La revoca dell’Avviso 33 Sicilia, il bando che finanzia i percorsi dell’obbligo formativo, continua a far discutere il mondo della formazione professionale. La decisione dell’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Mimmo Turano, ha infatti aperto un acceso confronto tra gli enti del settore.
Secondo la Regione, il ritiro del provvedimento consentirà di aumentare da 260 a 300 i percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) finanziabili per il ciclo 2026-2029. L’obiettivo dichiarato è ampliare l’offerta formativa e garantire una maggiore copertura delle richieste provenienti dagli studenti in obbligo scolastico.
Avviso 33 Sicilia, le critiche degli enti di formazione
La revoca dell’Avviso 33 Sicilia ha però provocato una dura reazione da parte di numerosi enti di formazione. Tra le voci più critiche c’è quella del presidente di Cenfop Sicilia, Gabriele Albergoni, che contesta sia il metodo sia i tempi della decisione. “Questo ritiro rappresenta una mortificazione del lavoro svolto dagli uffici regionali e dagli operatori degli enti di formazione”, afferma Albergoni.
Secondo il presidente di Cenfop, l’iter dell’Avviso 33 Sicilia era già in fase avanzata. Il procedimento era partito a marzo, con la pubblicazione del bando il 9 giugno e una prima fase istruttoria già completata il 22 giugno. Per questo motivo, la decisione di revocare il bando viene giudicata incomprensibile da gran parte degli operatori del settore.
Aumento dei percorsi IeFP, il nodo delle risorse
Al centro della vicenda c’è la volontà della Regione di incrementare il numero dei percorsi finanziabili. Gli enti precisano di non essere contrari all’aumento dell’offerta formativa. Tuttavia, contestano le modalità scelte per raggiungere questo risultato. Secondo Albergoni, il rischio è che le nuove risorse vengano reperite sottraendo fondi destinati ai quarti anni dei percorsi formativi, con possibili ripercussioni sull’intero sistema. “Non siamo contrari all’incremento dei corsi, ma non possiamo accettare che questo avvenga attraverso il ritiro del bando e con risorse sottratte ad altri percorsi”, sottolinea il presidente di Cenfop Sicilia.
Avviso 33 Sicilia, la richiesta di confronto con l’assessorato
Gli enti attendono adesso una convocazione ufficiale da parte dell’assessore Turano. Secondo Cenfop, la normativa regionale prevede il coinvolgimento del Comitato regionale per le Politiche della Formazione Professionale, organismo che avrebbe potuto contribuire a individuare una soluzione condivisa. Tra le proposte avanzate dagli operatori figurava anche l’inserimento di una clausola che consentisse eventuali modifiche e riallocazioni di risorse senza dover procedere alla revoca dell’Avviso 33 Sicilia.
Scontro tra associazioni di categoria
La vicenda ha evidenziato una netta divisione tra gli enti di formazione professionale. L’associazione Assofor ha infatti espresso sostegno alla scelta della Regione, definendola una risposta concreta alle esigenze delle famiglie e degli studenti siciliani. Secondo Assofor, l’aumento da 260 a 300 percorsi rappresenta un passo importante per garantire l’accesso ai corsi di formazione professionale e rispondere alla crescente domanda registrata sul territorio.
I dubbi sui numeri dell’Avviso 33 Sicilia
Alle posizioni favorevoli replica ancora Cenfop Sicilia, che mette in discussione i dati utilizzati per giustificare la revoca dell’Avviso 33 Sicilia. Albergoni sostiene che le stime diffuse derivino da una ricognizione non ufficiale e priva di dati certi. Secondo i numeri emersi dal decreto di marzo, gli iscritti ai percorsi risultavano pari a 3.392 studenti. Considerando il numero minimo di allievi per classe, il fabbisogno stimato sarebbe stato significativamente inferiore rispetto ai 300 percorsi oggi previsti. Per questo motivo gli enti chiedono maggiore trasparenza e un confronto tecnico prima della pubblicazione del nuovo bando.
Avviso 33 Sicilia, il dibattito resta aperto
La vicenda dell’Avviso 33 Sicilia continua dunque a dividere il settore della formazione professionale. Da una parte la Regione punta ad ampliare l’offerta formativa per il triennio 2026-2029; dall’altra, gli enti chiedono garanzie sui tempi, sulle risorse e sulle procedure adottate.
Nelle prossime settimane sarà decisivo il confronto tra assessorato e operatori del settore per capire quali saranno le modalità con cui verrà ripubblicato il nuovo avviso e quali effetti avrà sull’avvio dell’anno formativo.
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