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Permanenza Ryanair a Birgi: è corsa contro il tempo

Permanenza Ryanair a Birgi: è corsa contro il tempo

Permanenza Ryanair a Birgi: è corsa contro il tempo

TRAPANI – Continuano le incertezze sulla permanenza, presso l’aeroporto di Birgi, del vettore low cost irlandese Ryanair. Tutta questione di soldi, come sempre del resto. Gli irlandesi battono cassa ogni anno e le risposte tardano. Si chiama accordo di co-marketing, ma il confine con quello che potrebbe essere, invece, un ‘aiutino di Stato’ (o di Regione, ex Provincia e Comuni del trapanese) travestito, è molto labile. Di altri aeroporti in simili situazioni, infatti, si occupò nel 2014 anche la Commissione europea. In pratica, la compagnia aerea chiede soldi per restare operativa presso lo scalo aeroportuale poiché, dati alla mano, se andasse via resterebbe il deserto passeggeri nell’aeroscalo, con le relative negative ricadute economiche per il territorio. Se prima, però, pagava Pantalone (la Provincia di Trapani in quanto socio di maggioranza dell’Airgest che gestisce lo scalo), adesso che le province non esistono più (forse), la patata bollente è passata alla Regione Sicilia. Come dire: dalla padella alla brace. Regione che dovrebbe compartecipare economicamente all’accordo (uscire i soldi) in quanto ha rilevato le quote Airgest, prima appartenenti all’ex Provincia. Al tavolo dei compartecipanti alla spesa, convitati quasi di pietra degli ultimi anni, siedono i 24 Comuni facenti parte del territorio trapanese e la locale Camera di Commercio. I Comuni, col cappello in mano, hanno problemi, ogni anno, a reperire le somme per ‘sostenere’ l’accordo economico, che scadrà nel prossimo marzo e, che, come al solito, prevede alcuni milioncini di euro per essere onorato.
Intanto, negli ultimi mesi, i voli sono diminuiti ‘misteriosamente’ da Birgi, tanto che, adesso, sono operativi, presso lo scalo, meno voli di quando c’era la crisi libica e l’aeroporto venne chiuso, poiché da lì decollavano i voli militari.
I sindaci – nonostante si siano inventati, quasi tutti, delle tasse di soggiorno per finanziare l’accordo economico con Ryanair – sono perennemente in ritardo col versamento delle loro quote. Questo clima di incertezza, sarà un caso, ha portato maggiori ‘coccole’ ed attenzioni del vettore low cost verso gli altri scali isolani: Palermo, Comiso e Catania – che ha annunciato in questi giorni l’avvio di cinque nuove rotte – hanno visto incrementare, chi più chi meno, le tratte attivate dagli irlandesi e le relative messi di passeggeri. Sarà un caso?

Alessandro Accardo Palumbo
www.facebook.com/AlessandroAccardoPalumbo
Twitter: @AleAccardoP

alessandro accardo palumbo

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