A18 e A20 Sicilia, allarme sicurezza: servono 32,5 milioni subito e 5,5 miliardi per la rete

A18 e A20 Sicilia, allarme sicurezza: servono 32,5 milioni subito e 5,5 miliardi per la rete

A18 e A20 Sicilia, allarme sicurezza: servono 32,5 milioni subito e 5,5 miliardi per la rete

Il problema delle autostrade siciliane non è più soltanto quello dei cantieri infiniti, delle deviazioni e dell’asfalto deteriorato. Adesso c’è un termine preciso entro il quale il gestore dovrà intervenire per ridurre i rischi: 3 ottobre 2026. È la scadenza indicata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per avviare le misure di mitigazione sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo, mentre per riportare l’intera rete a condizioni adeguate di sicurezza servirebbero circa 5,5 miliardi di euro nell’arco di dieci anni.

La situazione descritta dagli ispettori ministeriali riguarda soprattutto guard rail, gallerie, viadotti e condizioni strutturali delle due autostrade gestite da Autostrade Siciliane, l’ex Cas. Il ministero ha messo nero su bianco che, senza gli interventi richiesti, non possono essere garantite adeguate condizioni di sicurezza e che, in ultima istanza, potrebbe essere valutata anche la totale interdizione al traffico.

Nel frattempo la Regione sostiene di avere reperito le risorse necessarie per evitare uno scenario di chiusura e ha confermato 253 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione destinati agli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza di A18 e A20. Le prime gare, secondo quanto comunicato da Palazzo d’Orléans, dovrebbero partire nei prossimi giorni.

A18 e A20, il dossier del ministero sulla sicurezza

A fotografare le criticità della rete è stato l’ispettore ministeriale Placido Migliorino, autore dei sopralluoghi e della relazione tecnica sulla situazione delle due autostrade. Il quadro che emerge è particolarmente pesante. Secondo la relazione, A18 e A20 non possono allo stato attuale essere considerate percorribili con adeguati standard di sicurezza. Per superare le criticità strutturali servirebbe un programma di interventi definitivo stimato in circa 5,5 miliardi di euro, da realizzare nell’arco di dieci anni.

Ma prima di arrivare a quel traguardo occorre intervenire sulle emergenze. La documentazione ministeriale individua infatti una serie di misure di mitigazione del rischio che il Cas dovrà mettere in campo in tempi molto più brevi. Il termine indicato dal Mit è il 3 ottobre.

La posta in gioc  non riguarda soltanto la gestione del concessionario. Il procedimento avviato dal ministero per la revoca della concessione rende infatti il futuro di Autostrade Siciliane uno dei dossier infrastrutturali più delicati dell’Isola. La questione è ora anche al centro dell’attività parlamentare regionale.

Guard rail A18 e A20, perché la velocità a 90 km/h non basta

Uno dei punti più critici riguarda i guard rail. Secondo la relazione ministeriale, numerose barriere presenti sulla rete sono ancora quelle di primo impianto e non garantiscono gli standard di sicurezza oggi richiesti. Il Cas ha proposto alcune misure temporanee per ridurre il rischio in attesa della sostituzione delle barriere. Tra queste figura la riduzione del limite di velocità a 90 chilometri orari, oltre all'installazione di bande rumorose e alla riduzione delle corsie.

Per Migliorino, però, la sola diminuzione della velocità non sarebbe sufficiente soprattutto in presenza dei mezzi pesanti. La relazione evidenzia infatti che un autoarticolato che perda il controllo già a velocità comprese tra 70 e 80 chilometri orari può sviluppare un'energia superiore a quella che le vecchie barriere sarebbero in grado di contenere. Tra le misure indicate dall'ispettore c'è quindi anche il divieto di sorpasso tra i mezzi pesanti, una distanza minima di 200 metri tra i singoli veicoli e un limite di 60 chilometri orari per i mezzi con massa superiore a 7,5 tonnellate.

Sicurezza autostrade siciliane, 18 milioni per le misure urgenti

C'è poi il capitolo dei costi. Il Cas aveva stimato in circa 36 mila euro per chilometro le risorse necessarie per le misure di mitigazione. La valutazione ministeriale porta però il conto a 48.600 euro per chilometro, considerando anche le somme a disposizione della stazione appaltante. Applicando il costo ai circa 370 chilometri complessivi della A18 e della A20, la spesa arriva a circa 18 milioni di euro soltanto per questi interventi.

Si tratta però di una parte del conto complessivo. La documentazione ministeriale indica infatti in 32,5 milioni di euro la necessità finanziaria complessiva per gli interventi di mitigazione del rischio da mettere in campo nell'immediato. È su questa cifra che si è concentrato anche il confronto tra il Cas e la Regione nelle ultime settimane.

Gallerie A20, riflettori puntati sugli imbocchi e sulla San Biagio

Non ci sono soltanto le barriere. Un capitolo particolarmente delicato riguarda le gallerie della A20, dove il ministero ha rilevato condizioni di degrado che richiedono verifiche e interventi. Nel mirino ci sono soprattutto gli imbocchi, per i quali sono state indicate operazioni di controllo e messa in sicurezza attraverso reti e sistemi di ancoraggio. Tra i casi citati nella relazione c'è la galleria San Biagio, in direzione Messina, già interessata da una chiusura per le condizioni di ammaloramento.

La situazione è resa ancora più delicata dalla presenza del doppio senso di circolazione nella carreggiata rimasta operativa. Secondo la relazione, questa configurazione può generare ulteriori rischi per il traffico.

Sotto osservazione sono finiti anche alcuni interventi collegati ai lavori ferroviari del Ponte sullo Stretto, con particolare riferimento agli svincoli temporanei di Nizza di Sicilia e Sant'Alessio. La relazione ministeriale ha evidenziato criticità nella configurazione progettata in corrispondenza delle corsie di accelerazione rispetto alle condizioni strutturali dei viadotti.

A18 e A20, il conto per l'adeguamento arriva a 5,5 miliardi

Il dato più impressionante resta però quello relativo agli interventi definitivi. Per riportare le infrastrutture a condizioni strutturali e funzionali adeguate, la stima arriva a 5,5 miliardi di euro. La cifra dovrebbe essere finanziata in un arco temporale di circa dieci anni. Nel frattempo, però, il ministero ha chiesto al gestore di intervenire sulle situazioni più urgenti.

La nota inviata al Cas stabilisce che gli interventi di mitigazione devono essere avviati entro il 3 ottobre 2026. Il ministero ha inoltre chiesto al Consorzio una riorganizzazione della propria struttura, con un rafforzamento delle risorse umane, tecniche e finanziarie necessarie per affrontare sia le misure immediate sia il programma di adeguamento definitivo.

In assenza degli interventi indicati, il quadro delineato dal Mit contempla anche la possibilità di una totale interdizione al traffico delle autostrade interessate. Non significa che oggi sia stata disposta la chiusura, ma che il ministero ha indicato espressamente questa eventualità qualora non vengano garantite condizioni adeguate di sicurezza.

Ars, oggi l'audizione sul futuro del Cas

Il dossier arriva oggi, 23 settembre, anche all'Assemblea regionale siciliana. La IV Commissione Ambiente, territorio e mobilità ha infatti in programma l'audizione relativa al procedimento di revoca della concessione del Consorzio per le Autostrade Siciliane e allo stato di consistenza delle infrastrutture ai fini della sicurezza e della funzionalità della circolazione. La discussione coinvolge quindi direttamente il vertice del Cas e il governo regionale, chiamati a confrontarsi con le prescrizioni arrivate dal ministero e con la necessità di reperire risorse e accelerare gli interventi.

Sul piano politico il dossier ha già provocato reazioni differenti. Da una parte c'è chi chiede un cambio radicale nella gestione del Consorzio, dall'altra il governo regionale rivendica le risorse messe a disposizione e l'impegno per evitare l'interruzione della circolazione.

Regione, 253 milioni per A18 e A20: “Presto le gare”

Il 21 settembre il presidente della Regione Renato Schifani e l'assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò hanno incontrato a Palazzo d'Orléans i rappresentanti dei Comuni e degli uffici del Genio civile delle province di Messina e Palermo.

Al centro del confronto c'erano proprio le condizioni della A20 e gli interventi necessari per migliorarne sicurezza e funzionalità. La Regione ha confermato uno stanziamento di 253 milioni di euro attraverso il Fondo sviluppo e coesione, destinato a interventi sulle autostrade A18 e A20.

Secondo Palazzo d'Orléans, le procedure di gara per alcuni degli interventi dovrebbero partire nei prossimi giorni. Schifani ha inoltre assicurato che seguirà direttamente l'iter degli affidamenti, mentre Aricò ha spiegato che gli uffici regionali stanno lavorando per avviare i primi bandi e individuare ulteriori risorse necessarie a completare il programma.

Il nodo, adesso, è soprattutto quello dei tempi. Il 3 ottobre si avvicina, mentre sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo resta aperta una partita che vale miliardi di euro e che riguarda direttamente la sicurezza di chi ogni giorno percorre le autostrade siciliane.

 

di Simone Olivelli

risuser

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy