Secondo quanto comunicato da SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, tra il 6 e il 12 agosto circa 630 voli programmati su Catania sono stati dirottati verso altri aeroporti.
Etna, a Catania l’emergenza più grave degli ultimi 20 anni
I numeri restituiscono la portata della situazione. Nello stesso periodo, sull’aeroporto di Catania erano previsti circa 1.974 voli e il 36% è stato cancellato a causa dell’evoluzione dell’attività eruttiva e delle conseguenti limitazioni operative. Per SAC si tratta della più grave emergenza degli ultimi vent’anni per l’impatto sull’infrastruttura aeroportuale. Allo stesso tempo, sottolinea la società, il sistema aeroportuale siciliano ha dimostrato di riuscire ad attivare soluzioni alternative per limitare le conseguenze sui passeggeri. La presenza della cenere vulcanica e le condizioni operative dello scalo hanno richiesto infatti una gestione particolarmente complessa dei collegamenti, con continui aggiornamenti legati all’evoluzione dell’attività dell’Etna.
Comiso, Palermo e Trapani hanno assorbito parte dei voli
La gestione dei voli dirottati ha richiesto un costante coordinamento tra aeroporti, compagnie aeree, autorità e operatori. L’obiettivo è stato quello di mantenere attivi il maggior numero possibile di collegamenti e, allo stesso tempo, garantire assistenza ai passeggeri interessati dalle modifiche. In questo scenario hanno avuto un ruolo importante gli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani, che hanno assorbito una parte significativa del traffico originariamente destinato a Catania. Gli altri scali siciliani hanno quindi rappresentato un elemento fondamentale per attenuare gli effetti dell’emergenza e consentire di mantenere, seppure con inevitabili disagi, i collegamenti da e per l’Isola.
SAC: “Al lavoro per la piena operatività”
La società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso assicura che proseguirà il coordinamento con tutti i soggetti coinvolti per affrontare l’emergenza e garantire il presidio delle infrastrutture.
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