Pesca in Sicilia, oltre 17 milioni contro il caro carburante: domande dal 1° ottobre

Pesca in Sicilia, oltre 17 milioni contro il caro carburante: domande dal 1° ottobre

Pesca in Sicilia, oltre 17 milioni contro il caro carburante: domande dal 1° ottobre

Il caro carburante arriva direttamente sui conti delle imprese della pesca e dell'acquacoltura siciliane, ma adesso per gli operatori del settore si apre la possibilità di ottenere un indennizzo per i maggiori costi sostenuti nel 2026. La Regione Siciliana ha infatti approvato il bando che mette in campo oltre 17 milioni di euro per attenuare l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti legato alla crisi in Medio Oriente.

Il provvedimento è stato formalizzato con il decreto n. 487 del 14 settembre 2026 del Dipartimento della Pesca mediterranea e riguarda le imprese e gli operatori della pesca e dell'acquacoltura, compresi quelli della piccola pesca artigianale. Gli aiuti saranno riconosciuti per i maggiori costi di produzione sostenuti nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026, sulla base di un metodo di calcolo prestabilito e omogeneo a livello nazionale.

Pesca, 17 milioni di euro contro il caro carburante

La dotazione complessiva raggiunge 17,1 milioni di euro. La quota principale, pari a 12,1 milioni, arriva dal Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (Feampa) 2021-2027. A questa somma si aggiungono altri 5 milioni di euro di risorse regionali, previsti da un emendamento di iniziativa governativa approvato dall'Ars con la legge regionale n. 13 del 28 maggio 2026.

Si tratta di una misura pensata per sostenere un comparto particolarmente esposto alle oscillazioni dei costi energetici. Per le imprese della pesca, infatti, il carburante rappresenta una delle voci che incidono maggiormente sui costi dell'attività e l'aumento dei prezzi rischia di comprimere ulteriormente i margini degli operatori.

Chi può chiedere il contributo

Il bando è rivolto alle imprese e agli operatori della pesca e dell'acquacoltura che abbiano sostenuto maggiori costi di produzione a causa del rincaro dei carburanti collegato alla crisi mediorientale. Tra i beneficiari rientrano anche gli operatori della piccola pesca artigianale, particolarmente importanti per la struttura della filiera ittica siciliana. L'indennizzo non riguarda quindi genericamente i costi dell'attività, ma è finalizzato a compensare, secondo i criteri stabiliti dal bando, l'incremento della spesa sostenuta per il carburante nel periodo individuato dalla Regione.

Sammartino: “Sostegno a un comparto esposto alle difficoltà”

A sottolineare la portata dell'intervento è l'assessore regionale all'Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea Luca Sammartino. Con una dotazione di oltre 17 milioni di euro, ha spiegato l'assessore, la Sicilia dispone di una delle maggiori dotazioni finanziarie destinate a questa misura, grazie anche alle risorse aggiunte dal bilancio regionale. L'obiettivo è sostenere un comparto esposto non soltanto alle fluttuazioni dei prezzi dell'energia, ma anche alle difficoltà climatiche e ambientali e alle oscillazioni del mercato. Per la Regione, l'intervento rientra in un più ampio percorso di sostegno alla pesca siciliana, considerata strategica per economia, occupazione e identità dell'Isola.

Domande dal 1° al 10 ottobre 2026

La finestra per presentare le richieste è ormai definita. Le imprese interessate potranno inviare la domanda dal 1° al 10 ottobre 2026 attraverso una piattaforma telematica dedicata, che sarà attivata nei prossimi giorni. Il decreto di approvazione, il bando e la relativa modulistica sono già disponibili sul portale istituzionale della Regione Siciliana. Il decreto n. 487 del 14 settembre contiene infatti anche gli allegati con i modelli per le istanze delle imprese della pesca e dell'acquacoltura, oltre alla documentazione richiesta per la procedura.

Per gli operatori si apre dunque una finestra temporale molto breve: dieci giorni per presentare la domanda, con l'obiettivo di recuperare almeno in parte i maggiori costi sostenuti durante un 2026 segnato dall'aumento del prezzo dei carburanti e dalle conseguenze della crisi in Medio Oriente.

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