fbpx

Gela riparte dal suo lungomare ma ora c’è il problema traffico

Gela riparte dal suo lungomare ma ora c’è il problema traffico

Gela riparte dal suo lungomare ma ora c’è il problema traffico

GELA (CL) – Ristoranti che si allungano sulla strada, circolazione a doppio senso e auto in sosta. Un mix che ha prodotto un’inconfondibile pizza al sapore di… smog.

Il lungomare cittadino è tornato a rianimarsi grazie alle riaperture post pandemia e alla delibera approvata dal Consiglio comunale per favorire lo sviluppo economico della categoria dei ristoratori. Ciò che è mancato, però, sono state tempistiche adeguate e una corretta organizzazione.

A quasi due mesi dall’approvazione della delibera, infatti, le esigenze dei commercianti si sono scontrate con la gestione della viabilità e in questo modo le pedane dei locali hanno inevitabilmente ridotto la carreggiata stradale, rallentando lo scorrere della viabilità. Una condizione che ha sollevato le proteste di cittadini, residenti e gruppi politici.

Le norme prevedono un limite minimo di larghezza delle corsie di marcia. Come si legge nel Codice della strada, infatti, la larghezza deve essere scelta tra i moduli 2,75 m, 3 m, 3,25 m, 3,5 m, 3,75 m, riducibili a 2,5 m negli attestamenti delle intersezioni urbane (purché la corsia non sia percorsa dal trasporto pubblico o dal traffico pesante).

A Gela, però, su un lato del lungomare i marciapiedi non esistono più perché sono occupati dalle pedane. Non possono circolare agevolmente i portatori di handicap, ma possono usare l’altro lato dove però sono parcheggiate le auto. Anche la carreggiata si è ristretta notevolmente, il che significa che le auto che circolano nei due sensi devono adottare il senso unico alternato per potere avanzare. Facile immaginare cosa succeda quando arriva un’ambulanza a sirene spiegate o i mezzi ingombranti dei vigili del fuoco.

Caso paradossale è poi quello che si verifica in una parte del Lungomare dove è stata concessa la possibilità di allocare i tavoli a ridosso di un ufficio comunale in cui è previsto anche il transito di materiali in uscita durante le ore di lavoro e a volte anche durante quelle di straordinario. In pratica, i dipendenti per tirare fuori i loro mezzi di lavoro devono chiedere il permesso o chiedere scusa agli avventori. Insomma, i tavoli ingombrano anche gli spazi degli uffici pubblici.

“L’Amministrazione – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico, Terenziano Di Stefano - senza attendere i decreti nazionali e regionali, anzi anticipandoli, ha istituito il nuovo asse stradale prevedendo l’occupazione gratuita del suolo pubblico già nella data del 4 maggio, al fine di provare ad alleggerire i ristoratori dal peso enorme creato dal blocco forzato delle attività. Nella stessa ottica di una ripartenza, l’Amministrazione ha previsto entro il 21 giugno l’istituzione della Ztl e la data coincide con la cessazione del coprifuoco. La delibera di giunta, infatti, è già stata predisposta e prevede la modifica dell’orario, che partirà dalle 19 fino alle ore 2. Il tutto, e non lo dico con il timore di apparire retorico, avendo a cuore la ripartenza di una città sprofondata nelle sabbie mobili del blocco forzato. Il resto è solo polemica sterile”.

risuser

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi