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Come diventare notaio, le tappe

Come diventare notaio, le tappe

Come diventare notaio, le tappe

Sono sempre di più i giovani che si chiedono come diventare notaio per dare vita ad una carriera interessante ricca di soddisfazioni economiche e professionali. Tuttavia, così come avviene negli altri campi, prima di raggiungere un obiettivo risulta necessario rimboccarsi le maniche e lavorare con perseveranza.

Cosa fa il notaio

Coloro che si stanno pensando di portare avanti l'obiettivo di diventare dei notai, devono anche sapere in cosa consiste la professione. Innanzitutto una delle sue funzioni è quella di accertare e interpretare la volontà delle parti (cioè delle persone) che concludono un contratto per redigere in modo conforme alla legge e con chiarezza le relative clausole. Il notaio può essere considerato a tutti gli effetti un pubblico ufficiale istituito per ricevere gli atti tra vivi (cioè vendite, permute, divisioni, mutui ecc.) e di ultima volontà (cioè testamenti), attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, certificati (e cioè riassunti) ed estratti (e cioè copie parziali).

L’atto redatto dal notaio è un atto pubblico, perché il notaio è autorizzato ad attribuirgli pubblica fede. Come tale ha una particolare efficacia legale: quello che il notaio attesta nell’atto notarile vale come una vera prova, tranne nei casi in cui venga accertato il reato di falso.

Come diventare notaio, i passi da compiere

Il percorso per diventare notaio si articola in tre tappe: la laurea in giurisprudenza, la pratica in uno studio notarile per 18 mesi (con la possibilità di anticipare 6 mesi già nell’ultimo anno di università) e il concorso pubblico gestito dal Ministero della Giustizia. Si può partecipare al concorso fino a un massimo di cinque volte.

Ai candidati vincitori, il Ministero della Giustizia assegna una sede in base alla graduatoria raggiunta e presso la quale il neo notaio è obbligato ad aprire un ufficio entro 3 mesi. Diversamente da quanto spesso si afferma, la funzione notarile dunque non si trasmette ai figli e ne è prova che l’82.5% dei notai non è figlio di notaio.

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