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Assegno unico, in Sicilia richieste in aumento

Assegno unico, in Sicilia richieste in aumento

Assegno unico, in Sicilia richieste in aumento

Nei primi otto mesi del 2023, in Sicilia sono stati più di 10 mila i figli per i quali è stato richiesto l’assegno unico universale (Auu), il sostegno al reddito che dal 2022 ha sostituito i vecchi assegni familiari.

Secondo i dati resi noti dall’Inps, per gli oltre 720 mila bambini e ragazzi a cui spetta il contributo, è anche aumentato l’importo medio mensile per figlio, passando dai 162 euro del dicembre 2022 ai 176 euro di agosto 2023. In tal modo, la Sicilia continua ad essere la seconda regione tra quelle italiane, dopo la Calabria, per consistenza dell’importo, ben sopra la media nazionale, che si ferma a 160 euro.

In totale, comprendendo anche i nuclei percettori del Reddito di cittadinanza, tra gennaio e agosto 2023 sono stati 894 mila i figli che hanno usufruito dell’assegno unico universale per almeno una mensilità. Per area territoriale, i beneficiari di almeno un rateo di Auu si concentrano principalmente nelle regioni del Nord, con 4,3 milioni di istanze, pari al 45% del totale; segue il Sud, con 3,5 milioni, ed il Centro a 1,8 milioni; in entrambi gli anni dall’introduzione del sostegno al reddito si riscontra la medesima distribuzione territoriale.

Stesso andamento per gli importi, ma si invertono i termini: sono le regioni del Sud a segnare gli importi maggiori, mentre gli importi minori si registrano nel Nord Italia. I figli maggiorenni interessati rappresentano una netta minoranza sul totale delle richieste, in quanto definiscono appena il 14% in termini numerici e appena l’8% in quanto a peso sulla spesa totale sostenuta. Gli importi, infatti, variano in base all’età del figlio richiedente, oltre che in riferimento al reddito familiare.

L’importo base dell’assegno per ciascun figlio minore, in assenza di maggiorazioni, nel 2023 va da un minimo di 54,10 euro, in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 43.240 euro, ad un massimo di 189,20 euro per Isee fino a 16.215 euro. Un po’ diverso il calcolo per i nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Le famiglie che includono figli minori, disabili e anziani ultrasessantenni, infatti, continueranno a percepire il reddito di cittadinanza sino al 31 dicembre 2023. In tal caso, come in passato, avviene una integrazione dell’assegno unico sul rdc, per cui viene calcolata la quota “figlio” e decurtata dall’importo originale dell’Auu, e tale differenza viene corrisposta sulla carta apposita senza soluzione di continuità.

La sospensione del rdc non comporta comunque la perdita del diritto all’assegno unico, del quale viene garantita la continuità fino al compimento del 21esimo anno da parte dei figli a carico, se sussistono i requisiti previsti dalla legge.

Per rendere il sistema ancora più agile, a partire dallo scorso settembre è stato deciso che, in occasione della nascita di un figlio, l’Inps invierà ai genitori che hanno dato il consenso a ricevere comunicazioni proattive, una e-mail per invitarli a presentare la domanda per richiedere l’assegno unico universale o per integrare il beneficio già percepito per altri figli a carico.

Per venire incontro alle famiglie che vogliano presentare una richiesta o aggiornare quella già presentata, in caso di variazioni del nucleo familiare o per modificare la modalità di pagamento, nell’area personale MyInps è stata resa disponibile una video guida sull’Auu, che utilizzando un linguaggio semplice e immediato, anticipa le indicazioni per orientare ogni genitore nella gestione autonoma della domanda con istruzioni personalizzate sulle integrazioni e variazioni necessarie a sbloccarne la lavorazione o il pagamento.

redazione

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