Renato Schifani si ricandida alla presidenza della Regione Siciliana. Lo annuncia in un'intervista a Libero, rivendicando i risultati ottenuti nel corso del mandato e motivando la scelta con la necessità di portare a termine un lavoro che, a suo giudizio, richiede almeno dieci anni. «Cinque anni non bastano — ha dichiarato il presidente —. È giusto che anche per i sindaci il mandato sia di dieci, perché se no si può solo fare, ma non completare».
I numeri del mandato: da 4 miliardi di debito a 5 miliardi di surplus
Il bilancio che Schifani presenta è netto. Quando si è insediato, la Regione presentava un disavanzo di 4 miliardi di euro. Oggi, secondo i dati da lui citati, il saldo è positivo con un surplus di oltre 5 miliardi. Le entrate tributarie sono cresciute del 39%, trainate dal maggiore gettito fiscale legato ai nuovi investimenti delle imprese che «scelgono sempre di più la Sicilia» per la certezza dei tempi nel rilascio delle autorizzazioni. Gli investimenti complessivi sono saliti da 13 a 23 miliardi, il PIL regionale è cresciuto più che nel resto del Paese e nell'ultimo triennio l'occupazione ha registrato un incremento del 12,6%, con 60mila nuove imprese nate nell'Isola. Anche il rating della Regione è migliorato, secondo i principali osservatori finanziari internazionali.
Termovalorizzatori a Palermo e Catania: gare entro fine 2026, cantieri nel 2027
Tra le incompiute che Schifani vuole evitare c'è la realizzazione dei termovalorizzatori a Palermo e Catania, nell'ambito di un Piano rifiuti già approvato dall'Unione Europea. «È un investimento da un miliardo — ha spiegato —. Tra qualche giorno avremo i progetti, le gare entro fine anno e l'avvio dei cantieri all'inizio del 2027». I lavori saranno gestiti tramite Invitalia e l'Autorità Anticorruzione. «Da avvocato amministrativista sono rigoroso. Bisogna sempre vigilare», ha sottolineato il presidente.
Rimpasto in arrivo e congresso di Forza Italia: "Procederemo a breve"
Sul fronte politico, Schifani ha confermato che il rimpasto della giunta è imminente: «Sì, procederemo a breve». Quanto allo stato di salute di Forza Italia in Sicilia e al congresso regionale ancora congelato, il presidente ha glissato sulle tensioni interne: «La salute è buona, la Sicilia è azzurra e faremo il congresso al momento giusto». Ha poi ricordato il metodo di Berlusconi, «tenace sostenitore dell'inclusione», capace di trovare equilibrio tra parlamentari esperti e nuove leve: «Mi auguro che questo metodo possa continuare anche in futuro».
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