Il caro gasolio mette in difficoltà il trasporto delle merci in Sicilia e spinge le imprese a fermare i camion. Da venerdì 16 ottobre è scattata la protesta del Comitato trasporto siciliano, con mezzi pesanti bloccati nei porti e nei piazzali aziendali. Al centro della mobilitazione ci sono i costi sempre più elevati del carburante e le richieste di intervento rivolte al Governo.
La protesta non coinvolge le imprese di Confindustria Catania, che hanno scelto di non aderire al fermo, inizialmente annunciato anche dalla stessa organizzazione. Nel Catanese, intanto, sono stati segnalati trattori incolonnati in contrada Sferro e mezzi pesanti fermi nella zona industriale nord, lungo la tangenziale e in contrada Passo Martino.
Autotrasportatori siciliani, Salvatore Bella: «Adesione totale»
Il coordinatore del Comitato trasporto siciliano, Salvatore Bella, ha descritto una partecipazione molto ampia alla protesta, contestando la mancata convocazione al confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. «Non capiamo perché il ministro Salvini abbia convocato le sigle che non scioperano lasciando fuori dal confronto quelle che scioperano. È inaudito lasciare fuori gli autotrasportatori siciliani», ha dichiarato Bella, annunciando una conferenza stampa per illustrare le ragioni della mobilitazione.
La protesta riguarda soprattutto la sostenibilità economica del trasporto merci. Le imprese chiedono risposte concrete ai rincari e agli altri costi che gravano sul settore. A Gela, inoltre, decine di tir e camion si sono fermati accanto al presidio organizzato dagli agricoltori contro il caro carburanti.
Caro gasolio, costi in aumento per camion e imprese
Gli autotrasportatori denunciano un aumento significativo delle spese necessarie per mantenere i mezzi in attività. Secondo le cifre riportate durante la protesta, un veicolo che percorre 100 mila chilometri all'anno comporterebbe circa 8 mila euro di costi aggiuntivi.
Nel testo diffuso in occasione della mobilitazione viene indicato anche un prezzo del gasolio superiore a 2,16 euro al litro, con un incremento di 35 centesimi rispetto a febbraio. Si tratta di dati riferiti al momento della protesta, che evidenziano le difficoltà delle aziende nel contenere le spese di esercizio.
L'aumento del carburante incide direttamente sui costi del trasporto e può avere conseguenze sull'intera filiera commerciale. Se il fermo rallenta la movimentazione delle merci, i disagi possono estendersi alle imprese che dipendono dalle forniture e, in caso di interruzioni prolungate, anche alla distribuzione dei prodotti.
Protesta a Gela, trattori sulla strada statale per Catania
La mobilitazione degli autotrasportatori si intreccia con quella degli agricoltori, anche loro alle prese con l'aumento dei costi energetici e del carburante. A Gela, i mezzi pesanti si sono aggiunti al presidio già organizzato dal comparto agricolo. Nella mattinata della protesta, un corteo di trattori e mezzi agricoli ha percorso un tratto della strada statale Gela-Catania, portando sulle strade la richiesta di interventi contro il caro carburanti.
Per le imprese siciliane, il problema riguarda la capacità di continuare a lavorare senza che l'aumento delle spese comprometta i margini economici. Il confronto con il Governo resta quindi centrale per individuare misure di sostegno e soluzioni in grado di contenere l'impatto dei rincari sul trasporto delle merci.
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