Caro carburanti in Sicilia, a Pantelleria diesel a 2,90 euro: allarme per le imprese

Caro carburanti in Sicilia, a Pantelleria diesel a 2,90 euro: allarme per le imprese

Caro carburanti in Sicilia, a Pantelleria diesel a 2,90 euro: allarme per le imprese

Quasi 2,90 euro per un litro di diesel. È il prezzo che può arrivare a pagare chi fa rifornimento a Pantelleria, dove il costo dei carburanti torna a mettere in evidenza uno dei problemi strutturali dell’economia siciliana: quello dei maggiori costi legati all’insularità.

Sull’isola trapanese la benzina oscilla tra 2,589 e 2,789 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,899 euro. Numeri che rendono ancora più evidente la distanza rispetto ai valori medi nazionali e che preoccupano soprattutto le imprese costrette a sostenere costi elevati per trasportare merci, materie prime e prodotti.

Il quadro resta particolarmente pesante anche considerando che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiorna quotidianamente i prezzi medi dei carburanti. L’ultimo aggiornamento disponibile alla data dell’8 settembre conferma un livello nazionale ancora molto elevato: sulla rete autostradale, ad esempio, il gasolio self è a 2,239 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,140 euro.

Pantelleria, il pieno diventa un costo per l’economia

Il problema non riguarda soltanto gli automobilisti. In una realtà insulare come Pantelleria, e più in generale in una Sicilia fortemente dipendente dal trasporto su gomma, il prezzo del carburante entra direttamente nei bilanci delle aziende.

La CNA Trapani ha lanciato l’allarme sottolineando come il caro carburante si sommi a costi logistici già elevati e a infrastrutture che continuano a penalizzare la competitività dell’Isola. A essere maggiormente esposte sono soprattutto le imprese agricole e quelle dell’autotrasporto, ma le conseguenze possono estendersi all’intero sistema produttivo. Il meccanismo è semplice: se aumentano i costi per portare le materie prime nelle aziende e per trasferire i prodotti verso i mercati di destinazione, cresce anche il costo complessivo della produzione e della distribuzione. È una spirale che rischia di pesare ulteriormente su un'economia già condizionata dalla distanza dai principali mercati nazionali.

Sicilia, il peso della condizione insulare

La denuncia della CNA Trapani si inserisce proprio in questo contesto. Secondo l’associazione, logistica e infrastrutture insufficienti rappresentano già un freno per le imprese siciliane. Il carburante particolarmente caro aggiunge un ulteriore elemento di svantaggio. Francesco Cicala e Giuseppe Orlando, segretario e presidente della CNA Trapani, evidenziano in particolare le difficoltà delle aziende che devono affidarsi al trasporto su gomma anche a causa delle criticità della rete ferroviaria e dei collegamenti portuali. Il costo del carburante finisce così per incidere sia sulle materie prime in ingresso sia sulla distribuzione delle merci verso il resto d’Italia. Il rischio, secondo la rappresentanza degli artigiani e delle piccole imprese, è quello di compromettere ulteriormente la tenuta del sistema produttivo siciliano.

Il confronto con Malta: 56 euro in meno per un pieno

A rendere ancora più forte la denuncia è il confronto con Malta. Secondo la CNA Trapani, per un pieno da 60 litri di gasolio nell’isola mediterranea si spendono circa 56 euro in meno rispetto all’Italia, una differenza indicata nell’ordine del 44%. Un paragone che, per la CNA, rende evidente quanto la condizione insulare possa trasformarsi in uno svantaggio economico quando ai costi logistici si sommano quelli energetici. L’associazione considera quindi insufficienti le misure finora adottate a livello nazionale e chiede che venga riconosciuta in maniera più concreta la specificità della Sicilia.

La richiesta della CNA: Regione e Governo intervengano

Da qui l’appello rivolto alla Regione Siciliana, chiamata a intervenire nei confronti del Governo nazionale per ottenere misure capaci di compensare almeno in parte i maggiori costi sostenuti dalle imprese dell’Isola. La richiesta arriva mentre il mercato dei carburanti resta sotto osservazione e il MIMIT continua a pubblicare quotidianamente i prezzi praticati dai distributori e le relative medie nazionali e regionali.

Il nodo, dunque, non è soltanto quello del prezzo alla pompa. Per la Sicilia il caro carburanti diventa anche una questione di competitività delle imprese, costo delle merci e capacità di collegarsi ai mercati. E proprio Pantelleria, con il diesel che arriva a sfiorare i 2,90 euro al litro, rappresenta il caso più evidente di un problema che per il sistema produttivo siciliano rischia di diventare sempre più difficile da sostenere.

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