Autotrasportatori, oggi l’incontro con Salvini: le richieste della Sicilia

Autotrasportatori, oggi l’incontro con Salvini: le richieste della Sicilia

Autotrasportatori, oggi l’incontro con Salvini: le richieste della Sicilia

La protesta degli autotrasportatori arriva a un passaggio decisivo. Oggi, martedì 20 ottobre, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà a Milano i rappresentanti della categoria, mentre il fermo dei mezzi continua a creare preoccupazione per la distribuzione delle merci. Al centro del confronto ci sono il caro carburante, l’aumento dei costi del trasporto marittimo e lo sblocco dei finanziamenti attesi dalle imprese.

Il tavolo si svolgerà in due momenti: in mattinata il ministro vedrà i principali sindacati e le associazioni nazionali, mentre nel pomeriggio è previsto il confronto con i gruppi autonomi provenienti da Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. L’obiettivo è individuare soluzioni concrete per superare la protesta, che nell’Isola coinvolge il trasporto dei semirimorchi nei porti.

Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha chiarito che la revoca del fermo dipenderà dall’accoglimento delle richieste e dalla formalizzazione degli impegni. In assenza di un accordo, la mobilitazione potrebbe proseguire. Secondo quanto riferito dal Comitato nei giorni scorsi, la protesta potrebbe continuare fino al 27 ottobre se non verrà sottoscritto un protocollo.

Autotrasportatori, le richieste del CTS al Governo

A rappresentare le imprese siciliane sarà il Comitato Trasportatori Siciliani, guidato dal coordinatore Salvatore Bella. La richiesta principale riguarda lo sblocco delle risorse già previste e l’attivazione di nuovi sostegni per compensare l’aumento dei costi operativi.

Nel dettaglio, il CTS chiede il pagamento dei fondi arretrati del Sea Modal Shift (SMS), relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un valore complessivo di circa 104 milioni di euro. A questa misura si aggiunge la richiesta di altri 70 milioni di euro per la terza annualità, relativa al periodo 2026/2027. Un altro punto riguarda il credito d’imposta sul gasolio. Il Comitato sollecita lo sblocco di 430 milioni di euro per le domande già presentate, affinché le somme siano rese rapidamente utilizzabili dalle imprese attraverso il cassetto fiscale. La categoria chiede inoltre ulteriori 400 milioni di euro per coprire almeno quattro mesi che, secondo il Comitato, resterebbero ancora senza adeguate tutele economiche. Tra le richieste figura anche una maggiore rappresentanza istituzionale. Il CTS vuole essere incluso stabilmente nei tavoli dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova Consulta, per dare voce alle esigenze delle aziende del Mezzogiorno.

La protesta in Sicilia: nessun blocco stradale, ma mezzi fermi nei piazzali

Il Comitato ha ribadito che la propria mobilitazione non prevede blocchi stradali o presidi sulle principali arterie di collegamento. La protesta consiste nella mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi: i mezzi delle aziende aderenti restano nei rispettivi piazzali in attesa di risposte dal Governo.

In una nota diffusa dal coordinatore Salvatore Bella, il CTS ha spiegato di aver chiesto fin dall’inizio un intervento urgente per contrastare il caro carburante e l’aumento dei costi dei collegamenti marittimi. «Rappresentando la maggior parte delle aziende che operano nell’intermodalità strada-mare, il CTS ribadisce che la propria azione di protesta si limita esclusivamente alla mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi», si legge nella comunicazione.

Il Comitato conferma la disponibilità al dialogo con il ministro Salvini, ma chiede che gli impegni siano messi nero su bianco. Solo dopo la firma formale degli accordi e l’accoglimento delle richieste, secondo quanto dichiarato dal CTS, il fermo dei porti siciliani potrà essere revocato.

Salvini: «Sbloccheremo risorse e ne aggiungeremo altre»

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato l’incontro con gli autotrasportatori e la volontà di valutare nuove misure per affrontare la crisi. Tra gli obiettivi indicati da Salvini c’è lo sblocco delle risorse già finanziate, rimaste ferme per ragioni burocratiche, insieme alla possibilità di aggiungere ulteriori stanziamenti.

Il ministro ha richiamato anche l’aumento del prezzo del gasolio e i costi che gravano sul trasporto marittimo, con particolare riferimento alle imprese che operano nelle isole. Salvini ha citato le regole europee sulle emissioni e il sistema ETS, sostenendo che siano necessari altri interventi per sostenere il settore. «Faremo tutto quello che è nella nostra disponibilità di fare», ha dichiarato il ministro, riferendosi alle risorse che il Governo intende mettere in campo.

La giornata di oggi sarà quindi determinante per capire se alle dichiarazioni seguiranno impegni concreti e formalizzati. Per gli autotrasportatori siciliani, la priorità resta ottenere tempi certi per i pagamenti e misure capaci di contenere i costi, evitando che il fermo si prolunghi con ulteriori ripercussioni sulla movimentazione delle merci.

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