Inflazione 2026, Istat lancia l’allarme: energia in crescita e ceto medio in difficoltà

Inflazione 2026, Istat lancia l’allarme: energia in crescita e ceto medio in difficoltà

Inflazione 2026, Istat lancia l’allarme: energia in crescita e ceto medio in difficoltà

Il quadro dell’inflazione in Italia nel 2026 torna a preoccupare. Dopo una fase di stabilizzazione nel 2025, nuove tensioni sui prezzi dell’energia rischiano di invertire la tendenza. A lanciare l’allarme è l’Istat, che nel rapporto annuale evidenzia possibili effetti negativi su potere d’acquisto e crescita economica.

Inflazione 2026: il rischio legato all’energia

Secondo l’Istat, l’aumento delle materie prime energetiche rappresenta il principale fattore di instabilità.

In particolare:

  • i prezzi dell’energia sono cresciuti del +9,3% ad aprile 2026
  • l’inflazione (Ipca) è salita al 2,8% su base annua

Nel 2025, invece, l’inflazione era ferma all’1,6%, sotto la media dell’area euro.

Inflazione e salari: possibile sorpasso

Uno degli scenari più critici riguarda il rapporto tra prezzi e redditi. Se le tensioni geopolitiche dovessero continuare, potrebbe verificarsi:

  • un aumento dell’inflazione superiore ai salari nominali
  • una conseguente perdita di potere d’acquisto

Questo rischio è legato anche a eventuali blocchi nelle rotte energetiche, con impatti diretti sull’economia.

Ceto medio in difficoltà

Il rapporto Istat evidenzia segnali di difficoltà anche per il ceto medio, che rappresenta oltre il 61% della popolazione.

Nel 2025:

  • il 16,1% delle famiglie del ceto medio fatica ad arrivare a fine mese
  • tra le famiglie a rischio povertà la quota sale al 45%

Redditi e spesa: calo negli ultimi anni

Tra il 2014 e il 2024 si registra una riduzione della capacità di spesa:

  • -5,6% per il ceto medio
  • -7,1% per le famiglie più abbienti
  • -4,6% per i redditi più bassi

Il ceto medio risulta particolarmente esposto alle fasi di rallentamento economico.

Un equilibrio fragile

Nonostante resti il motore principale dei consumi e della stabilità sociale, il ceto medio mostra segnali di vulnerabilità crescente.

Durante la pandemia, ad esempio:

  • la perdita di reddito è stata più che doppia rispetto ai ceti più fragili
  • il recupero è stato più lento rispetto alle fasce più ricche

Inflazione Italia 2026: scenari e rischi

Il ritorno delle pressioni inflazionistiche, unito alla debole crescita dei redditi, crea un contesto delicato. Senza un riequilibrio tra inflazione e salari, il rischio è un’ulteriore riduzione del potere d’acquisto, con effetti diretti su consumi ed economia.

(askanews)

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