a gennaio, raggiungendo la profondità record di 2.150 metri. L'entrata in funzione è prevista per il 2028.

Procede anche il collegamento Bolano-Annunziata, che servirà a integrare nella rete la produzione rinnovabile siciliana attraverso il Stretto di Messina. I lavori alle stazioni elettriche sono in fase avanzata su entrambe le sponde.

Il calo delle rinnovabili: meno incentivi, eolico fermo e dibattito sul nucleare

Le cause della frenata sono molteplici. Per gli impianti fotovoltaici di piccola taglia (sotto i 20 kW) hanno pesato la riduzione delle detrazioni fiscali e la fine del meccanismo di scambio sul posto. Per i grandi impianti (oltre 1 MW) il problema è la fase di transizione tra il sistema FER 1 e il nuovo sistema FER X, il cui primo bando è atteso nel corso del 2026.

Preoccupa in particolare il crollo dell'eolico: nel 2025 sono stati installati impianti per appena mezzo GW complessivo. «Lo sbilanciamento tra le fonti acuisce l'impatto della non programmabilità delle rinnovabili — scrivono i ricercatori —. L'eolico, con una produzione più distribuita anche nelle ore notturne e nei mesi invernali, rappresenta un naturale complemento del fotovoltaico, che però continuiamo a ignorare».

A complicare il quadro c'è anche il cambiamento di clima culturale: le rinnovabili vengono sempre più messe in contrapposizione con il nucleare, di cui si ignora però «la necessità di tempi lunghi per l'entrata in esercizio».

Obiettivi PNIEC lontani: servono 49 GW in meno di cinque anni

Con 82 GW di capacità installata e un obiettivo di 131 GW al 2030, l'Italia deve ancora installare 49 GW in meno di cinque anni. Il PNIEC prevede inoltre una produzione annuale di 228 TWh da rinnovabili entro il 2030, il 75% in più rispetto ai 130 TWh del 2025. Un percorso in salita, che l'Osservatorio del Politecnico indica come ancora percorribile a patto di garantire «un quadro normativo stabile, accelerare le autorizzazioni e risolvere definitivamente il nodo delle aree idonee con un approccio realmente espansivo e coerente con le potenzialità dei territori».

Sul fronte dei PPA europei, una nota positiva: i volumi sono quadruplicati tra il 2018 e il 2025, passando da 3,3 a 13,1 GW. L'Italia, con 1,8 GW, si colloca al secondo posto in Europa dopo la Spagna (3,9 GW).

 

Di Simone Olivelli

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