Carburanti, prezzi ancora in salita: benzina oltre 2 euro e diesel più caro in Sicilia

Carburanti, prezzi ancora in salita: benzina oltre 2 euro e diesel più caro in Sicilia

Carburanti, prezzi ancora in salita: benzina oltre 2 euro e diesel più caro in Sicilia

Il pieno continua a pesare sulle tasche degli automobilisti e, dopo settimane di rincari, i prezzi dei carburanti tornano a salire leggermente. Il dato arriva dall’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, che fotografa una situazione ancora lontana dai livelli dello scorso anno.

Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self è arrivato a 2,017 euro al litro per la benzina e a 2,137 euro per il gasolio. Ancora più elevati i valori registrati in autostrada, dove il self service costa mediamente 2,092 euro al litro per la benzina e 2,208 euro per il diesel.

Prezzi carburanti in Sicilia: diesel a 2,154 euro

La Sicilia si mantiene sopra la media nazionale per il prezzo del gasolio. Secondo gli ultimi dati disponibili, il diesel in modalità self arriva a 2,154 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,028 euro. Per gli altri carburanti, il Gpl servito viene indicato a 0,799 euro al litro e il metano servito a 1,881 euro. Numeri che arrivano proprio mentre il governo si prepara a intervenire nuovamente sul caro carburanti.

Caro carburanti, il governo prepara una nuova proroga

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per oggi, mercoledì 26 agosto, un Consiglio dei ministri dedicato al caro carburanti. Al confronto partecipano anche i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Sul tavolo c’è innanzitutto una misura ponte, destinata a prorogare per alcuni giorni gli interventi già in vigore e a consentire all’esecutivo di mettere a punto una soluzione più strutturale. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Chigi è concentrare maggiormente gli aiuti sulle fasce di reddito più deboli, rendendo quindi il sostegno più selettivo rispetto agli interventi generalizzati.

Salvini ha confermato la linea: “Faremo un Consiglio dei ministri, intanto prorogheremo lo sconto diesel”. Il vicepremier ha però sottolineato la necessità di un intervento più duraturo, spiegando che serviranno risorse da individuare.

Anche Lupi ha ribadito la necessità di andare oltre le proroghe. L’intervento immediato dovrebbe quindi servire a guadagnare tempo per arrivare a una misura strutturale contro il caro carburanti, senza limitarsi a inseguire gli aumenti delle accise. Resta, naturalmente, il problema delle coperture finanziarie.

Confesercenti: in estate 1,8 miliardi in più per i rifornimenti

A misurare l'impatto dei rincari è anche Confesercenti. Secondo una stima dell’Ufficio economico dell’associazione, tra luglio e agosto gli italiani spenderanno fino a 1,8 miliardi di euro in più per i rifornimenti rispetto alla stessa estate del 2025, a parità di consumi. Nel complesso, la spesa per fare rifornimento nei due mesi estivi risulta superiore del 21% rispetto allo scorso anno. Il confronto rende evidente la differenza: nell’estate 2025 la benzina costava mediamente circa 1,70 euro al litro, mentre il gasolio si attestava intorno a 1,63 euro. Oggi la benzina viaggia intorno ai 2 euro e il diesel ha superato questa soglia.

Benzina e diesel, quanto sono aumentati dall'estate scorsa

Dal 4 luglio, con la scadenza del precedente intervento sulle accise, i prezzi alla pompa hanno ripreso a crescere. Nel frattempo, le tensioni internazionali sul mercato del petrolio hanno contribuito a mantenere elevata la volatilità. Secondo Confesercenti, da allora la benzina è aumentata del 10,8% e il gasolio del 12,4%. Il solo effetto della risalita dei prezzi avrebbe prodotto un aggravio di circa 780 milioni di euro nei due mesi estivi.

Il precedente taglio delle accise ha invece consentito, tra luglio e agosto, di ridurre la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro, con un beneficio concentrato soprattutto sul diesel. Per un pieno da 50 litri, senza l’intervento, il costo sarebbe stato superiore di circa 8,50 euro. La benzina, invece, non è più rientrata nel provvedimento dall’inizio di luglio.

Il rischio per turismo e inflazione

La nuova proroga viene quindi considerata positiva da Confesercenti, soprattutto alla vigilia del controesodo e di un mese di settembre che si preannuncia ancora importante per il turismo. Secondo l’associazione, sono attesi almeno 15 milioni di turisti, mentre l’aumento dei carburanti rischia di incidere non soltanto sui viaggiatori ma sull’intera economia, attraverso il trasferimento dei maggiori costi su imprese, trasporti e consumi. “Il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. Per l’associazione serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli effetti delle oscillazioni dei prezzi e limitare nuove pressioni inflazionistiche.

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