Pensione: come funziona la neutralizzazione per aumentare l’assegno

Pensione: come funziona la neutralizzazione per aumentare l’assegno

Pensione: come funziona la neutralizzazione per aumentare l’assegno

Negli ultimi anni di carriera, molti lavoratori si trovano a subire demansionamenti o a passare al part-time, con una riduzione dello stipendio. Questo ha effetti negativi sull’importo della pensione, perché i contributi versati su retribuzioni più basse penalizzano l’assegno finale.

La neutralizzazione della pensione è lo strumento che permette di “cancellare” l’effetto di questi contributi penalizzanti. Come spiega Andrea Martelli, fondatore di MiaPensione, “serve a evitare che il prolungamento dell’attività lavorativa produca un risultato paradossale: più contributi versati, ma pensione più bassa”.

Chi può richiedere la neutralizzazione pensionistica

Lo strumento può essere richiesto da chi ha usufruito del pensionamento anticipato o della pensione di vecchiaia (67 anni). È importante sapere che la neutralizzazione riguarda solo le pensioni calcolate con il metodo retributivo o misto, mentre i lavoratori con sistema contributivo puro non possono usufruirne, perché il loro assegno dipende dal montante contributivo totale.

Esempio pratico di neutralizzazione della pensione

Un caso seguito da MiaPensione riguarda un lavoratore andato in pensione con Quota 100. Il cliente aveva periodi di disoccupazione negli ultimi 5 anni, che penalizzavano l’assegno. Grazie alla neutralizzazione, è stato possibile escludere i periodi più sfavorevoli, aumentando l’assegno lordo mensile di 137,29 euro.

Come richiedere la neutralizzazione all’Inps

La neutralizzazione non è automatica: occorre presentare una domanda di ricostituzione della pensione all’Inps, indicando i periodi da escludere e allegando la documentazione che dimostri la riduzione della retribuzione. Un dettaglio importante: i periodi di disoccupazione coperti da Naspi vengono neutralizzati automaticamente, quindi non richiedono domanda specifica. I benefici, se la richiesta viene accolta, sono retroattivi per il periodo indicato.

Perché conoscere i propri contributi è fondamentale

Andrea Martelli sottolinea che conoscere la propria situazione contributiva prima di uscire dal mondo del lavoro è essenziale per tutelare gli interessi e massimizzare l’importo della pensione. La neutralizzazione può infatti fare la differenza tra un assegno ridotto e uno più consistente.

(Adnkronos)

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