La manovra di variazione di bilancio della Regione Siciliana si allarga ancora. Il governo Schifani ha messo sul tavolo altri 150 milioni di euro, arrivati grazie al riconoscimento di nuove spettanze da parte dello Stato e del ministero dell’Economia e delle Finanze. Le risorse sono state inserite negli emendamenti depositati all’Ars e si aggiungono agli interventi già previsti dal disegno di legge. Il provvedimento, che porta il numero 1200, è ancora all’esame dell’Assemblea regionale siciliana. La Commissione Bilancio ha proseguito nei giorni scorsi l’esame del testo, mentre il passaggio in Aula si annuncia tutt’altro che semplice. La nuova dotazione finanziaria riguarda imprese, lavoro, agricoltura, servizi, sanità, scuola e giovani. Il presidente della Regione Renato Schifani ha rivendicato la scelta di utilizzare le nuove risorse per sostenere il sistema produttivo e i settori maggiormente esposti all'aumento dei costi.
Ma sul provvedimento resta aperto lo scontro politico. Il punto più delicato è il Fondo per gli investimenti territoriali, il Fit, sul quale l'opposizione ha concentrato le proprie critiche.
Variazioni di bilancio, altri 150 milioni per la Sicilia
L'ultima integrazione cambia ancora una volta le dimensioni della manovra. I 150 milioni aggiuntivi sono stati depositati dal governo regionale il 5 ottobre, dopo il riconoscimento di nuove spettanze alla Regione. Una parte consistente delle risorse riguarda l'agricoltura. Sono previsti 20 milioni per il comparto del grano, 19 milioni per le cantine sociali e 10 milioni per il gasolio agricolo, oltre a 10 milioni destinati alla distillazione straordinaria. Ci sono poi 30 milioni destinati al contrasto del caro carburante, con interventi per il trasporto non di linea, autobus, taxi, agricoltura e pesca. Altri fondi riguardano il sistema idrico, la sanità e le scuole.
Il governo punta inoltre a rafforzare gli incentivi alle assunzioni. Gli emendamenti ampliano la platea dei beneficiari degli aiuti alla decontribuzione e portano il contributo per le nuove assunzioni dal 10 al 20 per cento, con una maggiorazione al 25 per cento per chi assume giovani.
Lo scontro politico si concentra sul Fit
È però il Fondo per gli investimenti territoriali a rappresentare uno dei principali terreni di scontro. Il Fit vale circa 50 milioni di euro ed è destinato a finanziare interventi realizzati da enti locali ed enti ecclesiastici. Le risorse possono essere utilizzate per opere e iniziative di carattere sportivo, socioassistenziale, economico, sociosanitario, culturale e scolastico. Gli importi previsti per i singoli interventi vanno da 50 mila euro fino a un milione di euro.
L'opposizione contesta soprattutto il meccanismo di assegnazione delle risorse e considera il fondo una riproposizione delle cosiddette “mancette” territoriali. La maggioranza, invece, lo presenta come uno strumento per finanziare interventi concreti nei territori.
Il Fit dovrebbe essere definito attraverso un ordine del giorno dell'Aula. Una quota, pari al 5 per cento, dovrebbe essere riservata ai Comuni che non hanno presentato richieste. Il confronto sul fondo ha già prodotto tensioni in Commissione Bilancio e rischia di diventare uno dei nodi principali del dibattito parlamentare.
Il Movimento 5 Stelle: “È una finanziaria vera e propria”
Il Movimento 5 Stelle ha criticato duramente l'impostazione complessiva della manovra. Per i deputati pentastellati, l'arrivo di nuove risorse ha trasformato una semplice variazione di bilancio in una manovra molto più ampia. Nel mirino ci sono soprattutto le misure considerate troppo frammentarie e il sistema di distribuzione delle risorse territoriali. Nuccio Di Paola ha parlato di un testo arrivato a comprendere circa 120 articoli, anche a causa degli emendamenti presentati dallo stesso governo.
Tra le norme contestate dal M5S c'è anche quella relativa al contributo destinato ai giovani studenti. Di Paola l'ha definita una misura che rischierebbe di non trovare concreta applicazione. Il giudizio dell'opposizione è netto: secondo i Cinque Stelle, diverse norme approvate negli ultimi mesi sarebbero rimaste prive di una reale attuazione e la nuova manovra rischierebbe di riproporre lo stesso problema.
Fit e “mancette”, l'accusa dell'opposizione
Ancora più duro il capogruppo del M5S all'Ars, Antonio De Luca, che ha definito il meccanismo delle risorse territoriali come un sistema da superare. La proposta dei pentastellati era quella di eliminare il Fit e destinare le somme a interventi più strutturali. L'obiettivo dichiarato era concentrare le risorse su emergenze considerate prioritarie, dalla sanità alla scuola fino al sostegno alle famiglie.
La proposta non è stata accolta e il confronto si sposterà quindi in Aula. La partita potrebbe diventare particolarmente delicata al momento del voto sui singoli articoli e sugli emendamenti, soprattutto se l'opposizione dovesse ricorrere anche al voto segreto.
Sanità, scuole e ambiente: le proposte dell'opposizione
Il M5S ha contestato anche la bocciatura di diversi emendamenti presentati in Commissione. Roberta Schillaci ha ricordato le proposte relative alla prevenzione degli incendi, al potenziamento dei mezzi per lo spegnimento dei roghi, ai libri scolastici per le famiglie meno abbienti, alle borse di studio per le specializzazioni mediche e al reddito di libertà per le donne vittime di violenza. Alcune misure sono state respinte, mentre sono rimaste risorse per l'efficientamento energetico e la riforestazione, ma con importi inferiori rispetto a quelli inizialmente proposti dall'opposizione.
Sul fronte sanitario, Lidia Adorno ha contestato inoltre la scelta di destinare risorse all'aumento delle indennità dei presidenti dei Liberi consorzi mentre, secondo il M5S, non sarebbero state accolte proposte per assumere medici specializzati nelle Case e negli ospedali di comunità. Un'altra critica riguarda l'efficientamento energetico delle scuole e la mancata previsione, secondo l'opposizione, di interventi sufficienti per l'installazione di impianti fotovoltaici.
Arpa, risorse per evitare la paralisi dell'Agenzia
Tra i dossier che hanno trovato spazio nella manovra c'è anche quello dell'Arpa Sicilia. Il problema riguarda oltre 90 lavoratori con contratti in scadenza e il rischio di una forte riduzione del personale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Il Pd ha seguito da vicino la vicenda. Il deputato Mario Giambona ha spiegato che, dopo l'emendamento che sblocca le assunzioni, nelle tabelle della manovra è stata inserita anche la relativa copertura finanziaria. Le risorse previste ammontano a 1,1 milioni di euro per il 2026 e 6,4 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
Per Giambona, però, il problema non riguarda soltanto la copertura economica. La questione centrale resta quella della stabilizzazione del personale tecnico necessario a garantire le funzioni dell'Arpa.
Agricoltura, quasi 50 milioni nella nuova tranche
Tra i settori che beneficiano maggiormente delle nuove risorse c'è l'agricoltura. Il governo regionale ha previsto quasi 50 milioni di euro per sostenere diversi comparti. Oltre ai fondi per grano, cantine sociali e gasolio agricolo, sono previsti interventi anche per altri segmenti del settore primario. Per il comparto cerealicolo sono stati stanziati 20 milioni, con contributi collegati alle superfici coltivate a grano. L'obiettivo è compensare almeno in parte i maggiori costi di produzione e trasporto e le difficoltà legate alla condizione di insularità.
Alle cantine sociali sono invece destinati 19 milioni di euro, con contributi collegati alla superficie coltivata e vincolati anche alla sottoscrizione e al versamento di aumenti di capitale delle cooperative. Per il gasolio agricolo arrivano altri 10 milioni di euro, destinati anche alle imprese agro-meccaniche.
Forza Italia e Lega difendono le misure per l'agricoltura
La maggioranza rivendica le scelte compiute dal governo. Il capogruppo di Forza Italia all'Ars, Stefano Pellegrino, sottolinea che gli stanziamenti rappresentano una risposta alle difficoltà delle imprese agricole e dell'indotto. L'obiettivo, secondo il parlamentare, è arrivare rapidamente all'approvazione definitiva per dare certezze alle aziende.
Sulla stessa linea la Lega. Nino Germanà, senatore e segretario regionale del partito in Sicilia, ha sottolineato la presenza di risorse per grano, cantine sociali, gasolio agricolo, zootecnia, pesca e riforestazione, oltre agli interventi per Consorzi di bonifica e aziende serricole. Per la Lega, il pacchetto conferma il ruolo strategico dell'agricoltura nell'economia regionale.
Pd e Coldiretti chiedono più risorse
Il giudizio dell'opposizione sul capitolo agricolo è però molto diverso. Dario Safina, deputato regionale del Pd, considera gli stanziamenti insufficienti rispetto alle necessità del comparto.
Il punto più contestato riguarda le cantine sociali: 19 milioni contro i 50 milioni richiesti dal Pd. Una differenza che, secondo Safina, dovrebbe essere recuperata durante l'esame della manovra in Aula. Anche per il grano la distanza tra richieste e risorse disponibili resta ampia. Il Pd sostiene che sarebbero necessari 50 milioni, mentre il governo ne ha stanziati 20. La battaglia parlamentare, quindi, non riguarda soltanto la quantità complessiva delle risorse. Al centro c'è soprattutto come distribuire i fondi e quali settori debbano avere la priorità.
La manovra arriva all'Aula tra maggioranza e opposizione
Il disegno di legge sulle variazioni di bilancio è ancora in discussione all'Ars. La Commissione Bilancio ha proseguito l'esame del testo anche il 6 ottobre, mentre il passaggio successivo sarà quello dell'Aula. Il governo punta a chiudere rapidamente una partita che coinvolge centinaia di milioni di euro e numerosi settori dell'economia siciliana. L'opposizione, invece, prepara una battaglia sulle singole norme e soprattutto sul Fit.
La nuova dotazione da 150 milioni di euro rende ancora più importante il voto finale. Da una parte ci sono le misure per agricoltura, imprese, lavoro, sanità, acqua e scuola; dall'altra resta aperto il confronto sulla destinazione delle risorse territoriali. Sarà dunque il passaggio in Aula a stabilire quanto della manovra riuscirà effettivamente a trasformarsi in interventi concreti per cittadini, imprese e territori siciliani.
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