Per nove giorni l’Etna ha tenuto alta l’attenzione della Sicilia orientale, con attività esplosiva, fontane di lava e nubi di cenere capaci di condizionare anche il traffico aereo. Nella giornata di ieri, però, il vulcano ha mostrato una temporanea attenuazione e l’aeroporto di Catania è tornato operativo dopo le restrizioni imposte dalla presenza della cenere nello spazio aereo.
La situazione resta comunque in evoluzione. L’ultimo VONA dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, emesso il 9 settembre, segnalava ancora emissione di cenere e aveva portato il codice di allerta per l’aviazione a rosso. Successivamente il livello è sceso ad arancione e Fontanarossa ha ripreso le operazioni, ma gli esperti continuano a monitorare costantemente il vulcano.
Il quadro di oggi, dunque, non è quello di un’Etna tornato completamente tranquillo. La variabilità dell’attività e la possibilità di nuove emissioni rendono necessario mantenere alta l’attenzione, soprattutto per quanto riguarda la presenza di cenere in atmosfera.
Etna, attività esplosiva e cenere: cosa è successo
La fase più recente dell’attività ha interessato soprattutto i crateri sommitali, con particolare attenzione alla Voragine e al Cratere di Nord-Est. Le emissioni di cenere hanno raggiunto l’atmosfera e, in alcuni momenti, i venti hanno spinto la nube verso sud e sud-est, provocando ricadute anche sulle aree abitate. La situazione ha avuto conseguenze dirette sullo scalo di Fontanarossa. Nelle ore più critiche sono stati cancellati o dirottati numerosi voli, mentre sono state introdotte limitazioni agli arrivi in funzione della posizione della nube vulcanica.
Ieri, dopo la riduzione dell’attività e il passaggio del livello di allerta da rosso ad arancione, l’aeroporto di Catania ha ricevuto il via libera alla riapertura. La società di gestione SAC ha comunque invitato i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo, considerati i tempi necessari per riportare lo scalo alla piena normalità.
Il monitoraggio dell’INGV resta continuo
L’Etna viene controllato 24 ore su 24 dall’Osservatorio Etneo dell’INGV attraverso una rete di strumenti che rilevano attività sismica, tremore vulcanico, deformazioni del suolo, attività infrasonica e variazioni termiche. I dati vengono trasmessi agli organismi competenti secondo procedure definite con la Protezione civile.
L’ultimo bollettino settimanale disponibile è quello dell’8 settembre. A questo si sono aggiunti i successivi aggiornamenti VONA, che fotografano in maniera più ravvicinata l’evoluzione dell’attività e soprattutto l’eventuale presenza di cenere con possibili conseguenze sull’aviazione. È proprio questa differenza temporale a rendere importante seguire gli aggiornamenti in tempo reale: l’attività dell’Etna può cambiare rapidamente, facendo variare anche il livello di allerta per il traffico aereo.
Cosa può succedere nelle prossime ore
Gli scenari sull’Etna non consentono di escludere una nuova intensificazione dell’attività. Il vulcano può passare da fasi di relativa tranquillità a episodi esplosivi più energetici in tempi brevi. Tra gli elementi osservati dagli esperti ci sono soprattutto le emissioni di cenere dai crateri sommitali, l’eventuale incremento del tremore e dell’attività infrasonica e qualsiasi variazione significativa dei parametri registrati dalle reti di monitoraggio.
La presenza di cenere rappresenta l’aspetto più delicato anche per l’aviazione. Non è quindi sufficiente osservare l’assenza di una grande eruzione: a determinare eventuali limitazioni ai voli è soprattutto la posizione e la consistenza della nube vulcanica rispetto alle rotte e allo spazio aereo dello scalo.
Aeroporto di Catania, situazione in miglioramento ma attenzione alta
Fontanarossa è tornato operativo dopo le pesanti conseguenze provocate dalla nube di cenere. Nelle ore precedenti, invece, la situazione aveva raggiunto livelli critici, con numerosi voli coinvolti tra cancellazioni e dirottamenti. La riapertura non significa però che il problema sia definitivamente superato. Venti e direzione della nube restano fattori decisivi per l’operatività dell’aeroporto. Per questo eventuali nuovi episodi di emissione potrebbero determinare altre restrizioni, soprattutto se la cenere dovesse dirigersi verso lo spazio aereo interessato dalle operazioni di Fontanarossa.
Etna, una situazione ancora da seguire
L’Etna continua dunque a vivere una fase di particolare dinamismo. Dopo settimane caratterizzate da episodi eruttivi e frequenti variazioni dei livelli di allerta, anche la giornata di oggi sarà seguita con attenzione dagli esperti. Il dato più importante è che l’attività vulcanica non può essere considerata conclusa. L’ultimo VONA disponibile resta quello del 9 settembre e indica emissione di cenere, mentre il monitoraggio dell’INGV prosegue senza interruzioni.
Per la Sicilia orientale significa continuare a fare i conti con un vulcano che, ancora una volta, dimostra quanto rapidamente possa cambiare scenario: dalla cenere sui centri abitati alle ripercussioni sui voli, con un equilibrio che può modificarsi nel giro di poche ore.
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