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Speranze per il Centro cardiologia pediatrica di Taormina

Speranze per il Centro cardiologia pediatrica di Taormina

Speranze per il Centro cardiologia pediatrica di Taormina

“Anche la Sicilia, come altre regioni d’Italia, può avere due centri di cardiochirurgia pediatrica”.

Inviata richiesta di deroga al decreto Balduzzi

Lo sostiene la Regione siciliana nella richiesta di deroga al decreto Balduzzi che è stata inviata, nei giorni scorsi, al ministero della Salute, per evitare la chiusura del Centro di cardiochirurgia pediatrica [2] del Mediterraneo di Taormina.

La storia è nota da tempo e ha impegnato politica, personaggi dello spettacolo e opinione pubblica, per scongiurare la fine alla quale è destinato lo speciale reparto dell’ospedale “San Vincenzo”, aperto nel 2010 in convenzione con il Bambino Gesù di Roma, e diventato un assoluto fiore all’occhiello della sanità pubblica locale, ma in perenne stato di precarietà dal 2017, dopo la scadenza del primo accordo settennale con l’Istituto del Vaticano.

Si è andati avanti soltanto a suon di proroghe annuali o semestrali, in attesa che venisse riaperta la cardiochirurgia pediatrica a Palermo, con il completamento del reparto all’Arnas Civico del capoluogo affidato in gestione al San Donato di Milano - presieduto dall’ex ministro Angelino Alfano - per 8 milioni di euro.

L’attuale proroga di sei mesi scadrà il prossimo 31 luglio

L’attuale proroga di sei mesi scadrà il prossimo 31 luglio, ma il governatore Renato Schifani si è impegnato con il comitato di genitori dei piccoli ricoverati a Taormina, affinché si giunga a un lieto fine e a una soluzione che possa tenere in vita, e in pianta stabile, il Ccpm del San Vincenzo.

Ecco quindi il documento ufficiale inviato al ministro, Orazio Schillaci, sottoscritto dal presidente della Regione, dall’assessore alla Salute, Giovanna Volo, e dai dirigenti generali dei dipartimenti della Pianificazione strategica e delle Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico.

Mantenere la funzionalità di entrambe le strutture

L’amministrazione regionale ritiene “imprescindibile” mantenere la funzionalità di entrambe le strutture di eccellenza con procedure di evidenza pubblica. L’ipotesi avanzata al Ministero, che si inquadra nel processo di revisione della rete ospedaliera già avviato dalla Regione, prevede infatti un raccordo operativo tra il reparto di Taormina (8 posti letto) e quello di Palermo (12 posti letto).

Anche il Veneto, con Padova e Verona, sostiene due cardiochirurgie pediatriche nonostante la popolazione non superi i 5 milioni di abitanti (stando al Dm 70/2015). La Regione siciliana ha sottolineato che, anche sul piano delle risorse finanziarie, le relative Asp dei due centri hanno già previsto specifiche risorse nei propri bilanci, e una graduale razionalizzazione dei costi, nonostante l’innesto di personale di ruolo specialista in cardiochirurgia.

L’operatività di due centri inoltre, ridurrebbe la mobilità sanitaria dalla Sicilia e dalla Calabria, con minori costi “sociali” legati alle trasferte dei pazienti, mantenendo un’offerta assistenziale di elevata qualità rivolta anche a tutto il Mediterraneo, in modo da preservarne la sostenibilità anche sul piano economico.

Tutto questo troverebbe conferma nei numeri che hanno operato i due Centri, tra luglio 2023 e marzo 2024, con 165 interventi eseguiti a Taormina e 167 a Palermo. A confronto, nel 2022 in Veneto gli interventi sono stati soltanto 264, divisi tra i 190 di Padova e i 74 di Verona. La speranza quindi è che il Ministero accolga positivamente la richiesta e che la Sicilia possa continuare a godere dell’eccellenza sanitaria taorminese.

Il Ccpm, diretto dal primario Sasha Agati, è diventato un’istituzione internazionale nel settore, grazie a migliaia di prestazioni e successi che lo hanno qualificato come sede della Congenit heart academy, e centro di formazione a distanza con i Children’s Hospital di Toronto e Miami, oltre a essere il primo centro in Italia per l’assistenza meccanica cardiorespiratoria nei pazienti neonatali e pediatrici. Numerose sono state le collaborazioni che i medici del San Vincenzo hanno instaurato in giro per il mondo, andando a operare in prima persona in zone disagiate del pianeta.

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