Paxia lascia il M5S e sceglie Controcorrente: "Credibilità e vicinanza ai territori"

Paxia lascia il M5S e sceglie Controcorrente: "Credibilità e vicinanza ai territori"

Paxia lascia il M5S e sceglie Controcorrente: “Credibilità e vicinanza ai territori”

Il movimento Controcorrente di Ismaele La Vardera cresce e si struttura. Tra gli ultimi ingressi di rilievo c'è quello di Maria Laura Paxia, ex deputata del Movimento 5 Stelle, oggi alla guida del neonato Dipartimento "Ascolto Imprese". Ai microfoni di QdS.it ha spiegato la missione del nuovo organo, le ragioni della sua scelta politica e la sua posizione su temi cruciali per la Sicilia, dal Ponte sullo Stretto al futuro del campo progressista.

Il Dipartimento Ascolto Imprese: colmare il vuoto tra imprese e istituzioni

La priorità, spiega Paxia, è costruire un canale stabile tra il mondo produttivo e la politica regionale. «Il Dipartimento nasce per colmare una delle principali lacune del sistema regionale: l'assenza di un dialogo strutturato e continuo tra imprese e istituzioni», afferma. In Sicilia le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale dell'economia, ma si trovano spesso a fare i conti con burocrazia asfissiante, ritardi nei pagamenti e difficoltà di accesso al credito. L'obiettivo non è solo fotografare le criticità, ma trasformarle in proposte concrete: semplificazione amministrativa, tempi certi per la pubblica amministrazione, infrastrutture più efficienti e maggiore accesso agli strumenti finanziari.

Perché Paxia ha scelto Controcorrente

L'adesione al movimento di La Vardera non è stata una scelta di percorso obbligato, ma il frutto di una valutazione politica precisa. «Dopo l'esperienza parlamentare ho ritenuto necessario impegnarmi in un progetto realmente libero da logiche di appartenenza», spiega Paxia, che vede in Controcorrente uno spazio capace di intercettare la domanda crescente di credibilità e vicinanza ai territori.

Le battaglie già portate avanti in Parlamento — trasparenza amministrativa, corretto utilizzo delle risorse pubbliche, sostegno alle imprese sane — restano centrali anche in questo nuovo percorso. A queste si aggiunge oggi una priorità ancora più urgente: rimuovere gli ostacoli strutturali che rendono difficile fare impresa in Sicilia.

Ponte sullo Stretto e campo progressista: le posizioni di Paxia

Sul Ponte sullo Stretto Paxia invita a ragionare senza steccati ideologici. La Sicilia, ricorda, sconta ancora gravi carenze nelle infrastrutture esistenti — collegamenti interni, trasporti ferroviari, logistica — e concentrare tutte le risorse su una grande opera prima di risolvere queste criticità diffuse sarebbe, a suo avviso, un errore strategico.

Sul fronte politico, alla domanda su come battere il centrodestra di Schifani, la risposta è netta: non basta l'opposizione, serve un'alternativa credibile. Il campo progressista può tornare competitivo solo superando frammentazioni e logiche identitarie, riportando al centro temi concreti come lavoro, sanità, sviluppo economico e infrastrutture. «I cittadini valutano la politica sulla base dei risultati, non delle appartenenze», sottolinea.

Quanto agli obiettivi elettorali, Controcorrente punta a costruire un progetto radicato nei territori, con una classe dirigente competente e un programma capace di incidere davvero sulle politiche regionali. Le prossime tornate saranno un banco di prova, ma la prospettiva, assicura Paxia, è più ampia: contribuire a costruire un'alternativa solida per la Sicilia.

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