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Ponte sullo Stretto, immobili e terreni inseriti nel piano espropri

Ponte sullo Stretto, immobili e terreni inseriti nel piano espropri

Ponte sullo Stretto, immobili e terreni inseriti nel piano espropri

L’annuncio della società Stretto di Messina Spa per la pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento per gli espropri tra Messina e Villa San Giovanni. Sembra opportuno fare chiarezza su tempistiche e modalità che in queste ore stanno animando la polemica tra comitati no ponte e favorevoli alla realizzazione della mega opera.

Ponte sullo Stretto, 1688 ditte coinvolte negli espropri

All’interno delle 1526 pagine del documento presentato dalla società presieduta dall’amministratore delegato Pietro Ciucci, è possibile ritrovare tutti gli immobili o i terreni di vario genere inseriti nel piano espropri. La tabella si diversifica per una suddivisione in Dati Catastali, Titolo Aree da Espropriare e Altri Titoli. Le ditte coinvolte nel piano espropri risultano essere 1688.

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Da una analisi approfondita emerge come sia subito opportuno fare dei distinguo rispetto a quello che sarà il procedimento che riguarderà non solo la punta nord orientale della Sicilia e l’area calabra, ma anche alcuni comuni della provincia di Messina [5] come Saponara, Torregrotta, Valdina, Venetico e Villafranca.

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Ponte sullo Stretto, espropri e asservimento

Il piano si diversifica infatti per due modalità di azione principali: gli espropri e l’asservimento. Nel caso in cui l’immobile o il terreno risulteranno essere oggetto di esproprio, significherà che la Stretto di Messina Spa diventerà proprietaria di quell’area perché lì ricadranno le fondamenta dei piloni del ponte o il passaggio dei binari della ferrovia o la realizzazione di opere definitive.

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Quell’area, che riceverà dunque un indennizzo pieno poiché non più nel possesso del proprietario originario, potrà essere espropriata anche nel caso in cui dovessero essere realizzate delle opere compensative.

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Caso diverso se si parla invece di asservimento dell’area, come previsto dal progetto approvato dalla Stretto di Messina Spa. In questa situazione le aree asservite lo saranno solo per il tempo necessario al completamento delle opere su quella precisa porzione di terreno. Per il “disturbo” arrecato dai cantieri, che potrebbero durare anche anni in un determinato punto – occorre precisarlo -, il proprietario attuale non dovrà rinunciare al proprio bene ma sarà forzatamente costretto a “prestarlo” dietro il pagamento di un indennizzo parziale. In queste aree potranno per esempio sorgere aree funzionali per la realizzazione dei cantieri.

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Ponte sullo Stretto, i passaggi spiegati nel dettaglio

Nel dettaglio della tabella è spiegato, caso per caso e nome per nome, anche cosa ricadrà al posto dell’abitazione o del terreno espropriati: dal passaggio di una strada alla collocazione dei piloni fino ai metriquadri interessati dall’esproprio.

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Se invece il dato è inserito nelle colonne di Altri titoli, le opzioni sono diverse incentrate sull’asservimento del bene, ovvero una limitazione temporanea per il suo utilizzo insieme a delle clausole che lo obbligano a non intervenire privatamente in futuro sull’area oggetto di cantiere. Una precisazione dovuta al passaggio sotterraneo di opere idrauliche o di altro genere, per esempio.

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Ponte sullo Stretto, sessanta giorni di tempo per visionare gli elaborati

Tutti i proprietari interessati da questi procedimenti di esproprio, a partire da oggi, 8 aprile, avranno comunque sessanta giorni di tempo per prendere visione degli elaborati e fornire le eventuali riscontri negativi.

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In attesa del pronunciamento vincolante da parte del CIPESS, l’organismo interministeriale che si occupa di approvare i progetti del Programma delle Infrastrutture Strategiche per il Paese, l’iter progettuale va dunque avanti.

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Nei 90 giorni di tempo a disposizione del ministero per rispondere nel merito, la Stretto di Messina ha deciso di procedere con la contestuale apertura di due infopoint tra Messina e Villa San Giovanni, che in entrambi i casi saranno inaugurati lunedì pomeriggio.

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Solo nel momento in cui verrà dichiarata la pubblica utilità dell’opera, quindi con l’ok da parte del CIPESS, si procederà con la comunicazione di esproprio a tutti i soggetti direttamente coinvolti e che potranno fornire ogni elemento utile per la valutazione del valore del proprio bene. Nel caso in cui la procedura bonaria consentirà di trovare un accordo tra le parti, si andrà poi agli step successivi.

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