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Quali sono i problemi più gravi della Sicilia

Quali sono i problemi più gravi della Sicilia

Sui gravi problemi della Sicilia e sui politici regionali incapaci di affrontarli, abbiamo sentito Carlo Alberto Tregua, presidente della Fondazione Etica e Valori "Marilù Tregua". La prima parte dell'intervista puoi trovarla qui.

Quali sono secondo lei i problemi più gravi della Sicilia e quali le possibili soluzioni?
«Vi è un problema di metodo: se la macchina pubblica non funziona, se la burocrazia non fa il proprio dovere, il proprio lavoro con efficienza e con efficacia, se non esegue l’indirizzo politico con puntualità, è chiaro che qualunque buona iniziativa della giunta regionale o dei sindaci si infrange contro questa barriera di burocrati pubblici che evidentemente tengono più a tenere le carte in regola che a risolvere i problemi e raggiungere risultati. Poi nella questione di merito c’è quella del disastro idrogeologico e quello della fragilità del nostro territorio, che se dovesse subire un cataclisma quale il terremoto che si attende purtroppo in questo secolo, senza essere stati preparati, senza avere ristrutturato gli immobili con criteri antisismici, senza avere preparati quei piani della protezione civile articolati in tanti aspetti… se tutto questo non dovesse verificarsi, per la Sicilia sarebbe un disastro molto maggiore dei terremoti che si sono verificati questi giorni. Il terzo problema grave della Sicilia è l’esistenza dei privilegiati. In Sicilia ci sono 100.000 privilegiati che prendono stipendi, anche abbastanza elevati, ingiustificati, perché non producono niente. Gente che non lavora o che non lavora per risultati che percepisce questi stipendi e naturalmente tante altre indennità come rimborsi spese, etc - mi riferisco ai deputati regionali, agli assessori regionali e comunali, ai dirigenti regionali e comunali, ai dipendenti regionali che prendono un terzo di stipendio in più dei loro colleghi statali, a tante aziende che prendono appalti senza bandi di gara, e quindi la situazione è difficile, ma l’elenco sarebbe lungo - ma non è il momento di fare elenchi: è tempo di trovare soluzioni«.
Quale idea si è fatto dell’attuale classe politica regionale?
«Implicitamente ho già risposto. E’ una classe politica scelta con criteri di favoritismo e di clientelismo. Chi vota, i cittadini - e non sono tutti cittadini per bene - non cercano di capire se quel candidato è bravo e onesto perchP ha fatto delle cose buone: non è così. I cittadini votano perché glielo consiglia l’amico, il parente o altre persone, quindi non vi è una vera e propria selezione del personale politico, con la conseguenza che abbiamo dei rappresentanti istituzionali che non sono assolutamente all’altezza della situazione. La prova è evidente: la situazione della Sicilia sotto il profilo socio-economico è disastrosa. Se i responsabili delle istituzioni fossero state persone capaci, la Sicilia non si sarebbe trovata in queste condizioni. E’ una considerazione matematica».

andrea salomone

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