Ponte sullo Stretto, approvato il decreto: cosa cambia e quali sono i prossimi passi

Ponte sullo Stretto, approvato il decreto: cosa cambia e quali sono i prossimi passi

Ponte sullo Stretto, approvato il decreto: cosa cambia e quali sono i prossimi passi

Il progetto del Ponte sullo Stretto torna ufficialmente in carreggiata. Lo scorso 6 maggio la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il decreto Commissari, provvedimento che riattiva l’iter amministrativo dell’opera destinata a collegare Sicilia e Calabria.

Il testo ha ottenuto 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astensioni, arrivando al via libera finale pochi giorni prima della scadenza fissata per l’11 maggio, termine oltre il quale il decreto sarebbe decaduto.

Lo stop della Corte dei Conti nel 2025

Il nuovo intervento normativo nasce dopo il blocco imposto dalla Corte dei Conti nell’ottobre 2025. I giudici contabili avevano infatti respinto la delibera del Cipess che approvava il progetto aggiornato del Ponte sullo Stretto di Messina. Nelle motivazioni pubblicate successivamente, la Corte aveva evidenziato diverse criticità. Tra queste, la presunta violazione della direttiva europea sulla tutela degli habitat naturali, la carenza di istruttoria nella delibera Iropi e alcune modifiche sostanziali al contratto originario considerate non conformi alla normativa europea.

Un ulteriore rilievo riguardava l’assenza del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul piano economico-finanziario dell’opera.

Le opere strategiche inserite nel decreto

Il decreto approvato dal Parlamento punta ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture considerate strategiche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Oltre al Ponte sullo Stretto, il provvedimento coinvolge anche altri interventi nazionali, tra cui il Mose di Venezia, la diga di Genova, il traforo del Gran Sasso e le opere legate agli Europei di calcio del 2032. L’obiettivo del Governo è superare gli ostacoli evidenziati dalla Corte dei Conti e portare avanti uno dei progetti ritenuti prioritari dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Commissario straordinario per i collegamenti ferroviari

Tra le novità introdotte dal decreto c’è anche la nomina dell’amministratore delegato pro tempore di Rete Ferroviaria Italiana come Commissario straordinario per gli interventi ferroviari collegati al Ponte. Il compito del commissario sarà seguire gli adempimenti necessari per adeguare il progetto alle richieste formulate dalla Corte dei Conti e coordinare le opere infrastrutturali complementari.

Ponte sullo Stretto: confermati oltre 14 miliardi di euro

Il decreto interviene anche sul fronte economico con una rimodulazione delle risorse previste per la costruzione dell’opera.

Una parte dei finanziamenti, pari a circa 2,8 miliardi di euro, viene spostata dal periodo 2026-2029 agli anni compresi tra il 2030 e il 2034.

Nel dettaglio, sono previsti:

  • 26 milioni di euro per il 2030;
  • 407 milioni per il 2031;
  • 857 milioni per il 2032;
  • 293 milioni per il 2033;
  • oltre 1,2 miliardi per il 2034.

Le risorse complessive stanziate per il Ponte sullo Stretto di Messina salgono così a 14,442 miliardi di euro.

Quali sono i prossimi passaggi

Conclusi gli adeguamenti richiesti dalla Corte dei Conti, il dossier tornerà al Cipess per la predisposizione di una nuova delibera. Il documento sarà poi nuovamente sottoposto al controllo dei giudici contabili, chiamati a verificarne la legittimità. Solo dopo il superamento di questo passaggio si potrà entrare nella fase operativa con l’avvio concreto dei cantieri. L’obiettivo indicato dal Governo resta quello di arrivare alla posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto entro la fine del 2026.

di Salvatore Rocca

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