L’inflazione in Sicilia torna a crescere e mette sotto pressione i bilanci delle famiglie. I dati territoriali diffusi dall’Istat e analizzati dall’Unione Nazionale Consumatori (Unc) evidenziano un aumento generalizzato dei prezzi, alimentato soprattutto dai rincari energetici e dalle tensioni internazionali legate al Medio Oriente e al mercato globale di petrolio e gas.
Inflazione in Italia ai massimi dal 2023
A maggio 2026 l’inflazione nazionale ha raggiunto il 3,2%, il livello più alto registrato dal settembre 2023. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, tra febbraio e maggio i prezzi sono aumentati complessivamente del 2%, con un impatto economico stimato in 505 euro annui per una famiglia media e oltre 730 euro per una coppia con due figli. Alla base della nuova impennata dei prezzi ci sarebbe soprattutto l’aumento dei costi energetici, influenzato dalle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il traffico di petrolio e gas. Anche la Sicilia risente di questo scenario, pur registrando valori meno elevati rispetto ad alcune regioni del Centro-Nord.
Catania guida la classifica dei rincari in Sicilia
Tra le città siciliane monitorate dall’Istat, è Catania a registrare il dato più alto: l’inflazione raggiunge il 3,4%, con una maggiore spesa annua stimata in 804 euro per famiglia.
Seguono:
- Siracusa, con un’inflazione del 3,3% e un aggravio di circa 762 euro;
- Palermo, con il 3,2% e una spesa aggiuntiva di 756 euro;
- Messina, con il 2,9% e un aumento medio di circa 670 euro.
Il dato più contenuto arriva invece da Trapani, che con un’inflazione del 2,1% registra il secondo valore più basso a livello nazionale dopo Brindisi. Per le famiglie trapanesi il rincaro annuo si attesta intorno ai 485 euro.
Energia e servizi trainano l’inflazione in Sicilia
Dietro la crescita dei prezzi non c’è tanto il carrello della spesa quanto il peso crescente di energia, abitazione e servizi. A Palermo, ad esempio, i costi relativi ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili sono aumentati del 7,1% rispetto allo scorso anno. Anche il settore dei trasporti segna un incremento significativo, pari al 6,3%.
Ancora più marcato l’aumento dei beni energetici, che fanno registrare un balzo del 14,8%. Nel dettaglio:
- gas: +11%;
- energia elettrica: +9,2%;
- combustibili liquidi: +9,5%.
A incidere sulle spese delle famiglie è anche il costo della raccolta dei rifiuti, cresciuto del 12,4%, mentre i servizi per la casa registrano un incremento del 7,6%.
Numeri che spiegano perché molte famiglie percepiscano un aumento del costo della vita ben superiore rispetto al dato medio dell’inflazione.
Alimentari in crescita, ma meno rispetto all’energia
Diversamente da quanto accaduto durante la crisi inflazionistica del 2022-2023, il comparto alimentare non rappresenta oggi il principale motore dei rincari. A Palermo i prezzi dei prodotti alimentari aumentano mediamente dell’1,7%, un dato inferiore all’inflazione generale. Alcuni prodotti registrano incrementi rilevanti:
- carni: +4,9%;
- frutta: +4%;
- caffè: +5,2%.
Altri prodotti, invece, mostrano una tendenza opposta:
- oli e grassi: -5,5%;
- cereali e derivati: -1,2%.
Questo andamento conferma come l’attuale fase inflazionistica sia fortemente legata ai costi energetici e ai servizi essenziali.
Casa e trasporti pesano sui bilanci delle famiglie
Secondo le elaborazioni dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia con due figli i rincari nei trasporti comportano una spesa aggiuntiva di circa 323 euro l’anno, mentre le voci legate a casa, elettricità e gas incidono per altri 251 euro. Gli alimentari e le bevande analcoliche contribuiscono invece per circa 241 euro. In pratica, quasi la metà dell’intera stangata inflazionistica deriva direttamente da energia e mobilità.
Sicilia a metà classifica, ma il costo della vita continua a salire
Nel confronto con il resto d’Italia, la Sicilia si colloca in una posizione intermedia. Le regioni maggiormente colpite risultano Lazio, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, dove l’impatto dell’inflazione supera i 900 euro annui per famiglia.
L’Isola non raggiunge i livelli record registrati nel Centro-Nord, ma continua comunque a fare i conti con una crescita dei prezzi superiore ai livelli considerati fisiologici. Un fenomeno che continua a incidere sul potere d’acquisto delle famiglie e che rischia di pesare ulteriormente sui consumi nei prossimi mesi.
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